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Salone Libro: aperti cancelli, al via più grande buchmesse

(ANSA) - TORINO, 19 MAG - Prende il via, a Torino, la 34esima edizione del Salone Internazionale del Libro. La manifestazione, che si presenta quest'anno come la più grande di sempre, si è aperta al Lingotto, dove alle 11.30 è in programma la cerimonia di inaugurazione, con i ministri Dario Franceschini e Patrizio Bianchi, seguita dalla lectio dello scrittore indiano Amitav Ghosh. Migliaia le persone, fra cui molte scolaresche, che questa mattina si sono messe in coda per entrare alla fiera che fino a lunedì ospiterà incontri, presentazioni di libri, concerti con ospiti da tutto il mondo. I cancelli dei due ingressi, quello del padiglione principale e quello dell'Oval, si sono aperti con una ventina di minuti di ritardo sull'orario previsto, in attesa del via libera dei vigili del fuoco, mentre venivano dati gli ultimi ritocchi agli allestimenti. Appena arrivato l'ok, la gente ha iniziato ad entrare. Tantissimi i giovani e i bambini. (ANSA).

Basket: playoff NBA; in gara 1 Golden State travolge Dallas

(ANSA) - LOS ANGELES, 19 MAG - I Golden State Warriors di Stephen Curry hanno inflitto una sonora sconfitta ai Dallas Mavericks (112-87) di un Luka Doncic 'limitato' a 20 punti, nella partita di apertura delle finali della Western Conference. Tre giorni dopo che Doncic aveva distrutto i Phoenix Suns in Arizona, la star slovena ha avuto vita difficile contro Golden State. I Warriors, già in vantaggio di nove punti all'intervallo (54-45), hanno fatto la differenza nel terzo quarto, vincendo 34-24 e portando il vantaggio a 19 punti all'inizio del quarto quarto. Hanno ulteriormente allungato all'inizio dell'ultimo quarto, per toccare i +27, prima di vincere comodamente. In una squadra con sette giocatori sopra i 10 punti, Curry ha aperto la strada con 21 punti, 12 rimbalzi e 4 assist, mentre Jordan Poole e Andrew Wiggins hanno totalizzato 19 punti ciascuno. Doncic, autore di una partita senza sprazzi, è stato comunque il miglior realizzatore dei Mavericks con 20 punti. Nella prima metà del match i Mavs hanno sbagliato tanto, con 14 su 44 da due punti. Nonostante tutto, a metà del secondo quarto erano dietro di soli due punti (35-33). Ma poi i Warriors hanno spinto sull'acceleratore, con un 11-2 che ha indirizzato l'incontro. Gara-2 domani a San Francisco. Il vincitore di questi playoff della Western Conference affronterà quello della Eastern Conference, Boston o Miami, nelle finali NBA. (ANSA).

E.League: errore Ramsey condanna Rangers,Coppa all'Eintracht

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Un errore dal dischetto di Aron Ramsey, ex 'bidone' della Juve entrato a pochi minuti dalla fine, condanna i Glasgow Rangers e regala l'Europa League all'Eintracht Francoforte, per la gioia dei suoi scatenati tifosi. In questa finale finita 1-1 al 90' e dopo i supplementari, quello di Ramsey è stato l'unico errore nella lotteria dei rigori che hanno concluso una sfida non bella, ed è stato uno sbaglio che ora sta facendo disperare l'armata scozzese che aveva letteralmente 'invaso' Siviglia. Tante le loro lacrime, contrapposte alla gioia dei tedeschi, in primis del presidente dell'Eintracht Peter Fischer che aveva fatto arrabbiare i sivigliani definendo "uno stadio da Mickey Mouse" il Sanchez Pizjuan. Poi aveva aggiunto, gridandolo, "questa sera voglio bere in quella dannata Coppa!" e alla fine può brindare con il suo allenatore Oliver Glasner, primo austriaco a vincere in Europa alla guida di una squadra tedesca dai tempi dell'Amburgo di Ernst Happel che nel 1983 fulminò la Juventus ad Atene. Il match winner dell'Eintracht, come Cha Bum-kun nel 1980 quando la squadra dell'aquila Attila vinse l'allora Coppa Uefa, è stato l'attaccante colombiano Borré, che prima, nel corso del match, ha pareggiato al 69' la rete dei Rangers, con Aribo, al 57' e poi ha realizzato il rigore decisivo, il quinto dei suoi, che ha regalato il trofeo alla città di Francoforte. Ancora, quindi, una brutta finale e la Coppa assegnata ai rigori, come l'anno scorso quando il Villarreal prevalse sul Manchester United che in semifinale aveva eliminato la Roma. E rimane l'amaro in bocca a chi, in Italia, pensa che al posto di Eintracht e Rangers avrebbero potuto esserci Lazio o Napoli se le squadre italiane affrontassero questa competizione con un po' più di convinzione. Sarà, si spera, per la prossima volta. (ANSA).

Auto finisce su cortile asilo, morto un bimbo, 5 feriti

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - Un'auto senza nessuno alla guida arriva in discesa, gettando a terra il reticolato di ferro della scuola dell'infanzia a Pile, frazione dell'Aquila, e in pochi istanti il cortile dell'asilo si è trasformato nel luogo più insicuro per un bambino. L'auto ha sorpreso i piccoli inermi mentre giocavano tra gli scivoli e le giostrine di plastica. Alcuni sono scappati ma altri sono stati travolti, alcuni incastrati. Tra i sei caricati subito in barella uno non ce l'ha fatta, nonostante i tentativi di rianimazione verso l'ospedale: il bilancio è di un bimbo di 4 anni morto e altri dei feriti, di cui uno in prognosi riservata. A piombare nel giardino è stata un Passat dove all'interno c'era un ragazzino che non ha più di 10 anni. La mamma lo aveva lasciato da solo nella macchina, parcheggiata in strada mentre andava a prendere il fratellino all'asilo, ma l'auto in discesa ha preso subito velocità, forse accidentalmente sfrenata dallo stesso ragazzino o forse con il freno a mano mai attivato. Ipotesi, queste, che dovranno essere valutate dagli inquirenti. In quel momento c'erano oltre una decina di bambini nel giardino dell'asilo, quando intorno alle 14.30 l'auto ha sfondato il reticolato. Oltre a quelli investiti, altri piccoli sono sotto choc e hanno graffi che si sono procurati durante la fuga. "Sembrava un girone dantesco: quando siamo arrivati abbiamo trovato gente in lacrime in strada e il pianto dei bimbi che ci ha fatto fermare il cuore. Intorno a noi le ambulanze e le auto delle forze dell'ordine, le sirene. Siamo subito corsi dentro, facendoci largo tra i soccorritori, una scena spaventosa e surreale", racconta ancora sotto choc un papà di uno dei circa quaranta bambini della scuola. Il bimbo morto durante il trasporto in ospedale si chiamava Tommaso e aveva quattro anni. Gli altri cinque feriti per fortuna se la caveranno. Due bambine di 4 anni sono state portate in elisoccorso al policlinico Gemelli di Roma: una è in prognosi riservata, ha una frattura all'osso temporale e un ematoma sottodurale. Ha il respiro spontaneo e le sue condizioni sono stabili, ma resta in prognosi riservata. Anche l'altra è stabile e ha il respiro spontaneo: è stata sottoposta ad accertamenti e le sue condizioni attuali non sono gravi. Un altro bimbo è al Bambino Gesù, nella capitale. Per due gemellini si stanno tutt'ora completando gli accertamenti all'ospedale dell'Aquila ma sono anche loro fuori pericolo. "Tommaso era un bambino dolcissimo - racconta una mamma - Spesso si abbracciavano con mia figlia sia quando arrivavano a scuola sia quando uscivano, in un una immagine davvero emozionante. Ora dobbiamo stare vicini a loro per tutelarli dal trauma ma dobbiamo stringerci intorno alla famiglia di Tommaso e dei feriti". La vicenda ha scosso anche il mondo della politica. Tra i tanti, il cordoglio dei ministri dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, delle pari opportunità e della famiglia, Elena Bonetti e degli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha proclamato il lutto cittadino. Le maestre della scuola stanno cercando di gestire al meglio la situazione, accogliendo i genitori dei piccoli, a partire da quelli rimasti coinvolti nell'investimento. "La priorità - dicono - è evitare che i bambini che hanno assistito alla scena restino traumatizzati, sia dall'incidente, con l'auto che ha sfondato il cancello del giardino, sia dal viavai di ambulanze e mezzi di soccorso. Con alcuni bambini abbiamo cercato di far finta che si sia trattato di un gioco, o quantomeno di minimizzare, spiegando che oggi i genitori sono venuti a riprenderli in anticipo. Ma quanto è difficile". (ANSA).

Kiev, ancora molte persone ad Azovstal, negoziati in corso

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - "Ci sono ancora molte persone rimaste ad Azovstal e continuiamo a negoziare per farle uscire da lì": lo ha dichiarato alla Bbc il vice ministro della Difesa ucraino Hanna Maliar affermando che l'operazione di salvataggio dell'acciaieria Azovstal sarà conclusa solo quando tutti i difensori di Mariupol saranno stati evacuati nei territori sotto il controllo ucraino. Per Maliar, gli appelli dei politici di Mosca a processare per crimini di guerra alcune delle persone prelevate dalle acciaierie "sono stati fatti molto probabilmente per la propaganda interna della Russia". (ANSA).

Papa: come Chiesa abbiamo bisogno di tornare all'essenziale

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - "Come Chiesa abbiamo bisogno di tornare all'essenziale, di non smarrirci in tante cose secondarie con il rischio di perdere di vista la purezza semplice del Vangelo". Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza l'associazione 'Famiglia Spirituale Charles de Foucauld'. "Il nuovo santo ha vissuto il suo essere cristiano come fratello di tutti - ha proseguito il Papa - a partire dai più piccoli. Non aveva l'obiettivo di convertire gli altri ma di vivere l'amore gratuito di Dio attuando l'apostolato della bontà". Il Pontefice ha ringraziato l'associazione per "la testimonianza, fa tanto bene in un tempo in cui si rischia di chiudersi nei particolarismi, di accrescere le distanze, di perdere di vista il fratello. Lo vediamo purtroppo nella cronaca di ogni giorno". "Anch'io vorrei ringraziare San Charles de Foucauld perché la sua spiritualità mi ha fatto tanto bene quando studiavo la teologia, un tempo di maturazione e anche di crisi", "mi ha aiutato tanto a superare le crisi e a trovare una strada di vita cristiana più semplice, meno pelagiana e più vicina al Signore", "mi ha fatto tanto bene", ha confidato Papa Francesco. (ANSA).

Jasmine Trinca, sono cresciuta sulla Croisette

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - "Sono cresciuta con Cannes. Il mio percorso è cominciato qui. Ho un ricordo enorme perché sono venuta qua con il mio primo film (LA STANZA DEL FIGLIO) nel 2001 e allora non conoscevo l'aspetto glamour della Croisette, una cosa che mi interessa ancora poco. Tra i ricordi c'è poi quello che la sala Lumiere mi sembrava enorme. Poi c'è stata LA MEGLIO GIOVENTÙ di Marco Tullio Giordana che vinse a Un Certain Regard. Adoro lo spirito di questo luogo". Parola di Jasmine Trinca durante la conferenza stampa della giuria del concorso del festival di cui fa parte con presidente Vincent Lindon, l'attrice e regista britannica Rebecca Hall, l'attrice indiana Deepika Padukone, l'attrice svedese Noomi Rapace, il regista iraniano Asghar Farhadi, il cineasta quello francese Ladj Ly, il regista americano Jeff Nichols e il regista norvegese Joachim Trier. E in una lunga conferenza stampa all'ombra della guerra in Ucraina si fa spazio anche la polemica che riguarda Farhadi per il presunto plagio di UN EROE. "Il mio film non è un plagio", ha ribadito a più riprese e con forza il regista iraniano. "Penso che la questione sarà senza dubbio chiarita. E mi dispiace che abbia creato così tanto malessere. Si tratta solo di cattiva informazione". Questo il retroscena. L'ex studentessa Azadeh Masihzadeh sostiene che il regista, dopo aver sviluppato il documentario All Winners, All Losers in un workshop cinematografico, avrebbe usato la premessa e molti dettagli specifici della trama come base per UN EROE, che ha debuttato a Cannes l'anno scorso e ha vinto il Grand Prix. Farhadi ha a sua volta denunciato l'ex studentessa, accusandola di diffamazione, ma la corte ha ritenuto in prima istanza "insufficienti" le prove a sostegno della sua tesi. Tra i molti interventi nel segno delle difficoltà e delle responsabilità per chi deve giudicare il cinema, ancora più forti in questi tempi difficili, molto bello e accorato quello del presidente Vincent Lindon: "Certo - ha detto l'attore francese - c'è un enorme responsabilità, ma io voglio essere solo un normale spettatore. O meglio, un bambino che guarda e vede quello che gli succede dentro. Che poi un film abbia temi sociali o meno, non è quello che farà la differenza". (ANSA).