Manovra, 2mila emendamenti del M5s

Trento. Una strana situazione tra le opposizioni in Provincia: tutti d’accordo per evitare in Consiglio il bis del muro contro muro dell’estate scorsa con il centrodestra. E di portare invece in aula...



Trento. Una strana situazione tra le opposizioni in Provincia: tutti d’accordo per evitare in Consiglio il bis del muro contro muro dell’estate scorsa con il centrodestra. E di portare invece in aula pochi emendamenti, puntando su ordini del giorno che potessero incidere sulla qualità della manovra dell’esecutivo Fugatti: «Ma noi ci eravamo mossi in anticipo e ne avevamo preparati molti prima della riunione delle opposizioni. Una volta preparati dai nostri collaboratori non è che li potevamo gettare via» si giustifica, con aria furba, il capogruppo del M5s Filippo Degasperi, visto che lui ed il suo collega di gruppo Alex Marini ne hanno presentato mille a testa su un totale di 2300.

Non hanno carattere ostruzionistico i 67 emendamenti proposti da Paolo Ghezzi e Lucia Coppola di Futura, i 50 provenienti dal Pd, i 30 del Patt e i 13 di De Godenz dell’UpT. I rimanenti sono riconducibili a consiglieri di maggioranza e alla giunta. Come avevamo anticipato ieri Pd e Futura concentreranno i propri sforzi contro le nuove regole Itea che farebbero perdere l’appartamento ai famigliari di un condannato e sulle aliquote Irpef che non tutelerebbero in modo sufficiente le categorie più deboli.

I capigruppo hanno poi scelto di quali disegni di legge della giunta e del Consiglio dovrà occuparsi l’Aula nei primi 5 mesi del 2020. Torna a metà gennaio il disegno di legge dell’assessora Zanotelli che era stato sospeso nella primavere scorsa. Anticipato invece a marzo, su richiesta dell’esecutivo, l’esame finale della riforma della legge 6 del 1999 riguardante gli incentivi alle imprese (la “legge unica sull’economia”). Slittano quindi in aprile il ddl di Tonina sull’energia e in maggio la riforma della promozione turistica di Failoni.















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