Questa mattina, mercoledì 26 novembre, al Museo Diocesano Tridentino è stato presentato ufficialmente l’avvio del restauro “a vista” della Madonna di Besagno, una preziosa scultura lignea riconducibile alla produzione veronese tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo vicina alla bottega di Antonio Giolfino.
La statua, che raffigura la Madonna in adorazione del Bambino (oggi mancante), appartiene ad una tipologia di immagini devozionali particolarmente venerate nel Veneto e nel Trentino meridionale. Nonostante la sua provenienza non sia documentata, si ritiene che appartenesse alla chiesa di Besagno, per essere successivamente collocata nell’edicola della famiglia Moiola, sempre nello stesso paese.
Queste sculture, spesso collocate all’interno di altari dedicati, erano al centro della vita religiosa delle comunità locali: veri e propri “idoli popolari”, oggetto di fervente devozione, preghiera, processioni e richieste di grazia. Nel 1975 l’opera fu rubata e successivamente ritrovata dai Carabinieri sulle rive dell’Adige, ormai danneggiata e priva della figura del Bambino.
L’esposizione agli agenti atmosferici ed interventi non idonei, hanno causato gravi danni strutturali e la perdita di gran parte della policromia originale.
Da oggi, grazie al laboratorio di restauro Stefano Gentili, i visitatori potranno assistere in diretta alle delicate fasi di recupero, approfondendo così i temi della tutela e valorizzazione del patrimonio d’arte sacra locale.
Il Museo Diocesano, tramite il direttore Domizio Cattoi ed il presidente Michele Andreaus, ha espresso profonda gratitudine alla famiglia Moiola per la generosa donazione della scultura ed al Lions Club Trento Host per il sostegno accordato al restauro. Questo intervento non rappresenta solo un recupero estetico ma anche un importante atto di conservazione della memoria e dell’identità religiosa e culturale della comunità. Claudio Libera