Val di Fassa, si ripuliscono le strade dal fango

Decine di operatori della Protezione civile trentina sono al lavoro da ieri sera in val di Fassa dopo la bomba d’acqua che ha colpito i territori di San Giovanni di Fassa, Mazzin e Campitello di Fassa. Nelle immagini, la pulizia delle strade, la posa delle tubature per favorire il deflusso delle acque e l’esplosione del masso di 25 metri cubi a monte dell’abitato di Moncon. IL VIDEO



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Carlo Papi: "Mio figlio Andrea dimenticato. L'orsa? Siamo noi ad avere perso il nostro cucciolo". Videointervista

A tre mesi dalla scomparsa, il padre del giovane aggredito e ucciso da Jj4 il 5 aprile sopra Caldes, racconta come il dolore sia ancora intenso: "Andrea era un ragazzo 'rumoroso': si sentiva la sua presenza. Oggi non riesco più a entrare nella sua stanza". Il tormento nel chiedersi se la presenza del cane Whisky avrebbe potuto evitare l'aggressione. La ricerca delle responsabilità: "Ci volevano cartelli e transenne in quella zona". Lo sdegno nei confronti di chi specula sul caso: "Andrea non ha tagliato la strada e non correva: stava tornando a casa sulla strada forestale camminando e godendosi i panorami e i profumi del bosco". Infine il grazie alla popolazione trentina per il grande calore dimostrato (videointervista di Luca Marognoli)

Orsi, le Asuc del Trentino pronte a chiedere i danni a Stato e Provincia

Il professor Geremia Gios, docente di Economia ambientale all'Università di Trento, è anche uno degli esperti tecnici del Comitato "Insieme per Andrea", fondato per tutelare la popolazione dopo la tragica morte del giovane aggredito da Jj4 a Caldes: "Sono stati lesi i diritti di proprietà collettivi e deve esserci un risarcimento. La stima è in corso, poi potranno partire le azioni legali". Roberto Giovannini, ex presidente delle Asuc trentine e membro del comitato di gestione, chiede anche che le amministrazioni di uso civico possano diventare interlocutori a pieno titolo delle istituzioni locali. Mentre il presidente del Comitato Antonio Cristoforetti mette in allarme: "I residenti hanno paura a portare i bambini nelle passeggiate adiacenti ai paesi. A Malé l'orso una settimana fa è arrrivato a 200 metri dalla chiesa. La gente ha paura e anche tanta rabbia" (videoservizio di Luca Marognoli)

Marmolada, un anno dopo la tragedia la "cicatrice" sul ghiacciaio

A distanza di quasi un anno dalla tragedia del 3 luglio 2022, dove 11 persone persero la vita sulla Marmolada travolte dalla valanga, la vetta porta una cicatrice bianca e celeste che mette in luce strati di accumuli risalenti a centinaia d'anni fa. In quota, l'unico suono che si avverte è quello dei 'ruscellamenti', piccole cascate causate dallo scioglimento di neve e ghiaccio che scorrono sulla roccia ai piedi dell'area interessata dal crollo. Sopralluogo della Protezione civile: monitoraggi con sensori all'avanguardia. IL VIDEO (Pat)

La Marmolada perde 9 ettari di ghiaccio all'anno

Il contenuto di acqua all'interno dello strato di ghiaccio è l'osservato speciale sulla Marmolada sembra essere una delle cause del crollo del 2022: monitorato con dei sensori di nuova generazione in dotazione all'Università di Trento. Lo spiega  uno dei tecnici del Servizio prevenzione rischi e Cue della Provincia di Trento, in occasione dell'ultimo sopralluogo. Negli ultimi 3 anni il ghiacciaio si è ridotto di 9 ettari all'anno. L'INTERVISTA









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