Eurovision Song Contest, in onda lo spot con Mengoni

(ANSA) - ROMA, 27 APR - Si gioca sul filo dell'ironia nello spot che vede protagonista Marco Mengoni - portabandiera dell'Italia a Eurovision Contest 2023, in qualità di vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo - svegliato di soprassalto da uno speaker radiofonico che lo annuncia come protagonista di ESC 2023, evento previsto per la sera stessa. Marco esce di casa in un balzo per raggiungere l'Arena di Liverpool e sulla sua strada incontra e si scontra con una serie di personaggi che lo accompagnano alla ricerca di un mezzo per raggiungere la sua meta, ma una volta seduto in taxi Mengoni finalmente si rilassa scoprendo che è stato tutto un sogno, mancano infatti ancora alcuni giorni ad Eurovision e può quindi tornare a dormire sereno. Oltre a questo primo spot, in onda sulle reti Rai da giovedì 27 aprile, la campagna promozionale prevede anche uno spot che vedrà protagonisti i due conduttori dell'edizione italiana. Condotte da Gabriele Corsi e Mara Maionchi, le due semifinali dell'Eurovision Song Contest 2023 saranno trasmesse martedì 9 e giovedì 11 maggio alle 21 su Rai 2 (precedute da due anteprime alle 20.15) mentre la finale di sabato 13 maggio, sempre condotta dal duo Maionchi-Corsi, andrà in onda alle 20.40 su Rai 1. Su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre il commento in simulcast delle tre serate sarà invece affidato a LaMario, Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo. Rai Pubblica Utilità, per favorire una maggiore inclusione, e come da tradizione del servizio pubblico, provvederà a sottotitolare e audiodescrivere le tre serate in diretta su Rai 2 e Rai 1 e a rendere interamente accessibile, anche attraverso la Lingua dei Segni, la serata finale del 13 maggio su un canale dedicato di RaiPlay. Il servizio di audiodescrizione sarà attivo in streaming per tutte e tre le serate anche su RaiPlay. (ANSA). COM-MAJ/ (ANSA).





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Eurovision Song Contest, in onda lo spot con Mengoni

(ANSA) - ROMA, 27 APR - Si gioca sul filo dell'ironia nello spot che vede protagonista Marco Mengoni - portabandiera dell'Italia a Eurovision Contest 2023, in qualità di vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo - svegliato di soprassalto da uno speaker radiofonico che lo annuncia come protagonista di ESC 2023, evento previsto per la sera stessa. Marco esce di casa in un balzo per raggiungere l'Arena di Liverpool e sulla sua strada incontra e si scontra con una serie di personaggi che lo accompagnano alla ricerca di un mezzo per raggiungere la sua meta, ma una volta seduto in taxi Mengoni finalmente si rilassa scoprendo che è stato tutto un sogno, mancano infatti ancora alcuni giorni ad Eurovision e può quindi tornare a dormire sereno. Oltre a questo primo spot, in onda sulle reti Rai da giovedì 27 aprile, la campagna promozionale prevede anche uno spot che vedrà protagonisti i due conduttori dell'edizione italiana. Condotte da Gabriele Corsi e Mara Maionchi, le due semifinali dell'Eurovision Song Contest 2023 saranno trasmesse martedì 9 e giovedì 11 maggio alle 21 su Rai 2 (precedute da due anteprime alle 20.15) mentre la finale di sabato 13 maggio, sempre condotta dal duo Maionchi-Corsi, andrà in onda alle 20.40 su Rai 1. Su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre il commento in simulcast delle tre serate sarà invece affidato a LaMario, Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo. Rai Pubblica Utilità, per favorire una maggiore inclusione, e come da tradizione del servizio pubblico, provvederà a sottotitolare e audiodescrivere le tre serate in diretta su Rai 2 e Rai 1 e a rendere interamente accessibile, anche attraverso la Lingua dei Segni, la serata finale del 13 maggio su un canale dedicato di RaiPlay. Il servizio di audiodescrizione sarà attivo in streaming per tutte e tre le serate anche su RaiPlay. (ANSA). COM-MAJ/ (ANSA).

A Isabella Rossellini il David Speciale 2023

(ANSA) - ROMA, 26 APR - Isabella Rossellini riceverà il David Speciale 2023. Lo annuncia Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, in accordo il Consiglio Direttivo composto da Francesco Giambrone, Francesco Rutelli, Nicola Borrelli, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Domenico Dinoia, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti. Il riconoscimento sarà assegnato mercoledì 10 maggio: premiazione in diretta in prima serata su Rai 1 dagli studi Cinecittà@Lumina di Roma, con la conduzione di Carlo Conti affiancato da Matilde Gioli. ''Dalla televisione trasgressiva di Renzo Arbore al cinema dei fratelli Taviani, da Il Pap'occhio ai film cult di David Lynch, sempre incrociando territori dei grandi autori, Saverio Costanzo, Nikita Mikhalkov, Robert Zemeckis, Peter Weir, Denis Villeneuve: Isabella Rossellini, figlia di due leggende del cinema, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, ha saputo sfidare ogni luogo comune con grande libertà'', spiega Piera Detassis, ''confermandosi artista poliedrica e anticonformista, modella di enorme fama, grande interprete e ironica autrice di film e monologhi teatrali provocatori, infine etologa e attivista per l'ambiente. Il David Speciale vuole così celebrare una protagonista cosmopolita e insieme italianissima, ambasciatrice preziosa della nostra cultura, che fa oggi ritorno al nostro cinema nel film La Chimera di Alice Rohrwacher, in concorso a Cannes''. Debutta sul grande schermo nel 1976, accanto a sua madre, nel film Nina di Vincente Minnelli, mentre nel 1979 è protagonista de Il prato dei fratelli Taviani. Nel 1985, interpreta il suo primo ruolo in una produzione d'oltreoceano con Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford; l'anno successivo è protagonista del film cult Velluto blu di David Lynch, che gli vale il premio come Miglior attrice protagonista agli Independent Spirit Awards. Oltre al cinema, Isabella Rossellini ha recitato in numerose serie di successo. (ANSA).

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Milena Vukotic festeggia in teatro i suoi 88 anni

Calato il sipario dopo l'ultima replica romana della bella edizione di ''Così è (se vi pare)'' di Pirandello con la regia di Geppy Gleijeses al Teatro Quirino, ieri anche i tecnici hanno fermato lo smontaggio delle scene per unirsi agli attori e al regista nel foyer del teatro vuoto e festeggiare a sorpresa Milena Vukotic che compiva 88 anni, essendo nata il 23 aprile 1935 a Roma, portati assai bene, come ha dimostrato tre anni fa con la sua vivace partecipazione a ''Ballando con le stelle''. Una verve e vitalità che porta anche nello spettacolo, sia alla fine, correndo via e tornando, andando a prendere gli altri per rispondere tra gli applausi alle chiamate del pubblico, sia con la presenza e qualità con cui interpreta, anche per due repliche consecutive al giorno, come sabato, la signora Frola. Figlia di un commediografo e di una pianista, Milena Vukotic inizia giovanissima come ballerina e poi debutta da attrice poco più che ventenne nel film ''Sicario'' di Damiano Damiani e nel 1963 proprio in un ''Così è (se vi pare)'' con regia di Mario Ferrero. Da allora, premiata con un Nastro d'argento nel 1994, ha recitato in oltre cento film, da ''Il fascino discreto della borghesia'' di Bunuel all'episodio di Fellini di ''Tre passi nel delirio'', divenendo molto popolare per film come ''Venga a prendere un caffè da noi'' di Lattuada e per aver fatto la moglie di Tognazzi nella serie ''Amici miei'' di Monicelli e la moglie Pina di Villaggio nella serie di ''Fantozzi'', senza contare il ruolo di Enrica in ''Un medico in famiglia'' Tv, comunque chiamata dai registi più importanti, da Scola a Ozpetek, da Bertolucci a Tarkovskij, da Avati alla Wertmuller. Oltre una cinquantina sono poi stati gli spettacoli che la hanno impegnata in teatro, vincendo nel 1998 un Premio Ubu, con registi che vanno da Strehler a Missiroli, da Enriquez a Zeffirelli, da Scaparro a Maccarinelli, sempre lasciando un'impronta precisa della sua personalità d'attrice, col suo sguardo espressivo e la sua umanissima verità scenica. In questo ''Cosi è (se vi pare)'', che riprenderà a girare la prossima stagione da Milano a Firenze e Bologna, questa attrice dona assieme fragilità e vigore alla sua figura minuta e al personaggio della signora Frola, donna anziana vessata dall'assillante e crudele curiosità che tutti hanno su lei, su suo genero il signor Ponza e la moglie di questi, che non si sa se sia sua figlia, come lei sostiene, o, come dice il marito, la sua seconda moglie, perché la prima è morta durante un terribile terremoto. E quando alla fine si vorrà interrogare lei stessa, ecco che questa risponde: ''Io sono colei che mi si crede''. Come si sa il gioco pirandelliano fa iniziare tutto tra i pettegolezzi di signore e signori borghesi di una piccola cittadina, compreso il superiore in Prefettura di Ponza, per poi procedere in modo moderno e spiazzante, mettendo in crisi tutte le apparenze e le certezze del pensiero positivista, in nome della relatività novecentesca, qui espressa anche nella bella scena di Roberto Crea da un suggestivo gioco di specchi che moltiplica tutti come in un caleidoscopio, oltre che impersonata dal signor Laudisi. Si tratta di colui che cerca di far capire agli altri come ognuno alla fine veda le cose a suo modo, secondo conoscenze e ottica personale, deridendo l'ansia di certezze e verità di tutti con una risata, che è divertita e grottesca assieme, d'irrisione e coscienza, resa in modo assolutamente espressivo, come tutto il personaggio, da Pino Micol, che esclama dopo l'apparizione della signora Ponza, ''Ecco, o signori, come parla la verità''. Gianluca Ferrato è poi un dignitoso e dolente signor Ponza. E sono stati loro, con Gleijeses che ha fatto un discorso e gli altri interpreti, Maria Rosaria Carli, Massimo Lello, Stefania Barca, Marco Prosperini, Antonio Sarasso, Roberta Rossignoli, Vicky Catalano, Walter Cerrotta, Giulia Paoletti a brindare e far festa alla Vukotic (foto Ansa)

Il Presidente Fnsi a Roma per le celebrazioni del 25 aprile

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Il Presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, sarà a Roma per le celebrazioni del 25 aprile. La Fnsi ha aderito all'appello delle Associazioni antifasciste e della Resistenza, quindi l'invito a tutte le giornaliste e ai giornalisti è di unirsi alle manifestazioni e ai cortei organizzati in diverse città italiane. ''Ringrazio le tante Associazioni regionali della Stampa che si sono mobilitate per la Festa della Liberazione. ''Mi piacerebbe che chi non potrà partecipare a un corteo donasse un pensiero, una visita, un fiore per la libertà, recandosi martedì 25 aprile a rendere omaggio alle vittime del nazifascismo e ai luoghi della resistenza. Ovunque in Italia: nel proprio paese, nella propria città''. Il Presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, sarà a Roma per le celebrazioni del 25 aprile. Prima sarà all'omaggio - organizzato da ControCorrente Lazio - ai giornalisti ebrei vittime della persecuzione delle leggi razziali fasciste dinanzi alla lapide nella sede dell'Ordine dei giornalisti del Lazio. Poi sarà al monumento a Giacomo Matteotti (Lungotevere Arnaldo da Brescia) insieme alle amiche e agli amici di Articolo 21. Infine sarà a Porta San Paolo, dove si conclude il corteo organizzato dalle Associazioni antifasciste e della Resistenza. (ANSA).

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Salone del Mobile a Milano con numeri da record

Apre al pubblico oggi e domani il Salone del Mobile, 61/a edizione di una delle più grandi manifestazioni mondiali del settore. Alla Fiera di Milano Rho, sono attesi migliaia di visitatori che si aggiungeranno a operatori, buyer, giornalisti e invitati già presenti dal giorno dell'inaugurazione, il 18 aprile. L'edizione 2023 sta per chiudersi con numeri da record e grande soddisfazione da parte degli organizzatori. La manifestazione comprende anche il Salone Internazionale del Complemento d'Arredo, Workplace3.0, S.Project, Euroluce, SaloneSatellite. Complessivamente 2000 espositori da 37 Paesi, con oltre 550 giovani talenti under 35 da 31 Paesi e 28 scuole di design da 18 nazioni. Nei giorni scorsi in Fiera si sono confrontati in talk e dibattiti, architetti, designer ed esperti. Grande attenzione anche da parte delle istituzioni. Il Salone è stato inaugurato dalla premier Giorgia Meloni e visitato, tra gli altri, dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, da Andrea Abodi, ministro dello Sport e giovani e Daniela Santanchè, ministro del Turismo. Oggi è prevista la presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Ieri la Fiera di Rho è stata scelta dai sindacati del settore come punto di ritrovo anche per la manifestazione dei lavoratori del legno e arredo in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro.

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Salone del Mobile a Milano con numeri da record

Apre al pubblico oggi e domani il Salone del Mobile, 61/a edizione di una delle più grandi manifestazioni mondiali del settore. Alla Fiera di Milano Rho, sono attesi migliaia di visitatori che si aggiungeranno a operatori, buyer, giornalisti e invitati già presenti dal giorno dell'inaugurazione, il 18 aprile. L'edizione 2023 sta per chiudersi con numeri da record e grande soddisfazione da parte degli organizzatori. La manifestazione comprende anche il Salone Internazionale del Complemento d'Arredo, Workplace3.0, S.Project, Euroluce, SaloneSatellite. Complessivamente 2000 espositori da 37 Paesi, con oltre 550 giovani talenti under 35 da 31 Paesi e 28 scuole di design da 18 nazioni. Nei giorni scorsi in Fiera si sono confrontati in talk e dibattiti, architetti, designer ed esperti. Grande attenzione anche da parte delle istituzioni. Il Salone è stato inaugurato dalla premier Giorgia Meloni e visitato, tra gli altri, dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, da Andrea Abodi, ministro dello Sport e giovani e Daniela Santanchè, ministro del Turismo. Oggi è prevista la presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Ieri la Fiera di Rho è stata scelta dai sindacati del settore come punto di ritrovo anche per la manifestazione dei lavoratori del legno e arredo in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro.

Noel Gallagher presenta i suoi 'Council Skies'

(ANSA) - MILANO, 21 APR - "La musica in sé è la ricompensa" dice Noel Gallagher, il cantautore britannico che ha lanciato il brit pop, che il 2 giugno pubblica il nuovo album con gli High Flying birds, 'Council Skies'. "Creare una canzone dal nulla che poi le persone accetteranno nelle loro vite - dice l'ex autore, chitarrista e a volte cantante degli Oasis - è il privilegio più grande. E farlo ancora dopo 30 anni è incredibile ed è una cosa che non ho mai dato per scontato". "Sarebbe molto facile per me mettere su una band che suoni come gli Oasis e fa quella cosa, suonando ogni notte 4 canzoni nuove e 25 pezzi degli Oasis e sono sicuro - racconta in un incontro a Milano - che sarebbe un grande successo. Ma non è la mia idea. Specialmente in questo periodo di guerre e merde del genere, se sei un artista e puoi creare dovresti condividere cose buone con il mondo, anche se queste sono simboliche, dovresti farlo perché faresti felice qualcuno da qualche parte". Con il quarto lavoro in studio del suo progetto solista, lanciato nel 2011, Gallagher ha fatto ritorno alla sua Manchester, che appare sulla cover del cd, firmata dal concittadino Kevin Cummins, che scattò le prime immagini degli Oasis. "Sto tornando - sottolinea l'artista - alle mie origini. Sognare ad occhi aperti, alzare gli occhi al cielo e chiedermi cosa potrebbe essere la vita. Questo vale per me oggi come nei primi anni '90. Quando stavo crescendo in condizioni di povertà e disoccupazione, la musica mi ha salvato". Se non ci fosse stata la musica, magari Noel non avrebbe mai lasciato la sua Manchester, ma "se gli Oasis non fossero arrivati, qualcun altro - è il ragionamento del songwriter - sarebbe arrivato, perché c'è un bisogno da parte di una generazione di avere una band tutta sua e noi avevamo deciso di essere quella band. Se i Verve fossero esplosi tre anni prima i ruoli potevano anche essere inversi". Ma non è stata solo questione di essere al posto giusto nel momento giusto: "Abbiamo iniziato nel '94 e chi ha iniziato con noi riempie ancora le arene. Le nuove generazioni guardano ancora ai vecchi, i nostri eroi invece erano della nostra era. È imbarazzante, dovrei essere - scherza - a gestire una fattoria". E invece Noel continua a fare nuova e buonissima musica, dai singoli 'Easy Now', infuso di psichedelia tra cori ed accordi di organo, a 'Pretty Boy' con la sua ipnotica linea di basso, impreziosita dal contributo di Johnny Marr degli Smiths, fino a "Dead to The World', che "ha la stessa vibe di un film noir". E un mood malinconico che pervade un po' tutto l'album, sia perché "tutte le canzoni sono state scritte durante in lockdown" sia perché "ho attraversato alcune cose nella mia vita personale (il divorzio dalla moglie, annunciato a inizio anno, ndr) e tutto viene fuori alla fine nelle canzoni. Non amo particolarmente la musica troppo scura, penso che anche nella canzone più malinconica del disco ci sia sempre un po' di speranza, penso solo che queste canzoni fossero il modo migliore di tornare, i testi nel loro insieme arrivano da un luogo di verità". All'album seguirà un tour che farà tappa l'8 novembre in Italia per un'unica data al Mediolanum Forum di Milano. Nel 2024 saranno invece i 30 anni dell'album di culto 'Definitely Maybe': "Ho trovato nel caveau della Sony molti nastri che pensavamo persi dalle session di "Definitely Maybe" e sono fantastici. C'è un sacco di roba, tutte outtakes". A chi gli chiede se potrebbe suonare questi pezzi con il fratello minore Liam, con cui notoriamente le cose non sono finite al meglio, lui risponde con ironia: "ci riformeremo, faremo un tour gigantesco e suoneremo in sequenza tutto, faremo anche Morning Glory e anche i Beatles si riuniranno e i Sex Pistols e John Lennon tornerà dall'aldilà". (ANSA).

Fabrizio Moro, il 19 maggio esce l'ep La mia voce Vol.2

(ANSA) - ROMA, 20 APR - Fabrizio Moro torna, il 19 maggio, con l'Ep La mia Voce vol. 2 e, in radio con il singolo Dove (Fattoria del Moro - Distr. Warner Music Italy), brano pop melodico con qualche sfumatura elettronica. Il cantautore romano ha deciso, mentre terminava la lavorazione del disco, di portarlo in scena, eseguendo i nuovi brani, durante il tour Racconti Unplugged partito da Roma lo scorso 20 marzo. La mia Voce vol. 2 contiene 6 brani: canzoni d'amore, ballate crude ed immediate e brani pop impreziositi dalla straordinaria penna di Fabrizio, abile nel destreggiarsi tra le parole e le note di una narrazione sempre in bilico tra personale e universale, sospesa a mezz'aria tra forza e fragilità. (ANSA).

Eugenio Barba e i 60 anni dell'Odin Teatret

(di Daniela Giammusso) (ANSA) - ROMA, 19 APR - "Se mi guardo indietro, non cambierei un singolo dettaglio. Tutte le decisioni che ho preso, tutti gli sbagli che ho fatto, ripeterei tutto. Però non ho realizzato un grande sogno: imparare a suonare il violino". Non perde la battuta Eugenio Barba, l'ultimo maestro teatrale d'Occidente, allievo di Jerzy Grotowsky, soprattutto fondatore di quel progetto unico di Teatro di ricerca multiculturale che è la compagnia dell'Odin Teatret. Nata a Oslo, in Norvegia, nel 1964, poi stabilitasi in Danimarca a Hostelbro, cresciuta facendo del training dell'attore il suo fulcro tra collaborazioni importanti anche con Jacques Lecoq, Dario Fo, Krejca, Luca Ronconi, il Living Theatre, il prossimo anno l'Odin compirà 60 anni e festeggia con un progetto lungo un anno, nato in collaborazione con il Teatro di Roma. "E' il segno che il teatro comincia a ripartire sul serio", commenta la commissaria straordinaria del TdR, Giovanna Marinelli. Si parte dunque il 20 maggio, alle Olimpiadi del teatro 2023 a Budapest, con la prima mondiale di Anastasis (Resurrezione), inno al potere dell'esistenza e omaggio all'arte, in cui Barba ha riunito 70 artisti della Scuola internazionale di antropologia teatrale fondata nel 1980. Il progetto prosegue poi nel 2024, al teatro India, con un mese diviso in due fasi dedicato al mito creativo e alla pratica pedagogica della compagnia (8-31 maggio). Si va dal debutto di Una giornata fatale del danzatore Gregorio Samsa, evoluzione dello storico spettacolo firmato da Barba con il protagonista Lorenzo Gleijeses e Julia Valery, al calendario di masterclass, presentazioni e incontri. Nella seconda fase, l'evento celebrativo organizzato da un comitato scientifico, il ritorno de La casa del sordo. Capriccio su Goya del 2019 e la prima nazionale di Compassione. Tre panorami di speranza in primavere. "Mi sento come il figliol prodigo che torna a casa dopo 23 anni", sorride Barba, ricordando la collaborazione con Mario Martone. "Sento che riusciremo a ricreare lo stesso fermento - dice - In Scandinavia, si dice che una persona è morta perché 'era sazia di vita'. Ecco, io sono più che sazio. Ma quando la gente mi chiede perché continuo, mi viene in mente quando da ammiravo persone di grande valore che avevano un capitale: il prestigio. È sempre stata la mia ossessione riuscire a sfruttare al meglio il mio prestigio. Ovviamente, non per me". Tornando poi a quel primo "gruppo di attori" che si formò insieme a "persone rifiutate dall'Accademia, a chi aveva avuto problemi di tossicodipendenza o aveva creduto nella rivoluzione ed era rimasto ai margini", ripensa, "per noi, il teatro era un rifugio. Sono cresciuto tra i poveri del teatro, non i ricchi, tra quei gruppi che non hanno riconoscimenti e devono combattere". Oggi? "È il momento di far esplodere le cittadelle del teatro, perché questo è il bello oggi, che siamo un arcipelago", risponde. Anche se "il mondo è molto cambiato - aggiunge - e mi appare confuso per questa invasione della tecnologia che a volte toglie dignità. Mi fa molto dolore, ad esempio, vedere gli attori che recitano con il microfono. I giovani non sfidano più delle loro possibilità, non solo espressive ma spirituali". Ma di cosa il maestro è più soddisfatto in questi sessant'anni? "Se riesco a far collaborare la mano sinistra e la destra, chi ha e chi non ha - sorride - L'utilità dell'Odin Teatret, la sua vocazione, era unire le diversità nella nostra professione. La fatica? Fondamentale. Noi facevamo anche quattro, cinque ore di training. Non che gli attori poi fossero migliori, ma perché continuando esausti scoprimmo che arrivava un altro tipo di energia. Ecco, se l'Odin Teatret resiste ancora dopo tanti anni, forse è perché ci siamo abituati a lavorare stanchi". (ANSA).

Bono al San Carlo di Napoli con "Stories of Surrender"

(ANSA) - ROMA, 18 APR - Bono porterà per la prima volta in Italia il suo spettacolo "Stories of Surrender" per un'unica tappa nel più antico teatro d'opera del mondo, il Teatro di San Carlo di Napoli, sabato 13 maggio. Bono sarà affiancato dalle musiciste Gemma Doherty (arpa, tastiera, voce) e Kate Ellis (violoncello, tastiera, voce), oltre che dal direttore musicale Jacknife Lee. Lo spettacolo sarà filmato e il pubblico sarà incoraggiato a celebrare gli ambienti storici di questo leggendario teatro d'opera con l'invito a indossare abiti formali per questa serata unica di "parole, musica e un po' di follia...". L'annuncio arriva in concomitanza con il ritorno di Bono al Beacon Theatre di New York per 11 spettacoli che fanno seguito al grande successo riscosso l'anno scorso in Europa e in Nord America di "Stories of Surrender", uno spettacolo che mostra il ruolo di Bono come band leader e attivista, nonché le notevoli vite che si sono intrecciate con la sua. "Stories of Surrender" è diretto da Willie Williams e segna l'uscita di "Surrender: 40 Songs, One Story", il libro di memorie best-seller del New York Times e del Sunday Times di Bono - artista, attivista e cantante degli U2. Il libro di memorie vede uno degli artisti più iconici del mondo scrivere per la prima volta su cosa e chi lo ha portato al successo, rivelando allo stesso tempo la sua "...insicurezza infantile, che è la tua unica sicurezza" come artista, e la fede che lo sostiene. I biglietti saranno in vendita a partire dal 21 aprile alle 10 (ANSA).









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