la manifestazione

Sul Baldo con i palloncini per dire no alla croce di 18 metri di Papa Wojtyla

Domani, 12 settembre, la convocazione in quota per chi è contrario al progetto del comune di Malcesine di issare la croce astile più alta del mondo nelle vicinanza dell'arrivo della funivia 



MONTE BALDO. Una croce alta 18 metri, la croce astile più alta del mondo dedicata a Papa Giovanni Paolo II, sul monte Baldo, nelle vicinanze dell’arrivo della funivia di Malcesine, in località Tratto Spino.

A volerla, il Comune di Malcesine, a non volerla ambientalisti, il Cai di Verona, il Comitato amiche e amici del Baldo e tante persone “comuni”, molti anche trentini. Che si sono dati appuntamento domani (12 settembre) a partire dalle 13.

Una “convocazione” per dire no alla statua – che di fatto sarebbe una mostra permanente in quota – e per farlo “useranno” i palloncini.

Alle 15, infatti, saranno liberati verso il cielo palloncino con 18 metri di filo. Palloncini che arriveranno quindi all’altezza che sarebbe raggiunta dalla statua stessa.

«Sui prati di Tratto Spino per dire No al posizionamento della croce astile di 18 metri. Tuteliamo l'orto botanico d'Europa, patrimonio di cui siamo custodi ed invidiatoci da tutta Europa. Non svendiamolo al business di pochi». Così si legge nella convocazione.

Ma non c’è solo la protesta in quota.

“Vista l'intransigenza dell'Amministrazione e l'ostinazione della stessa nel perseguire nel progetto dell'installazione della croce (nuova e ulteriore cicatrice di cui il Baldo non ha alcun bisogno) e nonostante la contraddittorietà dell'iniziativa rispetto alla recente adesione alla candidatura del Baldo Patrimonio Unesco - cosa che potrebbe essere pregiudicata dalla realizzazione dell'"operazione croce" - il Comitato ha deciso di presentare istanza per l'indizione di un referendum consultivo”. Così il Comitato amiche e amici del monte Baldo.

L’opera, realizzata dalla scultore romano Andrea Trisciuzzi è alta 18 metri con un diametro da 1 metro e mezzo a un minimo di 60/80 centimetri ed è costituita da 6 pezzi in resina bronzata. 

Era stata commissionata direttamente dal pontefice per rendere omaggio alla città di Roma, ma alla fine non se ne fece nulla e la grande croce era finita nel dimenticatoio. Fu poi il presidente veronese dell’associazione “Totus Tuus” Mirko Zanini a recuperarla, acquistandola con l’intenzione iniziale (siamo nel 2017) di erigerla proprio sul monte baldo.

Una idea poi accantonata perche sembrava che l’opera dovesse a quando Cortina. Ma l’amministrazione comunale aveva declinato l’offerta.

E quindi è tornata in auge la “soluzione monte Baldo” in località Tratto Spino. E domani ci sarà la protesta.













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