Dillo al Trentino

Poste, il record di Pergine: avviso di giacenza già dopo pochi secondi

Numerose le segnalazioni da Trento, Valsugana, Riva del Garda e persino da Verona: «Guardando l’ora, in casa c’era sempre qualcuno». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it oppure mandateci un messaggio in direct sulla nostra pagina Facebook

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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TRENTO. Premessa d’obbligo: le Poste sono un servizio strategico e fondamentale per tutti noi, così come i postini nella grandissima maggioranza dei casi sono dei lavoratori attenti alle esigenze dei clienti.

Detto questo, le lamentele per un servizio non più all’altezza degli anni scorsi si rincorrono in questi giorni su “Dillo al Trentino”, soprattutto per quanto riguarda il servizio di recapito della corrispondenza a domicilio.

Ce ne siamo già occupati con un paio di articoli, uno per raccontare il caso di una raccomandata “fast” diventata una vera e propria odissea a Gardolo, e uno per raccontare una serie di disagi legati agli avvisi di giacenza in varie parti del Trentino.

Anche in questo nuovo articolo pubblichiamo una serie di segnalazioni arrivate negli ultimi giorni alla mail dilloaltrentino@giornaletrentino.it partendo dal caso-record segnalato da Michele e che riguarda la consegna a Pergine Valsugana.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Scrive Michele: «Salve, scrivo da Pergine Valsugana, mi è capitato circa un mese fa che il postino ha citofonato per una raccomandata. Il tempo di alzarmi dalla sedia per rispondere che il postino era già andato via (visto dal videocitofono).

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Saranno trascorsi pochi secondi tra la bussata e la mia risposta. Ho dovuto passare 10 minuti al telefono con il servizio automatico per prenotare la riconsegna.

Al secondo tentativo dopo due giorni, appena citofonato mi precipito a rispondere, ci avrò messo al massimo 3 secondi, perché ero in attesa. Il postino stava già andando via e aveva già scritto sulla lettera che ero assente. L'ho fermato urlando dal citofono, roba da matti, era una raccomandata importante. Qui a Pergine molti si sono lamentati direttamente in posta, ma non è cambiato niente!», conclude Michele.

Da Trento arriva invece la segnalazione di Pierluigi: «Confermo le precedenti segnalazioni. Io abito in centro vicino all’ospedale San Camillo e più volte nel corso dell’ultimo anno ho trovato l’avviso di giacenza. Ma guardando poi l’ora della consegna, ho fatto presente alle poste centrali che eravamo in casa sia io che la moglie. Non non ho fatto una lamentela scritta conoscendo come vanno le cose», conclude Pierluigi.

Giorgio invece manda una segnalazione relativamente ad una consegna a Verona: «Buongiorno, ho inviato una raccomandata con avviso di ricevimento il 17 settembre, non ritirata, rispedita al mittente cioè a me, in data 23 ottobre e giacente dal 5 novembre a Verona. É scritto in rosso evidenziato: “Resa al mittente”. Ho chiesto allo sportello delle Poste vicino a casa: «”Resa” non vuol dire che Lei l’abbia ricevuta», mi è stato risposto. Ogni commento è davvero inutile», conclude Giorgio.

Infine Jessica da Riva del Garda: «Buongiorno, sono residente a Riva del Garda in un palazzo di famiglia dove tutti i campanelli hanno lo stesso cognome. Sebbene mio fratello, mia cognata ed io lavoriamo tutto il giorno per contro mia madre è in pensione ed è solita uscire presto a fare la spesa.

I postini solitamente passano tra mezzogiorno e le tredici ma sono anni che nessuno di loro prova a suonare: lasciano avviso nella cassetta delle lettere e in diverse occasioni nemmeno lì! La posta viene infilata alla bene e meglio sotto il portone, anche con la pioggia, alla portata di qualsiasi passante.

Per contro ad Arco, in località San Giorgio lungo la statale, non smontano nemmeno da scooter e la corrispondenza penzola fuori da una cassetta profonda ben 40 cm», conclude Jessica.

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