ALTO GARDA

«Funivia Riva-Molina? Turismo luna park»

«Funivia per la val di Ledro ? Il “riemergere” di un vecchio progetto già bocciato nel recente passato dalle Amministrazioni comunali interessate, non può che essere definito una follia ambientale: così Paolo Barbagli



Alto garda. «Funivia per la val di Ledro ? Il “riemergere” di un vecchio progetto già bocciato nel recente passato dalle Amministrazioni comunali interessate, ovvero l’idea di un collegamento funiviario tra Riva e la val di Ledro, passando per il crinale Pichea-Rocchetta, non può che essere definito una follia ambientale, oltre che un colpevole spreco di denaro pubblico in tempi di emergenza economica e sanitaria». Chi parla è Paolo Barbagli, medico e presidente dell’associazione ambientalista “Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro”. Interviene sul dibattito nato dall’ipotesi della giunta provinciale di creare un collegamento funiviario fra Riva e Molina, utilizzando le risorse economiche del Recovery Found.

«E a preoccupare, oltre l’idea in sé, sono soprattutto le prese di posizione apparse sulla stampa, dal sindaco di Riva Santi (“personalmente non sono contraria”) all’assessore di Ledro Roberto Sartori (“Abbiamo sempre appoggiato questa idea”) al presidente di Garda Trentino spa Marco Benedetti (“come proposta non la vedo male”) alla presidente Asat Petra Mayr (“idea bellissima”). Che la considerano, oltre che un’attrattiva turistica, una forma di mobilità alternativa e “green”. Noi non siamo di quest’avviso».

«In quanto alla mobilità alternativa, si parla di una durata del collegamento funiviario Riva-Molina di “soli” 23 minuti, quando qualsiasi navigatore prevede circa 15 minuti per lo stesso tragitto in auto: pertanto nessuna persona sana di mente sceglierà mai questo tipo di trasporto per spostamenti non ludici - sbotta Barbagli -. E anche l’attrattiva turistica, che indubbiamente c’è, si inscrive in una concezione “datata” di turismo “Luna Park”, dove la montagna è vista solo come un Parco dei divertimenti e non come rispetto e conoscenza progressiva di un luogo “altro”, dedicato a forme di vita che non sopportano vicinanze e promiscuità con gli umani. Si consideri che le zone da attraversare sono in gran parte aree “wilderness”, ossia allo stato naturale e incontaminato, con specie floro-faunistiche endemiche e rare, come per esempio il fiore di “Hypochoeris facchiniana”. Non a caso il crinale Pichea-Rocchetta è da molti anni Sci (“site of community importance”) e Sac (“special areas of conservation”), inscritto nella rete Natura 2000 come IT3120093, sia per le specie presenti solo in quest’area sia perché valico di interesse internazionale per molte specie migratorie». «Per non parlare delle enormi spese di realizzazione, manutenzione e gestione, nonché di tutti gli altri impatti ambientali “accessori”, come i parcheggi da prevedere alle stazioni di partenza e arrivo e il traffico in più da e per tali parcheggi. Ma per adesso ci fermiamo qui», conclude Barbagli.













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