Protesta degli autotrasportatori: a rischio i rifornimenti nei supermercati
Anche oggi ci sono state manifestazioni dei camionisti contro il caro-carburanti. In diverse zone del sud molti scaffali sono già semivuoti, Confcommercio lancia l'allarme per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per l'elettronica di consumo
Ancora proteste dei tir, oggi, contro il caro-carburanti, con pesanti disagi, specialmente al Sud, per il traffico e lunghe code, anche di 8 chilometri tra Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere verso Roma. In Campania la mobilitazione è arrivata anche al porto commerciale di Napoli.
Si accentuano, intanto, i problemi di approvvigionamento dei prodotti alimentari in alcuni supermercati. Allarme del Codacons: «C'è il rischio di un rincaro dei prezzi»
Scaffali quasi vuoti, pesce e merce fresca assente e prodotti come latte e farina in esaurimento, è per esempio lo scenario che si presenta agli occhi di chi si reca a fare la spesa in molti dei supermercati di Catanzaro.
L'effetto del blocco del trasporto per la protesta contro il caro carburanti, comincia a farsi sentire in Calabria e non riguarda solo il capoluogo.
Gli autotrasportatori aderenti a Fedralog la Federazione regionale della logistica sono fermi da venerdì, quando è cominciata la protesta che terminerà alle 20 di domani sera, e questo incide sull'approvvigionamento delle derrate alimentari alla grande distribuzione.
Tra l'altro lo sciopero interessa anche i trasportatori delle regioni vicine ampliando l'effetto della protesta.
Anche una nota dal vicepresidente di Confcommercio e e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, lancia l'allarme: «Preoccupano sempre di più gli effetti dei blocchi dell'autotrasporto che stanno interessando diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, e che stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo.
Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori».
Interviene anche Confagricoltura: «"Siamo al fianco dei trasportatori e riconosciamo le ragioni delle loro proteste, ma non possiamo ignorare le pesanti conseguenze che questa situazione sta causando alle aziende agricole. Dopo una stagione già difficile sul fronte climatico, oggi migliaia di prodotti rischiano di rimanere bloccati nelle aziende e andare perduti, mentre gli scaffali dei supermercati rischiano di restare vuoti».
Lo sostiene il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, che richiama l'attenzione soprattutto sulle produzioni ortofrutticole, «frutto di mesi di lavoro e investimenti, che rischiano di finire sprecate a causa dell'impossibilità di raggiungere i mercati.
È una situazione paradossale, si rischia di buttare cibo mentre i consumatori potrebbero non trovarlo sugli scaffali.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le aziende del Sud Italia, penalizzate rispetto ai concorrenti del Nord e di Paesi come Francia e Spagna, dove le merci continuano a viaggiare regolarmente. Questo significa perdere prodotto, reddito e competitività», spiega.
Confagricoltura chiede quindi «un intervento urgente della Regione e del Governo nazionale per tutelare anche le produzioni agricole e scongiurare ulteriori danni economici e sprechi alimentari.
Le ragioni dei trasportatori meritano ascolto. Servono risposte immediate il tempo soprattutto per la frutta e la verdura, è una variabile che non concede attese».