Blanco conquista l'Olimpico, "i sogni si realizzano"

(ANSA) - ROMA, 05 LUG - Romano non per nascita, ma per dna. E Blanco ha voluto rendere omaggio alle origini paterne (suo padre ha lasciato la capitale per Brescia) tenendo il suo primo live in uno stadio scegliendo proprio l'Olimpico di Roma. "Mi sono sempre voluto sentire parte di Roma, anche se non sono nato qui. È una città troppo importante per me. Vedervi qui mi rende la persona più felice del mondo. Io sono qui per voi, voi per me: siete la mia famiglia", il golden boy della musica italiana (60 dischi di platino e quattro d'Oro all'attivo, oltre 3 miliardi di stream, un festival di Sanremo vinto in coppia con Mahmood, in tre anni di attività) ha salutato così - emozionato quanto basta per un debutto tanto importante - i 40mila che hanno riempito prato e spalti. "Mi sto trattenendo, ma vi viene da piangere - ha aggiunto -. Io lavoravo in pizzeria e vedere tutto questo è incredibile: quando mi chiedono come mi sento a essere diverso, io rispondo che non lo sono, che sono te che sei qua sotto al palco. E vi dico: se una cosa la volete, la ottenete. Uscite da qui, prendete il vostro sogno e cominciate a realizzarlo". Blanco, a 20 anni compiuti a febbraio, i suoi sogni li ha presi per mano e li ha portati lontani. Stasera è diventato il più giovane artista italiano ad esibirsi in uno stadio (e il 20 luglio si replica allo stadio San Siro di Milano). Due ore intense di live - in cui Blanco non ha mollato un momento - per proporre i suoi successi, i brani del suo primo album Blu Celeste e quelli di Innamorato, muovendosi su un palco allestito a cattedrale gotica, ispirata nello stile alla scritta Innamorato che Blanco ha tatuato sulla schiena (la stessa che campeggia in alto al centro dell'impianto) e con il rosso, il blu e il verde a dominare la scelta cromatica. In scaletta il brano con Mina Un briciolo di Allegria, La canzone nostra, Blu Celeste ("una canzone per me importantissima") ma anche Notti in bianco, Brividi. Ma anche il nuovo singolo Bon Ton, e sul palco arriva Lazza (tra gli ospiti della serata anche Mace per un intermezzo elettronico). Su Lacrime di Piombo, il cantante all'improvviso si alza dal pianoforte, scende dal palco e corre all'impazzata tra il pubblico nel prato, prendendo alla sprovvista anche la sicurezza. Immancabilmente placcato (malamente) dal pubblico. "Mi avete quasi rotto un braccio, ma a me piace stare con voi, in mezzo a voi", dice dopo aver ripreso il suo posto qualche minuto dopo. Sul finale intona Mi fai impazzire e avverte: "Vi ricordate Sanremo, vero?", prima di prendere a calci la scritta alle sue spalle con il titolo del brano, riproponendo così il gesto tanto contestato al festival, quando se la prese con le rose della Riviera (e per il quale fu aperta anche un'indagine per danneggiamento allo Stato). Un viaggio di due ore in quattro atti, ciascuno con la propria intensità, per portare sul palco le molteplici sfaccettature del giovane fenomeno. Dalle tracce uptempo ed energiche rivisitate in chiave rock ad un set acustico in cui la voce nuda di Blanco risuona nell'intimità di un falò che si accende sul palco. E ancora spazio ai suggestivi arrangiamenti che hanno coinvolto un'orchestra di 25 elementi e un coro di 50 voci. "Vi ringrazio e ci vediamo l'anno prossimo. Forza Roma!". Immancabili i fuochi d'artificio finali per una festa che non poteva riuscire meglio di così. (ANSA).





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Blanco conquista l'Olimpico, "i sogni si realizzano"

(ANSA) - ROMA, 05 LUG - Romano non per nascita, ma per dna. E Blanco ha voluto rendere omaggio alle origini paterne (suo padre ha lasciato la capitale per Brescia) tenendo il suo primo live in uno stadio scegliendo proprio l'Olimpico di Roma. "Mi sono sempre voluto sentire parte di Roma, anche se non sono nato qui. È una città troppo importante per me. Vedervi qui mi rende la persona più felice del mondo. Io sono qui per voi, voi per me: siete la mia famiglia", il golden boy della musica italiana (60 dischi di platino e quattro d'Oro all'attivo, oltre 3 miliardi di stream, un festival di Sanremo vinto in coppia con Mahmood, in tre anni di attività) ha salutato così - emozionato quanto basta per un debutto tanto importante - i 40mila che hanno riempito prato e spalti. "Mi sto trattenendo, ma vi viene da piangere - ha aggiunto -. Io lavoravo in pizzeria e vedere tutto questo è incredibile: quando mi chiedono come mi sento a essere diverso, io rispondo che non lo sono, che sono te che sei qua sotto al palco. E vi dico: se una cosa la volete, la ottenete. Uscite da qui, prendete il vostro sogno e cominciate a realizzarlo". Blanco, a 20 anni compiuti a febbraio, i suoi sogni li ha presi per mano e li ha portati lontani. Stasera è diventato il più giovane artista italiano ad esibirsi in uno stadio (e il 20 luglio si replica allo stadio San Siro di Milano). Due ore intense di live - in cui Blanco non ha mollato un momento - per proporre i suoi successi, i brani del suo primo album Blu Celeste e quelli di Innamorato, muovendosi su un palco allestito a cattedrale gotica, ispirata nello stile alla scritta Innamorato che Blanco ha tatuato sulla schiena (la stessa che campeggia in alto al centro dell'impianto) e con il rosso, il blu e il verde a dominare la scelta cromatica. In scaletta il brano con Mina Un briciolo di Allegria, La canzone nostra, Blu Celeste ("una canzone per me importantissima") ma anche Notti in bianco, Brividi. Ma anche il nuovo singolo Bon Ton, e sul palco arriva Lazza (tra gli ospiti della serata anche Mace per un intermezzo elettronico). Su Lacrime di Piombo, il cantante all'improvviso si alza dal pianoforte, scende dal palco e corre all'impazzata tra il pubblico nel prato, prendendo alla sprovvista anche la sicurezza. Immancabilmente placcato (malamente) dal pubblico. "Mi avete quasi rotto un braccio, ma a me piace stare con voi, in mezzo a voi", dice dopo aver ripreso il suo posto qualche minuto dopo. Sul finale intona Mi fai impazzire e avverte: "Vi ricordate Sanremo, vero?", prima di prendere a calci la scritta alle sue spalle con il titolo del brano, riproponendo così il gesto tanto contestato al festival, quando se la prese con le rose della Riviera (e per il quale fu aperta anche un'indagine per danneggiamento allo Stato). Un viaggio di due ore in quattro atti, ciascuno con la propria intensità, per portare sul palco le molteplici sfaccettature del giovane fenomeno. Dalle tracce uptempo ed energiche rivisitate in chiave rock ad un set acustico in cui la voce nuda di Blanco risuona nell'intimità di un falò che si accende sul palco. E ancora spazio ai suggestivi arrangiamenti che hanno coinvolto un'orchestra di 25 elementi e un coro di 50 voci. "Vi ringrazio e ci vediamo l'anno prossimo. Forza Roma!". Immancabili i fuochi d'artificio finali per una festa che non poteva riuscire meglio di così. (ANSA).

Bob Dylan ryhtm'n blues a Milano regala una prima

(ANSA) - MILANO, 04 LUG - Un pianoforte, luci rosse, cinque musicisti tutti vestiti di nero: a Bob Dylan basta l'effetto speciale della sua voce - che a 82 anni e' diventata piu' profonda e ancora piu' graffiante - per dare al pubblico del Tam - teatro degli Arcimboldi di Milano un grande spettacolo nella prima delle cinque tappe italiane del suo Rough and Rowdy Ways tour, iniziato nel 2021 per presentare il suo ultimo album. Mai alla ricerca degli applausi, pronto a riprendere a suonare appena finisce ciascuno dei brani nella scaletta, Bob arriva sul palco al buio e si siede al pianoforte al centro della scena, intorno a lui i suoi cinque musicisti (alla chitarra Bob Britt e Dough Lancio; al basso e contrabbasso Tony Garnier, alla batteria Jerry Pentecost e a violino e mandolino Donnie Herron). Bastano le prime note di Watching the River Flow, brano del 1971, e l'atmosfera diventa subito rhythm'n blues, una direzione confermata dall'arrangiamento di Most Likely You Go Your Way and I'll Go Mine del 1966. Primo dei brani del nuovo album e' I Contain Multitudes che e' l'occasione per un assolo al pianoforte che manda in visibilio il pubblico, dove siedono vicini fans storici con magliette dei tour passati, con nel curriculum anche 500 dei suoi concerti, e adolescenti alla prima esperienza Dylaniana. Tutto il movimento di Dylan, in completo nero con inserti dorati sulla giacca e lungo i pantaloni, e' quello: alzarsi dallo sgabello del pianoforte e risedersi. Ma basta. Sono sufficienti le le prime note di False Prophet per far battere le mani a tutti a tempo, accompagnamento per cui il premio Nobel in italiano dice il suo 'grazie'. E si diverte e fa divertire. Forse anche per questo 'regala' un brano mai eseguito prima a questo pubblico, suonando una canzone in piu' delle usuali 17: Bad Actor del cantante country Merle Haggard, unica concessione alle cover insieme a Not Fade Away dei Grateful Dead, momento di vero rock. Tutti a scandire il ritmo anche al nuovo arrangiamento di When I Paint My Masterpiece del 1967, prima di Black Rider . Tocca alle note d'amore con My Own Version of You. Ci sono tutte le nove canzoni del nuovo album: Mother of Muses esalta la voce sofferente di un vero cantastorie, Goodbye Jimmy Reed fa battere le mani a tutti con il suo ritmo. Ma e' con il classico Every Grain of Sand e il suo assolo di armonica che Bob Dylan fa alzare tutti in piedi ed applaudire. Lui si allontana dal piano, saluta con la mano sorridendo per un minuto e se ne va. Il pubblico esce soddisfatto, si fa togliere i cellulari dalle custodie bloccate in cui aveva dovuto farlo inserire prima dello spettacolo che e' per suo volere 'Phone free' e si accontenta alla fine di fotografare le magliette di Dylan vendute fuori dal teatro, perche' per una volta basta la musica. (ANSA).

Sangiuliano al Pantheon con biglietto, mantengo impegni

di Francesca Pierleoni (ANSA) - ROMA, 03 LUG - "I miei tempi non sono i tempi del passato, prima le cose si dicevano per 20 anni e poi non venivano realizzate. Tutti parlavano del Museo della Shoah e noi invece abbiamo portato avanti la sua realizzazione, come abbiamo fatto per trovare la sede del Museo di san Casciano. Questo del Pantheon è un impegno che io avevo assunto poco dopo il mio arrivo al ministero. In otto mesi siamo riusciti a realizzare prima l'impianto amministrativo e poi l'impianto anche tecnico per arrivare a questo punto". Lo dice il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al suo arrivo al Pantheon di Roma, dove ha preso il via il pagamento del biglietto. Una novità accolta senza problemi dai turisti, disposti dalla prima mattina in file ordinate. Anche il ministro ha il suo biglietto, mostrato sullo smartphone: "Anche se sono residente a Roma da 35 anni ho voluto pagarlo". Il Pantheon "è il sito museale più visitato in Italia, con nove milioni di visitatori. - aggiunge - Il biglietto è abbastanza modico, appena 5 euro. Pensiamo che in un monumento corrispondente a Parigi, Les Invalides, dove c'è la tomba di Napoleone, si paga. Quindi non vedo perché noi non dovessimo far pagare". I cittadini romani "sono esenti, e vale tutto il sistema di modalità gratuite già garantite per una serie di categorie, ad esempio i giovani fino a 18 anni non pagano nulla, fino a 25 pagano due euro, che ora sono 3 euro perché c'è il contributo per l'Emilia. Le persone disabili e i loro accompagnatori non pagano, come non pagano i docenti quando portano qui le scolaresche. Ci sono anche qui le domeniche gratuite, più i 3 giorni che io ho aggiunto, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre". Gli incassi "vengono ripartiti tra il ministero della Cultura, che però vincola queste risorse alla tenuta, alla curatela e alla rigenerazione di questo sito. Ad esempio vogliamo adibire a mostre gli spazi che sono in fondo. Un altro 30% va alla Curia che si è impegnata a destinare una parte ai poveri di Roma. Magari si potrà alimentare una mensa per i poveri con queste risorse. Poi una parte va al Comune di Roma che però deve utilizzare questi fondi per la cura e la pulizia di questa piazza, magari garantendo quello che avviene in altre parti del mondo: una pulizia 24 ore su 24, con qualcuno che stia qui e tenga in ordine". La politica "è fatta di tante piccole cose, di tanti mattoncini che si mettono l'uno sull'altro". Il modello del Pantheon si potrebbe applicare anche ad altri casi? "Sì con moderazione, valutando caso per caso" risponde Sangiuliano prima di entrare a visitare il Pantheon insieme ai turisti. Mentre viene fotografato, si consente un attimo di leggerezza chiedendo una macchina fotografica e fa qualche scatto a sua volta ai fotografi, per poi fermarsi per qualche istante davanti, fra le altre, alla tomba di Raffaello e condividendo con i giornalisti storie e leggende legate al monumento. Anche quando gli arriva una domanda sul caso Sgarbi, riporta la conversazione sul monumento. "A me tantissima gente ha scritto - prosegue, parlando dell'iniziativa - vi potrei mostrare le mail che mi arrivano sulla casella postale del ministero, per dirmi che apprezzano questa scelta. Le cose importanti devono essere mantenute bene e per farlo ci vogliono le risorse, quindi è giusto far pagare". E arriva anche un attestato in diretta nella piazza, quando un romano lo ferma e gli chiede di stringergli la mano: "Volevo ringraziarla per questa idea - dice al ministro - mi piaceva anche quando era al Tg2". (ANSA).

Mara Venier, 'Domenica In c'è e ci sarà'

Mara Venier, 'Domenica In c'è e ci sarà' Il 4 luglio su Rai1 con Alberto Matano per il Premio Agnes ROMA (ANSA) - ROMA, 02 LUG - "Domenica In c'è. Ci sarà. Ora comincerò a lavorare con il mio gruppo: sempre quello, perché squadra che vince non si cambia. Ci sarà il mio nuovo direttore (dell'intrattenimento daytime Rai ndr) Angelo Mellone, con il quale ho già avuto degli incontri molto belli, calorosi. Dobbiamo cominciare. Ammetto che ancora non c'ho messo la testa sopra. Ho appena finito". A dirlo all'ANSA è Mara Venier, la signora della domenica per antonomasia, che a settembre dello storico programma di Rai1 condurrà la sua personale quindicesima edizione. Quindici, come anche le edizioni del Premio Biagio Agnes, il riconoscimento internazionale di giornalismo e informazione intitolato allo storico direttore generale della Rai, che torna su Rai1, il 4 luglio in seconda serata, per celebrare grandi professionisti e con ospiti come Al Bano, Fausto Leali e Arisa. A condurre accanto a Venier, sul palcoscenico allestito in Piazza del Campidoglio a Roma, nuovamente Alberto Matano. Tra i premiati di quest'anno, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola (Premio per le istituzioni europee); Stefania Battistini del Tg1 e Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera, per la loro testimonianza lucida e dolorosa del conflitto tra Ucraina a e Russia (Premio reporter di guerra); Francesca Paci, cronista de La Stampa, per il racconto sulle donne iraniane (Premio carta stampata). Ma anche quel mattatore di Viva Rai2! che è Fiorello (Premio per la Tv); il fenomeno cult di Mare Fuori (Premio generazione streaming); Il nostro generale, la serie interpretata da Sergio Castellitto su Dalla Chiesa (Premio fiction); o Dante, il film sul Sommo poeta diretto da Pupi Avati (Premio cinema). "Ogni volta essere richiamata a presentare il Premio Agnes -dice Venier - per me è quasi una medaglia, come se mi dicessero: 'brava, anche questa stagione hai fatto bene il tuo lavoro'". (ANSA).

Hackett: tour in Italia per i 50 anni dell'album Foxtrot

(ANSA) - ROMA, 01 LUG - Dopo il successo del 2022 World Tour, che lo ha visto protagonista di una serie di concerti sold out nel nostro paese, il leggendario chitarrista dei Genesis Steve Hackett torna con Genesis Revisited - Foxtrot at Fifty + Hackett Highlights, tour che segna il 50esimo anniversario di Foxtrot, album che mise i Genesis al centro della scena rock britannica. Hackett sarà in Italia per sei date: il 6 luglio Brescia (Arena Campo Marte); il 7 luglio Pistoia (Piazza Duomo); l'8 luglio Ostia Antica, Roma (Teatro Romano); il 10 luglio Caserta (Belvedere di San Leucio); il 12 luglio Ferrara (Piazza Trento Trieste); il 13 luglio Palmanova, Udine (Piazza Grande). Steve Hackett si unì ai Genesis nel 1971 e fece il suo debutto in Nursery Cryme. L'album ebbe più successo in Europa che in Gran Bretagna. Dopo molti tour, sostenuti dai riscontri del pubblico, i Genesis furono incoraggiati a sperimentare composizioni sempre più lunghe e svilupparono la loro capacità di introdurre racconti forti. Questo diede a Peter Gabriel una maggior opportunità di assecondare la teatralità. "Credo che Foxtrot sia stato allora una magnifica conquista per i Genesis. Credo che non ci sia nemmeno una traccia debole nell'album, hanno tutte i loro punti di forza e sono impaziente di poter suonare dal vivo l'intero disco" ha dichiarato Hackett. Steve Hackett è accompagnato sul palco da musicisti d'eccezione: alle tastiere Roger King (Gary Moore, The Mute Gods); alla batteria, percussioni e voce Craig Blundell (Steven Wilson); al sax, flauto e percussioni Rob Townsend (Bill Bruford); al basso e chitarra Jonas Reingold (The Flower Kings); alla voce Nad Sylvan (Agents of Mercy). I biglietti sono in prevendita sul circuito Ticketone. Tutti gli show sono organizzati e prodotti da Musical Box 2.0 Promotion, Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci e Solo Agency Limited. (ANSA).

Shakira lancia l'ennesima canzone contro il suo ex, Piqué

(ANSA) - MADRID, 30 GIU - La vendetta continua. E' appena uscita Copa vacia, l'ennesima canzone che Shakira dedica, si fa per dire, al suo ex, l'uomo d'affari ed ex calciatore Gerard Piqué. Ed è subito un successo: in appena sei ore ha ottenuto già 2,4 milioni di visualizzazioni in rete. Si tratta - informa la stampa spagnola - di una collaborazione con il suo connazionale, il colombiano Manuel Turizo. Uno slow reggaeton, in cui la cantante si lamenta dell'indifferenza fisica che rovina una coppia, in cui il lui, ovvero Piquè, dedica più energie al lavoro che a tenere accesa la fiamma della passione. "Sempre così preso da tanti affari - è uno dei versi della canzone - sarebbe bello, amore mio, un po' di svago. Ho sete di te da un po', non so perché. Mi resta la voglia di più e la voglia di bere in un bicchiere vuoto". (ANSA).

Genova canta e balla con 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà

(ANSA) - ROMA, 29 GIU - E' finito con tutti i numerosissimi interpreti sul palcoscenico a danzare il "Tuca Tuca" lo spettacolo "Rumore - Raffaella Carrà Dance tribute" che ieri sera è stato proposto ai Parchi di Nervi quale anteprima del Festival il cui avvio ufficiale è fissato per domenica prossima. Raffaella, che nei giorni scorsi avrebbe compiuto 80 anni, è ancora nei cuori del pubblico italiano e lo spettacolo di ieri sera, ideato da Antonella Riboldi Brunamonti, vicepresidente della Fondazione Formazione Danza e Spettacolo e firmato per la direzione artistica da Sergio Iapino lo ha dimostrato: platea folta e tanti a cantare e ballare le celebri canzoni dell'artista. "Rumore" ha offerto una carrellata di coreografie costruite sui principali successi della Carrà, riproposti in registrazione dalla voce della stessa Raffaella. Sul palcoscenico si sono avvicendati molti i giovani Bravissimi gli azzurri di pattinaggio (Linda Siciliano, Vittorio Gastaldi, Silvia Lambruschi, Greta Piccardo e Giada Romiti) che hanno dato vita a due esecuzioni brillanti su "Ma che musica maestro" e "I thank you life". Da citare la danza di Chiara Bruzzese, ballerina tetraplegica che ha proposto un pas de deux con Carlo Foi sulle note di "Io che non vivo senza di te": un momento reso ancor più suggestivo dalla violista Giulia Ermirio che ha dialogato con il suo strumento con la voce di Raffaella Carrà. Siparietto comico con alcuni componenti della Compagnia Baistrocchi (una inguardabile Raffaella bionda circondata da improbabili ballerini) e poi il citato "Tuca tuca" con tutti in scena, compreso i due ospiti principali, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi che nel 1971 fu il primo ballerino a interpretare lo storico e "scandaloso" brano con la Carrà. (ANSA).

Spacey a processo a Londra per accusa su abusi sessuali

(ANSA) - LONDRA, 28 GIU - Arrivo in questi minuti sotto i riflettori, in tribunale a Londra, per Kevin Spacey, celebre attore americano da qualche anno in disgrazia a Hollywood, accusato di una serie di presunte molestie e abusi sessuali gay risalenti al periodo fra il 2001 e il 2013: vicende rispetto alle quali egli si dichiara innocente. Il processo di merito di fronte a un giudice della Southwark Crown Court inizia oggi, dopo le udienze preliminari dei mesi scorsi; e si prevede sia destinato ad andare avanti per un mese circa. (ANSA).

Film di Ficarra e Picone 'Santocielo', fine riprese a luglio

(ANSA) - ROMA, 27 GIU - 'Santocielo' è il titolo del nuovo film di Ficarra e Picone, diretto da Francesco Amato in uscita per Medusa Film a Natale. Le riprese sono in corso a Catania e si protrarranno fino a metà luglio. Nel cast insieme a Salvo Ficarra e Valentino Picone, le attrici Barbara Ronchi e Maria Chiara Giannetta. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Salvo Ficarra, Valentino Picone, Francesco Amato, Davide Lantieri e Fabrizio Testini. La produzione del nuovo lungometraggio è di Attilio De Razza per Tramp Limited con la collaborazione di Medusa Film. (ANSA).

Elena Di Cioccio, lo stigma e la verità

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Ora è concentrata sul dopo Elena Di Cioccio. Prima di tutto ''un testo che sto scrivendo per il teatro, uno stand up sullo stigma che voglio portare in scena in autunno dove posso raccontare la mia vita finalmente in totale libertà''. È questo che le ha dato prima di tutto l'esperienza di questo volume, quasi trecento pagine in cui racconta i tanti passaggi drammatici della sua pur breve vita. A 48 anni l'attrice ha infatti deciso di raccontare di essere sieropositiva da 21 anni, lo ha fatto in un monologo lo scorso marzo a Le Iene che anticipava l'uscita del volume ai primi di aprile: ''Dopo il suicidio di mia madre - Anita Ferrari che si è tolta la vita il 16 maggio del 2016 - ho capito che volevo dare una svolta in senso positivo alla mia esistenza se non volevo finire come lei. La prima cosa era liberarmi di quel peso della malattia, che oramai grazie alle scoperte fatte dalla scienza, mi permette di fare una vita normalissima. Non sono più infetta, sto bene, ero stanca di dovermi sedere ogni volta davanti a qualcuno, a cena, davanti ad un caffè e trovare il coraggio di rivelarmi il mio segreto. Volevo dirlo a tutti insieme, una volta per tutti''. Quindi una grande liberazione ma anche un modo di fare qualcosa per gli altri. ''Dopo la narrazione distorta degli anni Ottanta e Novanta, con quelle persone avvolte in un alone viola, dell'Aids non si è veramente più parlato. La medicina ha fatto passi avanti, ora si possono anche avere rapporti sessuali e fare figli senza mettere in pericolo nessuno, eppure nell'immaginario collettivo quell'alone viola maledetto non è mai scomparso del tutto. Questo è stato un grande peso per me''. E scrive nel libro - presentato a Passaggi Festival a Fano - ''Oggi farei coming out immediatamente e chiederei aiuto a tutti, riservandomi il diritto di non fare sconti e mandare subitaneamente a fanculo chi volta le spalle''. Quindi fare una campagna di comunicazione, coì come Elena Di Cioccio fa nel libro anche nel caso della violenza sulle donne. Lei che è stata vittima di un rapporto patologico con un ragazzo, ed è riuscita anche qui ad uscirne con le sue gambe. Senza l'appoggio del padre, il leader della Pfm Franz Di Cioccio che recentemente ha avuto parole dure per lei. ''Non voglio parlarne, non voglio commentare sono anni che non ci parliamo, cosa voglia dire lui lo sa soltanto lui'', chiosa. Sullo sfondo il lavoro, una carriera travolgente che attraversa radio, tv, cinema e ora anche il libro - non nega - potrebbe diventare un film. ''Però io no ecco non voglio proprio interpretarlo perché voglio andare oltre, ora voglio viaggiare verso il sorriso''. (ANSA).









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