Dopo la prova di forza, i sindacati mercoledì incontreranno l’assessore Dalmaso: «Vogliamo garanzie»

Trento: rivolta degli asili, sciopero a inizio dicembre

Tentativi di mediazione, ma non si esclude una mobilitazione ad oltranza


Jacopo Tomasi


TRENTO. Lo sciopero del personale delle scuole materne potrebbe essere proclamato per la prima settimana di dicembre. Tutto dipenderà dagli incontri dei prossimi giorni tra i sindacati e l'assessore provinciale Marta Dalmaso, ma al momento la spaccatura sembra difficile da sanare. Dopo l'assemblea sindacale che si è trasformata in manifestazione e ha portato in piazza Dante oltre 2 mila maestre, i sindacati sono più determinati che mai. Pretendono un progetto chiaro da parte dell'assessorato e i prossimi giorni saranno decisivi. Domani è in programma una segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil nella quale sarà fatto il punto della situazione, poi mercoledì ci sarà un incontro con l'assessore Dalmaso. Se in quell'occasione le posizioni resteranno distanti, lo sciopero sarà inevitabile. Come spiega Silvia Bertola (Uil): «Alla luce di una manifestazione così partecipata ci aspettiamo un atteggiamento diverso da parte dell'assessore. Deve capire che non siamo noi sindacati a fare allarmismo, ma l'allarme c'è ed è reale. Per questo, vogliamo le giuste garanzie. Se non ce le daranno, siamo pronti a proclamare lo sciopero, presumibilmente per la prima settimana di dicembre. E non è detto che sia di un giorno solo, potrebbe anche essere ad oltranza». Oltre ad un atteggiamento più costruttivo da parte dell'assessore Dalmaso, i sindacati si attendono fatti concreti. Sulla flessibilità, ad esempio, sono disposti a trattare, purché la regola resti quella attuale, due insegnanti per sezione e due ore di compresenza, smussando le rigidità per alcune eccezioni. «Altrimenti - continua Bertola - se facciamo sezioni con 40 bambini si stravolge il sistema e non si può più parlare di scuola dell'infanzia». E sarebbero a rischio un centinaio di posti di lavoro, altro punto inaccettabile per le sigle sindacali. Anche Stefania Galli (Cisl) è chiara: «Se l'amministrazione non ci presenta un progetto definito, andremo avanti con la mobilitazione, arrivando anche allo sciopero. Non possiamo basarci su dichiarazioni di intenti. In ogni caso, è scorretto che la giunta rigiri la frittata e faccia ricadere la colpa sui sindacati, dicendo che creiamo allarmismo e non vogliamo lo stipendio estivo per i precari. Non è così. Il fatto è che non possiamo accettare che questo aspetto, che chiediamo da anni, venga tirato fuori in questo modo come moneta di scambio per una flessibilità senza i necessari paletti che rischia di scardinare l'intero sistema».Infine Gloria Bertoldi (Cgil) non rinuncia alla battaglia, ma pare su posizioni più morbide: «Se la giunta dovesse congelare l'articolo 58, siamo pronti a congelare la nostra mobilitazione. L'importante è che ci sia la volontà di confrontarsi. Vogliamo mettere le mani su proposte concrete, valutarle, capire i margini che ci sono. Speriamo che i prossimi incontri possano essere positivi, se dovessero fallire ci attiveremo. Le maestre ci hanno dato mandato di tenere alta la guardia e lo sciopero sarebbe all'ordine del giorno».

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