Giovani agricoltori

Luca Gianera, quando la passione per la stalla diventa un lavoro

Vent’anni, di Tiarno di Sotto in val di Ledro, si è diplomato perito agrario e oggi lavora con il cugino nell’azienda zootecnica di famiglia: «Da quattro anni premiati per la qualità del nostro latte»


Carlo Bridi


TIARNO DI SOTTO. La storia che raccontiamo oggi è dimostrazione concreta che solo la passione per gli animali può far superare difficoltà enormi e contribuire a creare nuovi giovani allevatori professionalmente preparati ma anche con la giusta grinta per fare gli imprenditori agricoli. E’ questo sicuramente il caso del giovane del quale raccontiamo la storia questa settimana, Luca Gianera, appena vent’anni, che dopo le medie non ha avuto dubbi sulla scelta della scuola superiore: l’Istituto agrario di San Michele.

Dopo cinque anni, lo scorso luglio, si è diplomato perito agrario ed è subito entrato nell’azienda zootecnica gestita dal nonno fino a pochi anni orsono e poi dal cugino Sandro del quale è diventato coadiuvante a tempo pieno e con cui sta pensando di costituire una società agricola semplice. Solo la passione per gli animali lo ha portato a questa scelta, perché siamo in una zona dove parte dei prati stabili sono falciabili solo con la falciatrice a mano.

Il papà come prima professione fa il lavoro in fabbrica, ma prima di andare in fabbrica e al ritorno alla sera è sempre in stalla

anche lui a dare una mano. Lo scorso inverno Luca ha fatto anche il corso per la fecondazione artificiale ed è molto attento ad ogni opportunità di aggiornamento che si presenta.

Ad oggi non ha ancora presentato la domanda per il premio d’insediamento che dovrebbe ricevere con facilità in quanto l’azienda è in montagna, è zootecnica ed è biologica.

L’organizzazione aziendale

Siamo in presenza di un’azienda agricola di circa 40 ettari un quarto dei quali in proprietà ed i rimanenti in affitto. Metà di questi sono falciabili a macchina mentre per l’altra metà che si trovano in zone scoscese è necessario lo sfalcio con la falciatrice a mano. Su molti prati viene effettuata la trasemina, una tecnica per migliorare la cotica erbosa: “Questa tecnica ci permette di avere del foraggio di qualità molto migliore del tradizionale prato stabile. In questo modo riusciamo ad essere praticamente autosufficienti con il foraggio per tutti i nostri 50 capi. Di questi 25 sono vacche da latte e gli altri 25 sono tutti animali da rimonta. Le vacche sono quasi tutte di razza Bruna, solo due Pezzate nere. La stalla per le vacche da latte è ancora di quelle a posta fissa, mentre i capi in allevamento sono tutti a

stabulazione libera. Nonostante ciò, la produzione media capo a lattazione si aggira fra i 90 e i 95 quintali e la qualità è eccellente. “Sono quattro anni che la Latte Trento dove conferiamo il nostro latte, ci premia per l’alta qualità del nostro latte che ha mediamente 39,2° punti di qualità”, afferma soddisfatto Luca. “Tutto il nostro latte viene trasformato in Trentingrana e questo ci ha permesso di incassare con l’ultimo bilancio della cooperativa 0.83 euro a kg per il latte conferito. Certo, nulla viene per caso: il foraggio usato per l’alimentazione non può essere fasciato e conservato in palloni che riducono di molto i costi di raccolta.

Abbiamo dovuto dotare il nostro fienile di un impianto di essicazione in quanto le vacche da latte devono

essere alimentate solo con foraggio secco”.

I progetti futuri di Luca sono legati anche al premio d’insediamento e prevedono la ristrutturazione della

stalla per trasformare la parte delle vacche da stabulazione fissa a stabulazione libera e rendere anche più funzionale la struttura anche in funzione della mungitura. Ma assieme al cugino Sandro con il quale ha un’ottima intesa puntano anche ad ampliare la mandria della vacche da latte.

A vent’anni sono molti anche i sogni nel cassetto, ma “io ho le idee ben chiare su quello che sarà il mio futuro di allevatore”, precisa il giovane, che per integrare il reddito si occupa anche di manutenzione del verde sia per conto del Comune di Ledro che della Provincia.

Alla classica domanda se ha mai avuto dubbi sulla sua scelta che comporta molti sacrifici, “mai avuti dubbi – precisa Luca - anche se non è facile alzarsi ogni giorno alle 5 del mattino per andare in stalla”.

E il rapporto con l’ambiente? “Di grande rispetto, afferma Gianera, ma vorremmo che il turismo riconoscesse maggiormente il nostro impegno nel mantenere verde la nostra valle, ma non solo anche la montagna di Tremalzo dove da fine maggio a settembre portiamo i nostri capi da rimonta nella malga affittata dal Comune ad un’altitudine superiore ai 1600 metri”.

L’azienda è certificata biologica da diversi anni a riprova del grande rispetto dell’ambiente.

Luca è impegnato anche nel sociale con il movimento dei giovani allevatori che fa capo alla Federazione Allevatori e il suo hobby principale è quello di visitare le mostre della vacche non solo quelle della valle ma anche quelle di Trento in quanto a scuola ha imparato a fare le valutazioni morfologiche delle bovine.

A Tiarno è l’unico giovane allevatore, ma in valle ce ne sono altri 3 o 4 e con tutti, ma anche con gli ex compagni di scuola, Luca mantiene ottimi rapporti.













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