Francia, prosegue la mobilitazione studentesca che chiede una scuola migliore

Già oggi, dopo le mobilitazioni studentesche della scorsa settimana degenerate in caos e violenze ai quattro angoli della Francia, le lezioni sono ''totalmente o parzialmente'' sospese in 400-500 licei per motivi di sicurezza, ha riferito ieri il ministro dell'Istuzione, Edouard Geffray.

Nell'Ile-de-France, la regione di Parigi che concentra in sé quasi il 20% della popolazione del Paese, un terzo delle scuole, equivalente a 160 istituti, è rimasto chiuso, secondo quanto affermato dalla governatrice Valérie Pécresse.

A sette mesi dalle elezioni presidenziali e mentre il parlamento si appresta a discutere la manovra finanziaria 2027, gli studenti di Francia invocano maggiori risorse per la scuola.

Denunciano le condizioni vetuste degli edifici scolastici, il sovraffollamento delle classi, la mancata sostituzione del personale assente - in particolare nelle periferie del Paese e le disparità generate da Parcoursup, la controversa riforma scolastica accusata di affidare a un algoritmo il destino degli studenti. 

Questa mattina, vigilia della ripresa delle manifestazioni in programma domani, sono 413 gli istituti dove si segnalano "azioni o interventi di disturbo" nel quadro della protesta dei licei, secondo dati del ministero dell'educazione nazionale che segnala un calo del 27% del numero di istituti convolti rispetto a venerdì scorso.

''I giovani bisogna amarli, non picchiarli": è l'esortazione di Ségolène Royal, condannando la ''repressione della polizia'' nell'ambito delle manifestazioni studentesche in Francia. Parlando ai microfoni di France Inter, l'ex candidata socialista alle elezioni presidenziali del 2007 e ora candidata alle primarie della gauche in vista della corsa all'Eliseo del 2027, denuncia il "fallimento" delle due presidenze di Emmanuel Macron che ''non ha imparato nulla dai gilet gialli", avverte Royal chiedendosi retoricamente: ''Non credete che sia una barbarie ciò che vediamo nelle strade di Parigi?".

Quindi una citazione da lei attribuita ad Hannah Arendt: ''Quando scompare l'empatia, la barbarie non è mai distante''. E ancora, si chiede Royal, ''la Francia non è un regime autoritario quando mette in manette ragazzini di 14 anni?. È difficile scendere in strada, bisogna mettersi in ferie e assumersi dei rischi di fronte alle repressioni di polizia'', ha denunciato.

Intanto, ha perso un occhio la donna cinquantenne colpita al volto da un sasso lanciato a margine della manifestazione dei liceali giovedì scorso ad Aix-en-Provence, nel sud della Francia. Il ragazzo, di 17 anni, incensurato. , è stato individuato e posto questa mattina in stato di fermo: è accusato di aver lanciato un oggetto, nella fattispecie una pietra, mentre si trovava nei pressi della manifestazione studentesca. 





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