2 giugno: conclusa la sfilata, Mattarella lascia i Fori

(ANSA) - ROMA, 02 GIU - Si è conclusa la parata ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha lasciato il luogo della cerimonia a bordo della Flaminia presidenziale scoperta. La Pattuglia acrobatica nazionale ha nuovamente sorvolato l'area lasciando una scia tricolore in cielo. (ANSA).





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2 giugno: Mattarella, Forze Armate contribuiscono alla pace

(ANSA) - ROMA, 02 GIU - "Ai valori della Repubblica e della Costituzione si ispira l'azione delle Forze Armate, che contribuiscono in maniera significativa alla cornice di sicurezza della nostra comunità nazionale e alla causa della pace nel mondo. La comunanza di intenti e la sinergia che esprimono con i contingenti di altri Paesi, nell'ambito delle missioni determinate dalla comunità internazionale sono elementi cruciali per la costruzione di una architettura di sicurezza condivisa, fondamento di stabilità sociale e benessere collettivo".Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. (ANSA).

Notte di bombe russe su Ucraina, tre morti a Kiev

(ANSA) - ROMA, 01 GIU - Bombardamenti russi sull'Ucraina anche questa notte: a Kiev tre i morti tra cui due bimbi e 14 i feriti; allarme antiaereo in 10 regioni. Due feriti nell'oblast russo di Belgorod. "Esiste una sola pace duratura ed è quella che non prevede cessione di territorio o tregua", afferma Macron. Oggi in Moldavia riunione della Comunità politica europea, con la Meloni. Blinken in visita in Finlandia. In Germania riunione dei ministri degli Esteri dei paesi baltici. Lavrov in Sudafrica. (ANSA).

Kosovo: Figliuolo, problema è che leadership non si parlano

(ANSA) - ROMA, 01 GIU - "In Kosovo le posizioni delle leadership serbe e kosovare si sono estremizzate, non si parlano: si creano così problemi che poi sfociano in violenza come abbiamo visto". Lo ha detto il comandante del Comando operativo di vertice interforze (Covi), Francesco Figliuolo, in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla commissione Esteri e Difesa del Senato. "I Balcani per noi - ha spiegato Figliuolo - sono come il giardino di casa: se ci sono i rovi prima o poi ci si punge. In quell'area le leadership politiche stanno dimostrando di non avere politica, stanno dimostrando grande immaturità, con dichiarazioni estreme che creano una miscela esplosiva: in mezzo ci sta il contigente di Kfor, 3mila unità (850 gli italiani)". "I nostri ministri degli Esteri e della Difesa - ha proseguito il generale - stanno interloquendo con i principali attori delle due comunità per portarli al tavolo delle trattative. C'è quache segnale positivo: sembra che il primo ministro kosovaro Albin Kurti sia intenzionato a rifare le elezioni". (ANSA).

Il Papa, padre Matteo Ricci in Cina, esempio per noi attuale

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - "Lo spirito e il metodo missionario di Matteo Ricci costituiscono un modello vivo e attuale". Lo ha detto papa Francesco nell'udienza generale, che oggi ha dedicato all'esempio e alla testimonianza del gesuita maceratese missionario in Cina tra il XVI e il XVII secolo. "Ha seguito sempre la via del dialogo e dell'amicizia con tutte le persone che incontrava, e questo gli ha aperto molte porte per l'annuncio della fede cristiana", questo, per il Papa, il "segreto" di Matteo Ricci nel portare il cristianesimo in Cina. "Dopo aver studiato nelle scuole dei Gesuiti ed essere entrato egli stesso nella Compagnia di Gesù, entusiasmato dalle relazioni dei missionari, come molti altri giovani suoi compagni, chiese di essere inviato nelle missioni dell'Estremo Oriente", ha raccontato il Pontefice ripercorrendone la biografia: "Dopo il tentativo di Francesco Saverio, altri venticinque Gesuiti avevano provato inutilmente ad entrare in Cina. Ma Ricci e un suo confratello si prepararono molto bene, studiando accuratamente la lingua e i costumi cinesi, e alla fine riuscirono a ottenere di stabilirsi nel sud del Paese. Ci vollero diciotto anni, con quattro tappe attraverso quattro città differenti, prima di arrivare a Pechino, che era il centro. Con costanza e pazienza, animato da una fede incrollabile, Matteo Ricci poté superare difficoltà e pericoli, diffidenze e opposizioni. Qual è stato il segreto? Ha seguito sempre la via del dialogo e dell'amicizia con tutte le persone che incontrava, e questo gli ha aperto molte porte per l'annuncio della fede cristiana". La sua prima opera in lingua cinese, ha fatto notare il Papa, fu proprio un trattato "Sull'amicizia", che ebbe "grande risonanza": "Per inserirsi nella cultura e nella vita cinese in un primo tempo si vestiva come i bonzi buddisti, all'usanza del Paese, ma poi capì che la via migliore era quella di assumere lo stile di vita e le vesti dei letterati, come i professori universitari. Studiò in modo approfondito i loro testi classici, così da poter presentare il cristianesimo in dialogo positivo con la loro saggezza confuciana e con gli usi e i costumi della società cinese". "E questo si chiama atteggiamento di inculturazione", ha proseguito Francesco 'a braccio'. Il Pontefice ha anche annotato che tra i maggiori pregi della missione e della vita di padre Ricci, "oltre alla dottrina" c'era quello della "coerenza" nella "testimonianza di vita religiosa, di virtù e di preghiera". "Questi missionari pregavano - ha sottolineato -, andavano a predicare, facevano mosse politica, ma pregavano. E' quello che alimenta la vita missionaria". Quindi "la sua carità, la sua umiltà e il suo totale disinteresse per onori e ricchezze, che inducono molti dei suoi discepoli e amici cinesi ad accogliere la fede cattolica - ha detto ancora -. Perché vedevano un uomo intelligente, così saggio, così furbo anche nel portare avanti le cose: dicevano 'quello che dice è vero, perché dà testimonianza con la vita di quello che annuncia'". E questo, secondo papa Francesco, "vale per tutti noi cristiani". "Io posso dire il credo a memoria - ha avvertito -, ma se la tua vita non è coerente con questo, non serve a a nulla. Quello che attira le persone è la testimonianza di coerenza. Noi cristiani dobbiamo vivere coerentemente con quello in cui crediamo. Guardando questi grandi missionari, vediamo che la forza più grande è la coerenza: essi sono coerenti". (ANSA).

Cina, Shenzhou16 diretta verso stazione spaziale Tiangong

(ANSA) - PECHINO, 30 MAG - La missione della Shenzhou16, montata in cima al razzo Long March-2F Y16, ha preso il via con il lancio dal Jiuquan Satellite Launch Center, nel nordovest della Cina, con i suoi tre astronauti a bordo che incontreranno l'equipaggio della Shenzhou-15 alla stazione spaziale Tiangong, ha riferito il Quotidiano del Popolo. Gli astronauti a bordo sono Jing Haipeng, Zhu Yangzhu e Gui Haichao, che è il primo taikonauta civile cinese, contro la tradizione militare. Gui, esperto di carico utile, è un professore all'Università di aeronautica e astronautica di Pechino. (ANSA).

Sparatoria sul lungomare di Hollywood, 9 feriti

(ANSA) - ROMA, 30 MAG - Nove persone, 5 adulti, 3 bambini e un adolescente, sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta nel tardo pomeriggio sull'affollato lungomare di Hollywood, in Florida. Lo riporta l'Ap sul suo sito. Secondo la polizia ci sarebbe stata una rissa tra due gruppi di persone che, all'esplodere degli spari, ha provocato un fuggi fuggi generale tra la folla assiepata durante il Memorial Day. Uno dei feriti è stato operato ma risultano tutti in condizioni stabili. Almeno una persona è stata arrestata ma la polizia sta cercando altri sospetti. (ANSA).

Tajani,commissario? Credo serva chi si dedichi a tempo pieno

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - "Io credo che serva una persona che possa dedicarsi a tempo pieno" alla questione. La scelta "non deve essere questa sera". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a domande della direttrice di Quotidiano Nazionale Agnese Pini sulla nomina del commissario per l'Emilia Romagna. "Non ho pregiudizi - ha aggiunto Tajani - vediamo chi è la persona più adatta. L'importante è fare bene". (ANSA).

A nord del Kosovo nuove proteste serbi contro nuovi sindaci

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Nel nord del Kosovo resta alta la tensione interetnica con la popolazione serba locale che è tornata stamane a radunarsi davanti ai Municipi di Zvecan, Zubin Potok e Leposavic - tre dei quattro maggiori Comuni a maggioranza serba - per impedire l'ingresso nelle sedi municipali ai nuovi sindaci, eletti il 23 aprile scorso e che sono tutti di etnia albanese a causa del boicottaggio dei serbi di quella consultazione. Violenti scontri si erano verificati venerdì scorso fra polizia e dimostranti nel primo giorno di lavoro dei nuovi sindaci. Nelle tre città è massiccia la presenza di agenti della polizia kosovara in assetto antisommossa, ma anche di unità della Kfor, la Forza Nato in Kosovo, che presidiano i punti sensibili bloccando anche numerose strade. A Zvecan la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti serbi che tentavano di entrare con la forza nella sede del Municipio. Srpska Lista, il maggior partito dei serbi del Kosovo, ha reso noto che i manifestanti continueranno la loro protesta con due richieste - i nuovi sindaci non dovranno entrare nelle sedi comunali, e le unità della polizia kosovara dovranno rititarsi al più presto dal nord. Finchè tali richieste non saranno accolte, i dimostranti resteranno a presidio delle sedi comunali. Rappresentanti di Kfor e della polizia kosovara si sono riuniti nelle tre città teatro delle proteste per coordinare la linea d'azione, Da parte sua l'ambasciatore americano in Kosovo Jeff Hovenier ha convocato i tre nuovi sindaci oggetto delle protesto per un incontro a Pristina, mentre i Paesi del Quint - Usa, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia - hanno nuovamente invitato il governo kosovaro alla prudenza e a non prendere decisioni unilaterali suscettibili di alimentare ulteriormente le tensioni. I problemi, hanno ribadito, vanno risolti con il dialogo. (ANSA).









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