l’assemblea pubblica 

Via Palazzine, il rebus del traffico 

Usata come scorciatoia, è poco sicura e potrebbe essere chiusa



TRENTO. Difficilmente il destino di Via Palazzine a Gardolo, potrà accontentare tutte le parti in causa e l’unica soluzione possibile pare essere la chiusura definitiva della strada che è diventata una sorta di scorciatoia da e per la zona industriale di Spini. La situazione è alquanto complessa. Il Comune aveva adottato col parere favorevole dei residenti – 25 famiglie più le attività produttive – il provvedimento temporaneo del traffico consentito per fasce orarie. Scaduto il periodo di osservazione il provvedimento non è stato giudicato idoneo.

Nel frattempo la Provincia ha recapitato all’amministrazione comunale una lettera di responsabilizzazione per la mancata messa in sicurezza di Via Palazzine sulla quale potrebbe arrivare a breve anche un drastico provvedimento adottato dall’amministrazione ferroviaria per la chiusura definitiva al traffico del passaggio a livello. Passaggio a livello teatro dal 2016 ad oggi di cinque incidenti: dalle macchine bloccate sui binari all'abbattimento delle stanghe. Troppi per non essere considerata una realtà a rischio. Succede che essendo la carreggiata stretta, spesso vi siano macchine parcheggiate in divieto di sosta o furgoni fermi per lo scarico e carico merci che rallentano o bloccano il traffico. Una situazione che si ripercuote sui tempi di transito sul passaggio a livello. In questo contesto si inseriscono le richieste della popolazione che giovedì sera ha dato vita ad un’animata assemblea pubblica che non ha risparmiato nessuna figura istituzionale. Sotto accusa la polizia municipale per interventi troppo soft. La richiesta è stata quella di un maggior numero di multe per scoraggiare i tanti trasgressori. Rispedita al mittente l’ipotesi prospettata dal vice sindaco Biasioli di attuare un senso unico. La strada rischierebbe di trasformarsi in un tratto ad altissima velocità che metterebbe a rischio l’incolumità dei residenti. In più, specialmente i bambini e le biciclette, sarebbero costretti a percorrerla in contromano per evitare di dover accedere alla nazionale per raggiungere le proprie case. Il problema è anche quello che Via Palazzine è una strada di scorrimento sia per uscire il prima possibile dalla zona industriale di Spini evitando i blocchi stradali ai semafori ed il passaggio livello principale, ma anche per raggiungere più in fretta la zona produttiva di Lavis. Tra le ipotesi c’era quella – come ha ricordato Biasioli – di interrarne l’accesso all’altezza della rotonda della Bermax. Un intervento già finanziato, ma poi bloccato dai tagli introdotti dalla legge di stabilità. E qui la protesta si è innescata a causa del fatto che a Lavis in una situazione simile, l’interramento sia stato fatto: «Ma quelli sono i concittadini del presidente Rossi che ha privilegiato». Insomma una situazione complessa che a breve sarà oggetto di un provvedimento che non potrà accontentare di certo tutti. (d.p.)













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