Torna l'ora solare: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre orologi indietro di un'ora
Tra sabato e domenica si concluderanno i sette mesi di ora legale e guadagneremo i sessanta minuti di sonno persi in primavera: alle 3 del mattino si tornerà alle 2. E sarà una domenica che inaugurerà la stagione dei tramonti «precoci», si noterà che farà buio prima
È arrivato il momento di spostare nuovamente le lancette. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l'ora solare, con il passaggio che segna la fine dei sette mesi di ora legale.
Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere riportati indietro di un'ora, tornando alle 2.
Si guadagneranno così sessanta minuti di sonno, almeno sulla carta, ma il cambiamento si farà sentire soprattutto nel pomeriggio, quando il buio arriverà prima.
Il passaggio interessa tutta l'Italia e segue il calendario europeo, che prevede il ritorno all'ora solare nell'ultima domenica di ottobre.
Per chi utilizza smartphone, tablet e computer non sarà necessario intervenire: i dispositivi collegati alla rete aggiorneranno automaticamente l'orario, purché sia attiva la regolazione automatica. Andranno invece sistemati manualmente gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e gli altri dispositivi che non si aggiornano da soli.
Più luce al mattino, serate più corte
L'effetto più immediato sarà una diversa distribuzione della luce naturale durante la giornata. Con il ritorno all'ora solare, l'alba arriverà prima secondo l'orario ufficiale, mentre il tramonto sarà anticipato. Chi esce presto di casa potrà quindi beneficiare di mattinate più luminose, mentre nel tardo pomeriggio sarà più facile ritrovarsi al buio.
Il cambiamento accompagnerà l'ingresso nella stagione più fredda, quando le ore di luce diminuiscono progressivamente. Per chi lavora fuori casa, per gli studenti e per chi pratica attività all'aperto dopo il lavoro o la scuola, la differenza sarà particolarmente evidente nelle ore pomeridiane.
L'ora solare resterà in vigore fino alla primavera. Il prossimo cambio è previsto nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando tornerà l'ora legale e le lancette dovranno essere spostate avanti di un'ora.
Gli effetti sul sonno e sull'organismo
Dormire un'ora in più può sembrare un vantaggio, ma il cambio d'orario non è del tutto indifferente per l'organismo. Il nostro orologio biologico segue ritmi legati soprattutto all'alternanza tra luce e buio e deve adattarsi ai nuovi orari di sonno, risveglio e pasti.
Per alcune persone il passaggio può provocare temporaneamente sonnolenza, irritabilità e lievi variazioni dell'umore. Il neurologo Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, ha descritto il cambiamento come una sorta di «mini jet lag». Si tratta, nella maggior parte dei casi, di disturbi transitori, che tendono a risolversi nel giro di alcuni giorni.
Per affrontare meglio la transizione può essere utile mantenere orari regolari per il riposo, esporsi alla luce naturale durante il giorno e non stravolgere le proprie abitudini. Il passaggio autunnale, in ogni caso, è generalmente considerato meno impegnativo rispetto a quello primaverile, quando si perde un'ora di sonno.
Il risparmio energetico dell'ora legale
Il ritorno all'ora solare chiude anche il periodo in cui l'Italia ha potuto sfruttare più a lungo la luce naturale nelle ore serali. L'ora legale viene infatti introdotta per spostare in avanti le lancette e ridurre, almeno in parte, il ricorso all'illuminazione artificiale.
Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nel 2026 l'ora legale ha consentito un risparmio di circa 302 milioni di kilowattora, pari a un beneficio economico stimato in circa 80 milioni di euro. La riduzione dei consumi si traduce anche in minori emissioni di anidride carbonica.
Il bilancio storico conferma l'impatto del sistema: tra il 2004 e il 2025, secondo Terna, il minor consumo di elettricità ha superato i 12 miliardi di kilowattora, con un risparmio economico complessivo stimato in circa 2,3 miliardi di euro.
Ora legale permanente, il dibattito
Il cambio delle lancette riporta al centro una questione discussa da anni in Italia e in Europa: mantenere l'alternanza tra ora solare e ora legale oppure scegliere un unico orario per tutto l'anno.
Il Parlamento europeo aveva sostenuto nel 2019 la proposta di superare il cambio stagionale, dopo l'iniziativa presentata dalla Commissione europea l'anno precedente. Il percorso, tuttavia, si è fermato perché gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo sulle modalità di applicazione. Il nodo riguarda soprattutto il coordinamento tra i Paesi: scelte differenti potrebbero creare nuove disomogeneità negli orari, con ripercussioni sui trasporti e sulle attività economiche transfrontaliere.
Nel frattempo, in Italia è tornata d'attualità l'ipotesi di mantenere l'ora legale anche durante l'inverno, con l'obiettivo di sfruttare più luce nel tardo pomeriggio e ottenere ulteriori risparmi energetici. Si tratta però di uno scenario ancora da valutare, non di una decisione già adottata.
Sul tema esistono posizioni differenti. I sostenitori dell'ora legale permanente richiamano i possibili benefici sui consumi e la maggiore disponibilità di luce nelle ore serali. Chi guarda invece ai ritmi biologici sottolinea l'importanza di un orario più vicino a quello solare, soprattutto nei mesi invernali.
Per ora, dunque, non cambia nulla: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre le lancette torneranno indietro di un'ora.
Per l'eventuale abolizione del doppio cambio annuale serviranno ancora valutazioni e un accordo a livello europeo.