Protesta dei tir: 1.339 identificati e 71 denunciati. I sindaci di Bari e Napoli: rischio paralisi
I blocchi stradale degli autotrasportatori che protestano contro i mancati aiuti sul caro gasolio trovano come risposta il pugno di ferro del governo, mentre da alcune città del Sud oltre agli appelli a Salvini affinché incontri subito i camionisti, ci sono allarmi per il quadro generale con le difficoltà sia per penuria di alimenti nei supermercati sia sui servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico
Linea dura del governo sulla protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Il Viminale avvia una 'azione a tappeto' per identificare gli autori dei blocchi stradali, già 1.339 le persone iscritte nei registri della polizia, 71 i denunciati.
Il ministro Piantedosi ha scritto a prefetti e questori e chiesto la massima attenzione sulle 'infiltrazioni criminali'. Intanto, la protesta si allarga da Sud a Nord: mercati vuoti, imprese pronte a fermarsi, chiuso lo snodo autostradale tra A1 e A30 a Caserta Sud. Categorie in pressing sul governo.
«Abbiamo erogato i fondi, rimuovano i blocchi», risponde il ministero di Salvini. Lanciano l'allarme i sindaci di Napoli e Bari. «Città a rischio paralisi - dicono Manfredi e Leccese - Il governo convochi anche gli enti locali prima del 27».
"Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore", dichiarano in una nota congiunta Vito Leccese e Gaetano Manfredi.
"Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo - dicono - , ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti".
Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, "il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari - sottolineano Leccese e Manfredi - con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti.
Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano".
L'emergenza, sottolineano, "rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti". "Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali.
Comprendiamo - concludono - le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città".
A quanto si apprende, il ministero dell'Interno ha avviato un'azione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando "in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania".
Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, garantendo il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico.
In serata il ministro Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.