«In Trentino svolta biologica» Ora si attende l’ok al quesito 

Trento. Un colpo simile, era già stato tentato in val venosta, nel lontano 2014. volevano promuovere un referendum per vietare i pesticidi, ma non si può vietare la libera iniziativa degli...



Trento. Un colpo simile, era già stato tentato in val venosta, nel lontano 2014. volevano promuovere un referendum per vietare i pesticidi, ma non si può vietare la libera iniziativa degli agricoltori e hanno fatto talmente tanti ricorsi da averlo bloccato.

Ora, per far diventare il trentino «un bio-distretto», vale a dire, per mettere far partire una serie di leggi che favoriscano (e diano fondi) all’agricoltura biologica, hanno pensato al referendum propositivo.

E ieri mattina, poco dopo le undici, all’hotel america di via torre verde, il gruppo dei promotori ha presentato il quesito. ora in provincia devono decidere se respingerlo, ammetterlo, o ammetterlo modificandolo. e in caso di via libera, da inizio settembre e entro 90 giorni dovranno raccogliere ottomila firme.

I promotori sono un gruppo di una ventina di persone bene o male legati al mondo dell’ambientalismo - commossi, ricordano alexander langer. «ma il nostro non è un referendum di tipo ambientalista» dicono, e in effetti, alcuni settori degli agricoltori trentini sostengono da tempo che la nostra provincia, così montuosa, non potrà mai competere con la pianura padana e farebbe bene a piazzarsi sulla nicchia del biologico e della qualità. l’iter del referendum è in realtà irta di ostacoli: una volta vintolo, la legge dovrebbe comunque farla la giunta. ma qui sono consapevoli che insomma, se si vuole salvare il pianeta, da qualche parte, bisogna pur iniziare . «Altrimenti - dice qualcuno - siamo tutti fritti».













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