Papa, il presepe è un no al consumismo

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 03 DIC - "L'albero e il presepe sono due segni che continuano ad affascinare piccoli e grandi. L'albero, con le sue luci, ricorda Gesù che viene a rischiarare le nostre tenebre, la nostra esistenza spesso rinchiusa nell'ombra del peccato, della paura, del dolore. E ci suggerisce un'ulteriore riflessione: come gli alberi, così anche gli uomini hanno bisogno di radici". Così papa Francesco nell'udienza nell'Aula Paolo VI in cui ha ringraziato i donatori dell'Albero di Natale e del Presepio allestiti in Piazza San Pietro. "Poiché solo chi è radicato in un buon terreno, rimane saldo, cresce, 'matura', resiste ai venti che lo scuotono e diventa un punto di riferimento per chi lo guarda. Ma senza radici nulla di ciò avviene: senza basi salde si rimane traballanti. È importante custodire le radici, nella vita come nella fede", ha detto, aggiungendo: Ecco che cosa ci ricorda l'albero di Natale!". Passando poi al presepe, "che ci parla della nascita del Figlio di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi", il Pontefice ha sottolineato che "nella sua genuina povertà, il presepe ci aiuta a ritrovare la vera ricchezza del Natale, e a purificarci da tanti aspetti che inquinano il paesaggio natalizio. Semplice e familiare, il presepe richiama un Natale diverso da quello consumistico e commerciale, è un'altra cosa; ricorda quanto ci fa bene custodire dei momenti di silenzio e di preghiera nelle nostre giornate, spesso travolte dalla frenesia". Secondo Francesco, "il silenzio favorisce la contemplazione del Bambino Gesù, aiuta a diventare intimi con Dio, con la semplicità fragile di un piccolo neonato, con la mitezza del suo essere adagiato, con il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono". "Radici e contemplazione: l'albero ci insegna le radici, il presepe ci invita alla contemplazione. Non dimentichiamo questi due atteggiamenti umani e cristiani", ha detto il Papa 'a braccio'. "Se vogliamo festeggiare davvero il Natale riscopriamo attraverso il presepe la sorpresa e lo stupore della piccolezza di Dio, che non nasce nei fasti dell'apparenza, ma nella povertà di una stalla. Per incontrarlo bisogna raggiungerlo lì, dove Egli sta; occorre abbassarsi, occorre farsi piccoli, lasciare ogni vanità", ha aggiunto. All'udienza erano presenti le Delegazioni ufficiali dei luoghi di origine del Presepe e dell'albero, provenienti rispettivamente da Sutrio, in Friuli-Venezia Giulia e da Rosello, in Abruzzo. Partecipava anche una Delegazione del Guatemala - guidata da Mario Bucaro Flores, ministro delle Relazioni Estere - che ha allestito il presepe nell'Aula Paolo VI. In particolare, per il Presepe artistico - realizzato interamente in legno - hanno presenziato, tra gli altri, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Sutrio, Manlio Mattia. Presepe e albero di Piazza San Pietro saranno inaugurati questo pomeriggio. (ANSA).







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Papa, il presepe è un no al consumismo

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 03 DIC - "L'albero e il presepe sono due segni che continuano ad affascinare piccoli e grandi. L'albero, con le sue luci, ricorda Gesù che viene a rischiarare le nostre tenebre, la nostra esistenza spesso rinchiusa nell'ombra del peccato, della paura, del dolore. E ci suggerisce un'ulteriore riflessione: come gli alberi, così anche gli uomini hanno bisogno di radici". Così papa Francesco nell'udienza nell'Aula Paolo VI in cui ha ringraziato i donatori dell'Albero di Natale e del Presepio allestiti in Piazza San Pietro. "Poiché solo chi è radicato in un buon terreno, rimane saldo, cresce, 'matura', resiste ai venti che lo scuotono e diventa un punto di riferimento per chi lo guarda. Ma senza radici nulla di ciò avviene: senza basi salde si rimane traballanti. È importante custodire le radici, nella vita come nella fede", ha detto, aggiungendo: Ecco che cosa ci ricorda l'albero di Natale!". Passando poi al presepe, "che ci parla della nascita del Figlio di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi", il Pontefice ha sottolineato che "nella sua genuina povertà, il presepe ci aiuta a ritrovare la vera ricchezza del Natale, e a purificarci da tanti aspetti che inquinano il paesaggio natalizio. Semplice e familiare, il presepe richiama un Natale diverso da quello consumistico e commerciale, è un'altra cosa; ricorda quanto ci fa bene custodire dei momenti di silenzio e di preghiera nelle nostre giornate, spesso travolte dalla frenesia". Secondo Francesco, "il silenzio favorisce la contemplazione del Bambino Gesù, aiuta a diventare intimi con Dio, con la semplicità fragile di un piccolo neonato, con la mitezza del suo essere adagiato, con il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono". "Radici e contemplazione: l'albero ci insegna le radici, il presepe ci invita alla contemplazione. Non dimentichiamo questi due atteggiamenti umani e cristiani", ha detto il Papa 'a braccio'. "Se vogliamo festeggiare davvero il Natale riscopriamo attraverso il presepe la sorpresa e lo stupore della piccolezza di Dio, che non nasce nei fasti dell'apparenza, ma nella povertà di una stalla. Per incontrarlo bisogna raggiungerlo lì, dove Egli sta; occorre abbassarsi, occorre farsi piccoli, lasciare ogni vanità", ha aggiunto. All'udienza erano presenti le Delegazioni ufficiali dei luoghi di origine del Presepe e dell'albero, provenienti rispettivamente da Sutrio, in Friuli-Venezia Giulia e da Rosello, in Abruzzo. Partecipava anche una Delegazione del Guatemala - guidata da Mario Bucaro Flores, ministro delle Relazioni Estere - che ha allestito il presepe nell'Aula Paolo VI. In particolare, per il Presepe artistico - realizzato interamente in legno - hanno presenziato, tra gli altri, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Sutrio, Manlio Mattia. Presepe e albero di Piazza San Pietro saranno inaugurati questo pomeriggio. (ANSA).

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Morti quattro ragazzi nello schianto in Umbria, tra le cause la strada bagnata

C'è l'ipotesi che possa essere stata la strada bagnata la causa dell'incidente nel quale sono morti due ragazzi e due ragazze nella zona di San Giustino Umbro. Per ricostruire quanto successo sono al lavoro i carabinieri della compagnia di Città di Castello coordinati dalla Procura di Perugia. L'incidente è avvenuto lungo un tratto di strada rettilineo. L'auto, una Fiat Punto, è prima finita in una cunetta e quindi contro il muro di contenimento di un ponte. I giovani sono tutti morti sul colpo all'interno dell'abitacolo (foto Ansa)

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Morti quattro ragazzi nello schianto in Umbria, tra le cause la strada bagnata

C'è l'ipotesi che possa essere stata la strada bagnata la causa dell'incidente nel quale sono morti due ragazzi e due ragazze nella zona di San Giustino Umbro. Per ricostruire quanto successo sono al lavoro i carabinieri della compagnia di Città di Castello coordinati dalla Procura di Perugia. L'incidente è avvenuto lungo un tratto di strada rettilineo. L'auto, una Fiat Punto, è prima finita in una cunetta e quindi contro il muro di contenimento di un ponte. I giovani sono tutti morti sul colpo all'interno dell'abitacolo (foto Ansa)

Premier Finlandia, Ue non è abbastanza forte senza gli Usa

(ANSA) - ROMA, 02 DIC - Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che "l'Europa non è abbastanza forte. Saremmo nei guai senza gli Stati Uniti". Lo ha detto il primo ministro finlandese Sanna Marin. In visita in Australia, il leader del Paese candidato alla Nato ha dichiarato che l'invasione e l'occupazione della vicina Ucraina da parte della Russia ha messo in luce le debolezze e gli errori strategici dell'Europa nel trattare con Mosca. "Devo essere molto onesta con voi, l'Europa non è abbastanza forte al momento, saremmo nei guai senza gli Usa", ha dichiarato al Lowy Institute, un think tank con sede a Sydney. (ANSA).

Addio a Gerardo Bianco, gentiluomo della politica

(ANSA) - ROMA, 01 DIC - Gerardo Bianco, scomparso oggi a Roma, è stato esponente di spicco della Democrazia cristiana. Nato a Guardia Lombardi, in provincia di Avellino il 12 settembre 1931, si laureò in lettere classiche dell'Università degli Studi di Parma, diventando poi docente universitario di storia della lingua latina e letteratura latina presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Parma. In gioventù è stato attivo nella Federazione universitaria cattolica, la Fuci. Deputato dal 1968 al 2008 in 9 legislature, 7 delle quali dal 1968 al 1994 con la Democrazia Cristiana . Inizialmente vicino alla corrente della DC "Base", composta prevalentemente da avellinesi e guidata da Fiorentino Sullo prima e Ciriaco De Mita dopo, se ne allontana nel 1978 per avvicinarsi a quella guidata da Carlo Donat-Cattin prima e Franco Marini dopo. Capogruppo a Montecitorio della DC nel corso della VIII legislatura, dal 1979 al 1983. Vicepresidente della Camera dal 1987 fino al 1990, quando divenne Ministro della pubblica istruzione (fino a marzo '91) nel sesto governo Andreotti. Dal 1992 al 1994 ha presieduto nuovamente il gruppo della DC alla Camera. Personaggio di indiscussa moralità, è sempre stato considerato nell'ambiente parlamentare un uomo di cultura prestato alla politica. Nel 1994, in seguito alla fine della DC, e sostanzialmente di quella che è stata definita la prima repubblica, a seguito l'inchiesta di Mani pulite, aderisce al nuovo Partito Popolare (PPI) di Mino Martinazzoli e viene eletto Europarlamentare a Strasburgo. Nel 1995 si schiera contro la virata a destra di Rocco Buttiglione, divenuto nel frattempo segretario. Così Bianco raccoglie intorno a sé una parte del centro e tutta la sinistra del partito, ottenendo la bocciatura della decisione del segretario dall'assemblea nazionale. La frattura tra le due anime del partito, guidate da Buttiglione e Bianco, non si ricompose più, tanto che alle elezioni regionali esse parteciparono separatamente: l'ala del partito fedele alla linea conservatrice sociale d presentò le liste comuni con Forza Italia e CCD in tutte le 15 regioni chiamate al voto, con la denominazione di "Forza Italia - il Polo Popolare", mentre quella cristiano sociale guidata da Bianco si presentò con proprie liste (in Toscana e nel Lazio assieme al Patto dei Democratici) alleate col centro-sinistra (tranne nelle Marche e in Campania dove sostenne propri candidati alla presidenza della Il 24 giugno 1995, a seguito di mesi e mesi di vertenze giudiziarie, venne finalmente raggiunta un'intesa tra le due componenti che facevano capo a Buttiglione e Bianco nel PPI: si sarebbero separati, dove quella di Bianco conserva il nome del partito (Partito Popolare Italiano) mentre quella di Buttiglione mantenne il simbolo storico (lo scudo crociato), con il quale a luglio diede vita ai Cristiani Democratici Uniti. Bianco ha guidato il partito per tre anni, contribuendo in maniera determinante alla nascita dell'Ulivo e all'arrivo del cattolico Romano Prodi a Palazzo Chigi. Dopo quelle elezioni politiche del 1996, a gennaio del '97 lascia la segreteria del PPI e viene nominato presidente del partito, carica che ha ricoperto fino al 2 ottobre 1999. Alle elezioni politiche del 2001 si ricandida alla Camera, e viene rieletto deputato nella circoscrizione Campania 1. È stato direttore del quotidiano Il Popolo, organo ufficiale della Democrazia Cristiana prima e del Partito Popolare Italiano poi. Nel 2002 è uno dei principali rappresentanti della corrente contraria alla continuazione dell'attività politica all'interno de La Margherita di Francesco Rutelli. A novembre 2004 fonda, insieme ai parlamentari Alberto Monticone e Lino Duilio, il movimento Italia Popolare - Movimento per l'Europa, che, pur non essendo un partito, si propone di ridare una autonoma presenza organizzata ai cattolici democratici in Italia per non disperdere e mantenere viva l'anima ideologica che fu del PPI. Alle elezioni politiche del 2006 viene rieletto alla Camera nelle liste dell'Ulivo (La Margherita con i Democratici di Sinistra di Piero Fassino), per poi comunicare alle camere (il 15 febbraio 2008) di non aderire al PD e di passare al gruppo misto. Successivamente, con il suo movimento Italia Popolare, e insieme a Savino Pezzotta e Bruno Tabacci, dà vita al progetto centrista della Rosa per l'Italia, partito svincolato dai poli e di ispirazione cattolica. Da sempre grande studioso, latinista, considerato grande meridionalista, è stato anche condirettore della Enciclopedia oraziana presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana. (ANSA). TG/ S0A QBXB (ANSA).

Casamicciola: Musumeci, bilancio 8 morti e 4 dispersi

(ANSA) - ROMA, 01 DIC - "La situazione aggiornata delle attività di soccorso, prontamente avviata dalle strutture territoriali del servizio di Protezione Civile, registra il decesso di 8 persone, quattro dispersi e cinque feriti, di cui uno in modo grave e attualmente ricoverato presso l'ospedale Cardarelli di Napoli". Lo ha detto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, nell'informativa urgente alla Camera sulla tragedia di Ischia. (ANSA).

Casamicciola: ricerca dispersi, corsa contro il tempo

(ANSA) - NAPOLI, 29 NOV - Accelerare la ricerca dei quattro dispersi dell'alluvione di Casamicciola. Si riparte questa mattina con la preoccupazione che la pioggia, annunciata tra oggi e domani sull'isola d'Ischia, renda ancora più complicate le operazioni di individuazione dei corpi. Il fango in strada da spalare è ancora tanto e si teme per ulteriori ostacoli che provocherebbero piogge intense. Le ricerche si concentrano nella zona di via Celario, la cosiddetta strada della morte dove la frana ha provocato i maggiori lutti. Il bilancio della tragedia al momento è di 8 morti, 5 feriti, 230 sfollati. Dopo il ritrovamento, nella giornata di ieri del quindicenne Michele Monti, i quattro dispersi sono Valentina Castagna e Gianluca Monti, giovani genitori dei tre fratellini di 15,11 e 6 anni trovati morti, Salvatore Impagliazzo, compagno di Eleonora Sirabella, la ragazza prima vittima del disastro recuperata e una donna di 31 anni. (ANSA).

Forze dell'ordine nel 'palazzo della camorra' a Napoli

(ANSA) - NAPOLI, 29 NOV - Forze dell'ordine sono entrate nel palazzo di via Egiziaca a Pizzofalcone, a Napoli, ribattezzato il 'palazzo della camorra' per eseguire lo sgombero che era stato disposto dal gip del Tribunale di Napoli lo scorso 10 novembre nei confronti delle 16 famiglie che lo occupavano abusivamente, alcune delle quali legate da vincoli di parentela con esponenti della criminalità organizzata. Al momento l'operazione avviene senza particolari problemi. Solo una donna urla: "è una vergogna dopo 20 anni che siamo qui ci cacciano". Le forze dell'ordine sono all'interno del palazzo di via Egiziaca a Pizzofalcone. Per motivi precauzionali sul posto è stata fatta arrivare un'ambulanza. All'esterno si trova un camion con mattoni e cemento per sigillare gli appartamenti che saranno liberati. Una parte degli alloggi per i quali era stato emesso il provvedimento di sgombero erano già stati liberati nei giorni scorsi autonomamente dagli occupanti abusivi. (ANSA).

Papa: siamo pastori del popolo, non chierici di Stato

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - "Siamo pastori del popolo, non chierici di Stato, per favore non cadete nel clericalismo che è la maggiore perversione": lo ha detto il Papa ricevendo in Vaticano la Comunità del Pontificio Collegio Pio Latino. "Il clericalismo - ha sottolineato Papa Francesco - è una forma di mondanità, di corruzione". "Che ognuno di voi possa diventare 'poeta della pace'", "fatevi poeti di pace". Lo ha detto il Papa parlando agli studenti che partecipano all'Incontro per l'educazione alla pace e alla cura. "Perché ci sia la pace, come dice bene il vostro motto, bisogna 'prendersi cura'. Spesso parliamo di pace quando ci sentiamo direttamente minacciati - ha sottolineato Papa Francesco -, come nel caso di un possibile attacco nucleare o di una guerra combattuta alle nostre porte. Così come ci interessiamo ai diritti dei migranti quando abbiamo qualche parente o amico emigrato. In realtà, la pace ci riguarda sempre, sempre!". (ANSA).









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