Schianto con la moto, muore un diciottenne trentino

Tragedia a Commezzadura: Massimo Albasini tradito da un sorpasso, è finito contro un'auto che svoltava a sinistra a pochi passi dal bar Bucaneve, sulla statale della Val di Sole



COMMEZZADURA. Forse non aveva visto la macchina che svoltava a sinistra quando ha iniziato la manovra di sorpasso con la sua moto e poi non c’è più stata alcuna possibilità di frenare. È morto così, in un incidente sulla statale della val di Sole, a pochi passi dal bar Bucaneve di Commezzadura, Massimo Albasini. Aveva 18 anni.
 La maggiore età l’aveva festeggiata da pochissimo, il primo maggio nella casa di Dimaro assieme alla famiglia e agli amici.
 Lo scontro mortale, verso le 14.30. In base ad una prima ricostruzione, Massimo stava percorrendo la statale quando, all’altezza del bivio per Mestriago, ha trovato la morte. Pare che il ragazzo stesse facendo un sorpasso e probabilmente non aveva visto che un’auto stava, invece, girando verso il parcheggio di un bar. Lo scontro è stato invitabile e violento. L’allarme è stato dato immediatamente e la centrale di Trentino Emergenza, vista la gravità di quanto successo, ha mandato in val di Sole il medico rianimatore con l’elisoccorso. Una corsa contro il tempo che si è rivelata, purtroppo, inutile. I traumi di Massimo Albasini erano troppo gravi e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. A prestare i primi soccorsi anche i vigili del fuoco. In molti conoscevano Massimo (o Ciri come lo chiamavano alcuni amici) che da anni faceva parte degli allievi dei pompieri di Dimaro. Proprio oggi sarebbe stato nominato vigile del fuoco volontario effettivo visto che aveva compiuto di 18 anni. Un traguardo importante per Massimo che, come nelle altre cose della sua giovane vita, anche nel suo impegno con i pompieri ci metteva l’anima. La sua morte ha gettato la comunità di Dimaro nella tragedia. Tutti lo conoscevano, e ieri pomeriggio è stato anche deciso di spostare ad un altro momento il saggio finale delle piccole artiste del Centro Danza. Impossibile portare avanti la manifestazione quando, a soli venti metri di distanza dal teatro, la comunità, raccolta nella camera mortuaria, piangeva Massimo.













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