Tariffa rifiuti, scattano i controlli

Rovereto, verifiche tra i dati dichiarati e quelli del catasto per colpire i "furbetti"



ROVERETO. Dal Comune assicurano che non sarà caccia all'evasore o al "furbetto" dell'immondizia. Di chi, tanto per intenderci, pur di pagare una tariffa più bassa dichiara una superficie minore del proprio appartamento. Ma ora chi non si è comportato da cittadino modello, come dovrebbero essere tutti, sappia che arriveranno i controlli. Controlli che saranno effettuati comparando la dichiarazione con quanto risulta effettivamente al catasto.

E così chi ha sgarrato non solo si ritroverà con una tassa maggiore, ma probabilmente dovrà anche pagare gli arretrati. «Più che soppressione - si affretta a precisare l'assessore Beppe Bertolini che ha deciso di dare il via agli accertamenti - vorrei parlare di prevenzione. La nostra indagine mira a verificare la rispondenza dei dati anche per mettere ordine nel settore e avere a disposizione degli uffici comunali una banca dati aggiornata». La proposta di Bertolini è passata in commissione bilancio presieduta da Gianluca Merlo che ha dato il via libera agli accertamenti che saranno effettuati da Trentino riscossioni.

Cosa succederà, dunque? Che verranno presi in rassegna i dati di tutti i cinque comuni catastali di Rovereto partendo da quello di Marco per poi passare a tutte le altre zone della città. Gli "007" di Trentino riscossioni dovranno verificare se c'è rispondenza tra quanto dichiarato in Comune in termini di metri quadrati per il calcolo della tariffa dei rifiuti (ora Tia, tariffa igiene ambientale) e quanto invece risulta dalle mappe catastali. E se i dati della superficie dell'abitazione non dovessero corrispondere, che succede? «Se c'è una discrepanza minima, diciamo nell'ordine del 5-10 per cento, non succede nulla. Se invece si dovesse riscontrare una differenza maggiore tra quanto dichiarato e quanto accertato - spiega l'assessore Bertolini - il cittadino verrà chiamato nelle sedi delle circoscrizioni per fornire chiarimenti».

«Non vorrei che passasse il messaggio che si vuole dare la caccia all'evasore - precisa Merlo - Non si deve sempre pensare che il cittadino voglia in qualche modo "fregare" l'amministrazione pubblica. Qualcuno può aver sbagliato la dichiarazione in buona fede, oppure che i dati del catasto non sono corretti». «Non ci aspettiamo - aggiunge Bertolini - di scovare chissà quanti evasori. Anche perché esperienza insegna che le dichiarazioni sono nella stragrande maggioranza fedeli». Se poi, sulla base degli accertamenti, qualche soldo in più entrasse nelle casse comunali, non farebbe poi così male visti i tempi che corrono...













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