Rinnovato il Voto alla Madonna fatto per difendersi dal colera  

La celebrazione. A Torcegno e Ronchi santificata la tradizione iniziata nel 1836 per ottenere la grazia di preservarsi dall’epidemia. La cerimonia s’è svolta senza processione nel prato davanti alla chiesetta ai piedi di Monte San Pietro 


MARIKA CAUMO


Torcegno. Domenica scorsa alle 10 le parrocchia di Torcegno e Ronchi si sono date appuntamento alla cappella di Maria Ausiliatrice per il rinnovo del voto.

«La Madonna ha fatto ancora una volta un miracolo. Proprio il giorno del 24 maggio, la prima domenica in cui apriamo la porta delle chiese», ha introdotto il presidente del comitato parrocchiale, Giulio Nervo, ringraziando alpini, vigili del fuoco e volontari che hanno predisposto l’area esterna attorno alla chiesetta ed il prato vicino in modo da permettere la celebrazione della messa e il successivo deflusso in sicurezza e senza creare assembramenti.

Don Renato ha ripercorso la storia, ricordando che nell’estate 1836 onde ottenere la grazia della preservazione dal morbo colera, le comunità di Torcegno e Ronchi fecero il voto di erigere la cappella ad onore di Maria Santissima, ai piedi del monte San Pietro. Con il 25 settembre si diede principio a raccogliere le offerte private ed il 23 maggio 1841 fu benedetta e collocata la prima pietra. La benedizione il 15 settembre 1844 mentre il 16 maggio 1847 fu benedetto il quadro dell’Ausiliatrice. Anche la data, il 24 maggio, deriva da un voto: nell’agosto 1914 molti parrocchiani per assicurarsi la protezione di Maria dalla guerra fecero voto di andare annualmente il 24 maggio in processione alla cappella.

«Ci affidiamo alla scienza ed alla medicina, ma anche alla fede: ringraziamo Maria Ausiliatrice che ci ha risparmiato dal Coronavirus: in Valsugana abbiamo avuto pochi morti e contagi», ha aggiunto don Renato.

Quest’anno per motivi di sicurezza non è stato possibile fare la processione ma la cerimonia si è svolta direttamente alla chiesetta. Ogni persona ha potuto prendere posto sulle sedie, posizionate a distanza, con la comunione che è stata portata da sacerdote e ministri a coloro che, rimanendo al proprio posto ed alzandosi in piedi, manifestavano il desiderio di riceverla. Uno sforzo apprezzato da molti fedeli arrivati anche da altri paesi, che dopo quasi tre mesi hanno potuto assistere fisicamente alla celebrazione ed hanno potuto sentirsi finalmente comunità. Ma anche dalle persone che, anche da Brasile, Argentina e diverse regioni italiane, hanno seguito on-line la messa, grazie alla diretta facebook trasmessa sulla pagina della Parrocchia di Torcegno e dall’Oratorio Don Bosco di Telve.













Scuola & Ricerca

In primo piano