Dillo al Trentino

«La raccomandata agli eredi? A casa la può ricevere chiunque, all’ufficio postale no»

La segnalazione: «A Mori una situazione senza delle vere spiegazioni, e senza alcun buonsenso». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

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MORI. Con le Poste è capitato un po’ a tutti di avere qualche problema. Se ai più fortunati si è trattato solo di una lunga coda all’ufficio postale per ricevere un pacco o una corrispondenza, in numerose zone del Trentino il problema è stato ben maggiore.

Stiamo parlando, in particolare, delle mancate consegne a casa delle raccomandate e dei conseguenti avvisi di giacenza, che alcuni postini lascerebbero già dopo pochi secondi. Ce ne siamo occupati in particolare per un caso record a Pergine Valsugana, per raccontare il caso di una raccomandata “fast” diventata una vera e propria odissea a Gardolo, e uno per raccontare una serie di disagi legati agli avvisi di giacenza in varie parti del Trentino. Ci aveva scritto anche l’ufficio stampa delle Poste per scusarsi di eventuali disservizi, chiarendo però che il servizio «si sta svolgendo con regolarità».

Il nuovo caso riguarda la zona di Mori, e in questo caso l’avviso di giacenza ha dato il là ad un caso particolare: la raccomandata indirizzata agli eredi di un uomo deceduto e il rifiuto di consegnare la missiva alla moglie dell’erede, nel frattempo all’estero per lavoro.

A scrivere una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it è stata Cristina che ha raccontato nel dettaglio quello che le è capitato nei giorni scorsi.

Scrive Cristina: «Buongiorno, vorrei segnalare l'ennesima inefficienza che riguarda le Poste, in questo caso a Mori.

A mio marito viene lasciato nella cassetta della posta un avviso di una raccomandata (notare che eravamo in casa, ma nessuno ha suonato) con le indicazioni dei giorni e orari per il ritiro e con la possibilità di delegare qualcuno al ritiro stesso presso l'ufficio postale di Mori.

Mio marito mi firma subito la delega e dopo qualche giorno (prendendo mezza giornata di ferie) l’altra mattina mi presento all'ufficio postale di Mori con la delega stessa e la carta d'identità originale di mio marito, nel frattempo partito per lavoro all'estero per qualche settimana (viaggia sempre con il passaporto).

La giovane impiegata dell'ufficio postale prende la raccomandata e un po’ titubante chiede alla direttrice.

Vengo informata che, nonostante la delega, non mi possono consegnare la raccomandata poiché è indirizzata a mio marito e agli eredi di mio suocero morto tre anni fa. Chiarisco che mio marito è l'unico erede rimasto ma la direttrice insiste che per una “fantomatica” legge la raccomandata può essere consegnata solo agli eredi. Chiedo cortesemente gli estremi di questa legge a cui dice di appellarsi, ma né la direttrice né l'impiegata li conoscono e non sono nemmeno in grado di dirmi dove reperirla o darmene copia.

Insisto dicendo anche che sull'avviso postato nella mia casetta è chiaramente indicato che la raccomandata può essere ritirata per delega e non c'è alcuna indicazione riguardante al ritiro solo da parte degli eredi e che quindi in questo modo viene doppiamente rafforzato la legalità del mio ritiro.

La direttrice scortesemente e in malo modo afferma “non possiamo mica scrivere tutto” e non riuscendo a dare alcuna giustificazione se ne va.

Mi domando: perché far perdere inutilmente tempo alle persone quando bastava eventualmente indicare le condizioni necessarie per il ritiro? E soprattutto: sarà poi vera “la storia” della legge citata dalla direttrice di cui però non sa fornire gli estremi visto che come da lei affermato in caso invece di consegnare diretta a domicilio della raccomandata viene consegnata a chiunque e non necessariamente ad uno degli eredi?

Quindi uno dei due metodi è “legalmente”" sbagliato: a domicilio si può consegnare una raccomandata a chiunque (senza alcuna delega), presso l'ufficio postale non viene consegnata nemmeno con delega e carta identità del delegante», conclude Cristina.

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