Podcast

Il Trentino nella Grande Guerra: La parola ai cannoni

Il giornale “Il Popolo” è il più chiaro di tutti e titola: la parola è al cannone. In tutte le città e in tutti i paesi viene esposto il manifesta imperiale con la dichiarazione di guerra. L’Europa si mobilità in vista della guerra che segnerà il Novecento.
EPISODIO 1 L'attentato di Sarajevo
EPISODIO 2 Tre colpi nel nome del nazionalismo
EPISODIO 3 La notizia di Sarajevo scuote anche Trento
EPISODIO 4 Lo spettro del conflitto
EPISODIO 5 L'ultimatum alla Serbia
EPISODIO 6 Il partito della guerra
EPISODIO 7 La guerra di espiazione
EPISODIO 8 Degasperi e Battisti seguono la crisi 
EPISODIO 9 Gli ultimi giorni di pace

EPISODIO 10 Mobilitazione in Europa
EPISODIO 11 Rullano i tamburi 
EPISODIO 12 Una selva di baionette

EPISODIO 13 L'ora della leva di massa
EPISODIO 14 Sul Danubio echeggiano i primi spari
EPISODIO 15 Tra fedeltà alla Triplice ed entusiasmo irredentista
EPISODIO 16 Cambia l’Europa, cambia il mondo



Il 28 giugno 1914 è il giorno che cambia la storia del mondo, d’Europa, d’Italia. Soprattutto è il giorno che cambia la storia del Trentino, allora Welschtirol e parte integrante della contea del Tirolo e quindi dell’impero austro-ungarico. Alle 10.30 di quella domenica, a Sarajevo, il nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip esplode due colpi di pistola contro Francesco Ferdinando, nipote di Francesco Giuseppe ed erede al trono, e la moglie Sofia.

È il casus belli che, in un crescendo di tensioni, porterà allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Sarà la Grande Guerra, che ripercorriamo grazie a questa nuova serie dei Suoni delle Pagine, il podcast curato da Mario Cagol. L’attore rilegge le pagine del libro “Il Trentino nella Grande Guerra”, scritto da Luigi Sardi ed edito da Curcu&Genovese.

Ma ecco la diciassettesima puntata del nuovo podcast di Mario Cagol:













Scuola & Ricerca

In primo piano

il caso

Il ministro Nordio: «Chico Forti, lavoriamo per il suo ritorno in Italia il prima possibile»

Il Guardasigilli: «Atteso traguardo di consentirgli di scontare la pena nel suo Paese e vicino suoi affetti» (nella foto Chico con lo zio Gianni Forti)

IL PRECEDENTE Nordio: "Gli Usa non dimenticano il caso Baraldini"
COMPLEANNO Chico Forti, 64 anni festeggiati in carcere: "Grazie a chi mi è vicino" 
IL FRATELLO DELLA VITTIMA Bradley Pike: "E' innocente"

CASO IN TV La storia di Chico in onda negli Usa sulla Cbs