«Serena, eri una ragazza speciale» 

Il dolore per la morte della 25enne. La famiglia chiede di ricordarla così: «Non portate fiori, ma aiutate le comunità di recupero» Il ricorso commosso dell’AquiLab: «Un’ottima compagna di squadra». Intanto i carabinieri sono al lavoro per ricostruire le sue ultime ore di vita



Trento. C’è lo sgomento per quello che è successo, per la giovane vita strappata. E c’è l’affetto di chi con Serena aveva fatto un (troppo breve) percorso di vita. Commozione e ricordi che si mescolano dopo la morte di Serena Pedergnana, trovata senza vita in una macchina in via Paolo Orsi. Una vita piena di scalini quella della 25enne della val di Rabbi, ma questo non fa dimenticare, a chi le ha voluto bene, quello che Serena è stata capace di dare. Un affetto che si sta riversando sulla famiglia della ragazza, dilaniata dal dolore ma pronta a pensare agli altri. Per il funerale (che non è stato ancora fissato) i suoi cari hanno chiesto di non portare dei fiori ma, chi lo vorrà, potrà aderire ad una raccolta fondi in favore delle comunità di recupero.

«Ciao, dolce ragazza, fai buon viaggio» è il messaggio lasciato su Facebook di Patrizia. Marisa scrive «Un caro saluto Serena io ho avuto il piacere di conoscerti, eri una ragazza speciale dolce e sensibile e molto intelligente riposa in pace rimarrai nei miei pensieri». Un dolce ricordo personale è quello che viene espresso con le parole da Isobel: «Serena ti ricorderò sempre seduta per terra davanti alla finestra a tagliare il lino .... riposa in pace piccolina». E ancora Gabriella «Ciao Sere....riposa in pace...sicuramente sia già nell'abbraccio di Dio». E ci sono anche le parole dell’ AquiLab - Aquila Basket For No Profit: «Sei stata un'ottima compagna di squadra, Serena. Ogni sabato mattina in palestra regalavi agli altri il tuo entusiasmo di fare basket, di fare squadra, di darsi una mano per migliorare. Sei stata una presenza importante e preziosa per ogni giocatore di "Everybody needs some basket". Rimarrai sempre nei nostri ricordi con il tuo sorriso e la tua passione contagiosa per lo sport».

Intanto proseguono degli accertamenti sui fatti da parte dei carabinieri della Compagnia di Trento. Si lavora per ricostruire le ultime ore di vita della ragazza per chiarire ogni dubbio su una morte sulla quale aleggia il sospetto dell’overdose. Ad indicare questa strada, la siringa che è stata trovata nella macchina che Serena e il suo compagno avevano trasformato nella loro casa. Ed è stato il compagno a dare l’allarme quando, poco prima del mezzogiorno di lunedì, si è accorto che il sonno della 25enne non era naturale. Lui si era svegliato poco prima e aveva lasciato lei sul sedile posteriore. Pensava dormisse, non voleva svegliarla. Si sarebbe quindi messo al volante della Mercedes Classe A per raggiungere il Serd, in Bolghera. In via Paolo Orsi, a pochi passi dall’ingresso del pronto soccorso, si è reso conto che Serena non stava dormendo. Ha immediatamente fermato la macchina e ha chiesto aiuto chiamando il 112. In un attimo accanto a lui c’erano i sanitari di Trentino Emergenza e i carabinieri. Massima solidarietà alla famiglia di Serena arriva (fatto inusuale) anche dai consiglieri comunali e circoscrizionali della Lega di Trento. «Una morte tragica che non deve essere dimenticata» scrivono.













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