Per Piero Setti l’abbraccio di colleghi e amici

Cerimonia laica al cimitero di San Marco per l’insegnante scomparso nei giorni scorsi: semplicità e commozione


di Paolo Trentini


ROVERETO. Una cerimonia molto semplice e veloce, ma comunque molto toccante. Non sono mancati i momenti di commozione quando gli amici di sempre hanno ripercorso alcune tappe della vita di Piero Setti, scomparso nei giorni scorsi causa un tumore che lo ha consumato. Davanti la teca del povero Piero, in prima fila i parenti e gli amici più stretti, poco più in là i professori, gli assessori Giovanna Sirotti e Giulia Robol. E poi gli studenti. Tanti, molti quelli stretti attorno ai due figli Valeria e Francesco, al punto da riempire lo spazio tra la camera ardente e l'entrata del cimitero di S.Marco. Tutti con sneakers d'ordinanza, t-shirt colorate e occhiali da sole per nascondere gli occhi gonfi. Tra loro anche chi studente o professore magari non lo è più da un pezzo ma ha comunque voluto salutare per l'ultima volta il collega o il professore. C'era Agostino Petrillo, l'amico di una vita che con lui ha condiviso gli anni sui banchi dell'università, c'era Domenico giunto da Avellino per ricordare l'amico di riferimento, sempre nel cuore nonostante la lontananza, l'amico Mauro Nardelli rimastogli accanto fino all'ultimo, e l'artista Gianni Dalbosco che con Setti ha condiviso molte esperienze: «Piero - spiega Dalbosco - ha sempre mantenuto un atteggiamento volutamente sotto le righe, svolgendo ricerche e lezioni con grande rigore, dimostrando conoscenza della materia e la giusta dose di ironia. I suoi consigli e suggerimenti sono stati preziosi, sapeva indicarmi le diverse soluzioni con delicatezza senza mai voler imporre la sua volontà. Il ricordo più vivo è quello dell'incontro a Milano con Fausto Melotti. Dopo aver visitato lo studio, Melotti ci invitò nella sua officina,in un cortile, per farci vedere l'ultima opera su cui stava lavorando:una scultura filiforme e quasi immateriale. Fu un momento magico». L'architetto Giovanni Marzari ha ricordato il Piero Setti delle superiori e all'università: «La delicatezza con cui si avvicinava alle cose era proverbiale: il suo carattere spiazzava e smorzava molte nostre velleità. non si defilava nemmeno sulle questioni difficili, aveva un approccio indiretto, ma più efficace».













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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle