Monte Nock, la Stua resta chiusa

Il gestore del locale alla partenza della stazione sciistica della Mendola è in cerca di un sostituto


di Giacomo Eccher


RUFFRE' MENDOLA. Manca un mese all'inizio della stagione sciistica al Monte Nock, ma c'è l'incognita “La Stua”, il bar ristorante chiuso alla stazione di partenza dell'impianto. L'apertura del locale, infatti, è fondamentale per il funzionamento della stazione sciistica, una delle 3 che da un paio d'anni (con la Predaia e la Mendola Campi da Golf) sono confluite sotto l'unica ala gestionale della Altipiani val di Non, società controllata, con una maggioranza del 80%, dai 16 comuni della sinistra Noce, da Vigo di Ton alla Mendola.

«L'intenzione di aprire c'è ma per problemi di salute non me la sento, ed a questo punto sono disponibile ad affittare il locale per la stagione invernale o per un anno per non creare difficoltà all'impianto», risponde la titolare Anita Oberarzbacher che è qui ininterrottamente da 8 anni.

Questaa stagione invernale sarà la prima dopo la ricapitalizzazione della Altipiano Val di Non grazie a due importanti operazioni immobiliari, concluse nel dicembre 2012 con la cessione alla Patrimonio Trentino della Roén Stube, alla Mendola, e la vendita del Solarium Predaia perfezionata nello scorso mese di marzo all'imprenditore di Coredo, Lino Rizzardi. Operazioni che hanno sostanzialmente alleggerito la situazione debitoria della Altipiani Val di Non spa facendole incassare complessivamente poco più di 1,5 milioni di euro di cui 750.000 per il Solarium Predaia (dal privato) e 768.000 euro per la Roén Stube, accordo quest’ultimo che però continuerà a gravare sul bilancio sociale per circa 40.000 euro annui per i prossimi esercizi in base all'accordo sottoscritto con la Patrimonio Trentino. Da presso il Monte Nock, impianto realizzato una quindicina fa, si trovano 2 piste, una nera e una rossa, e sono raggiungibili attraverso una seggiovia biposto. Entrambe le piste sono illuminate permettendo di sciare anche in notturna. Per partire serve però riaprire la Stua. «Spero che la Altipiani Val di Non mi dia una mano per trovare una gestione, ma in prospettiva voglio cedere l'attività», conclude la signora Oberarzbacher.













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