Precipita per 25 metri muore sul Sass Pordoi 

Armando Speccher, 52 anni di Pergine, ha perso un appiglio sulla via Dibona La tragedia ieri pomeriggio davanti agli occhi dell’amico Pino, sotto choc 


di Mara Deimichei


TRENTO. Un alpinista esperto che viveva la montagna in tutte le sue dimensioni. Un appassionato di arrampicata che ieri si era regalato, con un amico, una giornata per affrontare la via Dibona, sul Sass Pordoi. E sul Sass Pordoi ieri pomeriggio Armando Speccher, 52enne di Pergine, ha trovato la morte. Un volo nel vuoto di 25 metri, quando era arrivato al penultimo tiro della prima parte della salita. Un volo mortale: quando i soccorritori sono arrivati, per lui non c’era più nulla da fare. Troppo importanti i traumi, la morte è stata istantanea. Sotto choc l’amico Pino che era con lui. È riuscito a dare l’allarme, a spiegare ai soccorritori la zona dell’intervento, ma era molto provato: aveva visto il suo compagno, il suo amico cadere nel vuoto e non aveva potuto fare nulla per evitare la tragedia. È stato preso in cura dai soccorritori che lo hanno portato per accertamenti al pronto soccorso. Fisicamente sta bene, ma è profondamente prostrato.

L’incidente è avvenuto pochi minuti prima delle 17. Armando Speccher stava affrontando come capocordata il penultimo tiro della via quando ha probabilmente perso l’appiglio ed è precipitato per oltre venti metri. L’allarme al numero unico per le emergenze 112 è stato lanciato dal compagno di cordata verso le 16.55. Il coordinatore dell’area operativa Trentino settentrionale ha chiesto il supporto dell’elicottero. Ad intervenire è stato l’Aiut Alpin Dolomites. In una prima rotazione è stato recuperato con il verricello il compagno in stato di choc e in un secondo momento si è proceduto con il recupero della salma. Salma che poi è stata portata alla camera mortuaria di Canazei. Forse oggi il ritorno del corpo di Speccher a Pergine.

L’uomo, che lavorava nel settore delle cave, era originario di Montagnaga di Pinè e da tempo viveva a Pergine con la moglie Roberta. Per Armando la montagna aveva una parte importante nella sua vita come testimoniano anche le tante foto raccolte dall’uomo negli album del suo profilo Facebook. Una montagna che aveva vissuto anche da soccorritore. Nel 1997 aveva superato il corso per istruttore speleologico e per anni era stato una delle colonne del soccorso alpino di Lavis. Un uomo, quindi, che era abituato ad intervenire in aiuto degli altri e che sapeva vedere con occhio attento ed allenato le insidie della montagna.

Ieri mattina era partito da Pergine assieme all’amico Pino. Avevano come meta il Sass Pordoi, la via Dibona. Si tratta di una via con gradi di difficoltà fra il terzo e il quarto grado. Ecco, ieri i due la parte più impegnativa l’avevano superata. Ancora una novantina di metri e sarebbero stati fuori. Invece il destino ha aspettato Armando Speccher al penultimo tiro. Su cosa sia successo non ci sono ancora delle certezze. Qualche indicazione forse potrà arrivare dall’amico che ieri non era in grado di rispondere alle domande di chi è intervenuto in soccorso. L’ipotesi più probabile è che Speccher abbia perso improvvisamente l’appiglio cadendo del vuoto. Un volo di oltre 20 metri finito sulla dura roccia che è stato fatale. Vista la dinamica dell’incidente non c’erano speranze per far tornare a battere il cuore dell’uomo, ma i soccorritori sono arrivati in pochissimi minuti sul luogo dell’incidente. E al medico rianimatore non è rimasto altro da fare se non constatare il decesso di Armando che ha trovato la morte fra le montagne che tanto amava. Il suo corpo è stato quindi caricato sul velivolo dell’Aiut Aplin e portato a Canazei, nella camera mortuaria. La notizia in pochi minuti è arrivata ai famigliari e agli amici dell’uomo che si sono stretti in un forte abbraccio davanti alla tragedia che si è compiuta sul Sass Pordoi.

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