Il presidente pronto all’incontro di gennaio: «Sulla riserva all’erario non molleremo di una virgola»

Dellai prepara la battaglia sulle tasse

Il governatore anticipa le richieste a Monti: «Un confronto alla pari»


Robert Tosin


TRENTO. Dellai sta affilando le armi in vista dell'incontro di gennaio con il presidente del consiglio Mario Monti. «Non sarà una passeggiata», dice, pur avendo intuito, dalla lunga telefonata dell'altro giorno, che laggiù non troverà un muro, ma un interlocutore. «Parleremo da pari, istituzione di fronte a istituzione. Niente crisi di nervi, ma non molleremo di un millimetro sui principi». «Di certo incontreremo gente molto esigente», butta lì Dellai, tanto per usare un eufemismo. Le trasferte a Roma non sono la passione del presidente, perchè sa che la burocrazia centralista non afferra a pieno cosa sia l'autonomia. Ma il riconoscimento della necessità di una negoziazione con le regioni a statuto speciale viene letto in piazza Dante come un buon segno. Almeno con questo governo ci si può confrontare (anche se per dare il voto a Monti, Dellai aspetta la seconda parte della manovra, quella che colpisce i ricchi e avvia lo sviluppo). «Ci comporteremo come sempre: niente arroganza, nè ci stracceremo le vesti. Abbiamo una base di partenza solida e da lì noi vogliamo cominciare a discutere, dall'accordo di Milano. Pensate se non ci fosse, come faremmo a discutere di mantenere in Trentino i nove decimi delle tasse in questo momento? Ma quell'aspetto non si tocca perchè è già sancito». Se lo scudo è l'accordo di Milano, la spada sarà la controproposta. «Su alcuni aspetti non possiamo transigere. I principi base dell'autonomia non sono trattabili e su questo fronte non cederemo di un millimetro. Però siamo responsabili e sappiamo che dobbiamo fare la nostra parte. La faremo e discuteremo sulle modalità. Ecco, per esempio, la riserva all'erario andrà discussa nelle sue modalità. Non tutte le tasse possono essere sottoscritte a questa voce. Ne parleremo. E poi sarà l'occasione per accennare ai tanti temi che sono ancora aperti col governo». E qui si passa alla controproposta. Dellai sa, e lo dice tranquillamente, che non sarà questo il tavolo a definire tutte le questioni aperte, ma può essere il buon momento di esporle, nella convinzione che una buona autonomia può essere utile anche al Paese. Il nodo centrale, l'obiettivo principe da mettere nel merino è ora quello dell'attuazione del pacchetto fiscale che già l'accordo di Milano inquadra. «Sarebbe giusto - dice Dellai - che un Trentino che ha la responsabilità forte sulle proprie spese, avesse anche quella sugli introiti. Dovremmo arrivare a rovesciare l'attuale logica che vede lo Stato raccogliere le imposte in Trentino per poi girarci la nostra parte. L apiena attuazione della delega fiscale vorrebbe invece un Trentino che decide le proprie tasse, le raccoglie, le controlla e poi versa il docuto allo Stato. Ciò costituirebbe una grande risorsa di autonomia per il Trentino ma, non dimentichiamolo, anche una grossa responsabilità. E' il destino di una autonomia matura come la nostra». Non sarà una passeggiata, insiste Dellai, e non sarà per nulla scontato che si arrivi a questo. «Certamente non ora, magari in un prossimo futuro, ma la linea è tracciata e questa potrebbe essere l'occasione per affrontare il tema dell'autonomia in tutti i suoi aspetti, senza per questo venire meno ai nostri dovere nei confronti dello Stato. A Roma non troveremo un muro di gomma, e questo è positivo, ma sappiamo anche che dovremo negoziare con un interlocutore molto esigente. Niente isterismi, niente arroganza, ma responsabilità e un pizzico di fantasia istituzionale: in questo modo andremo a Roma a negoziare».

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