Gioco d’azzardo, la piaga si allarga

Nel solo mese di giugno i trentini hanno speso 7 milioni di euro in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso


di Silvia Siano


TRENTO. Sale la febbre del gioco d’azzardo. Secondo i dati dell’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, nel solo mese di giugno i trentini hanno speso 58 milioni di euro, contro i 51 milioni di giugno del 2011. Sette milioni di euro in più a dimostrazione che il fenomeno, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’appello online del Trentino affinché l’amministrazione locale prenda una posizione più dura riguardo al gioco d’azzardo, è tutt’altro che arginato. E che anzi vanno intensificate le politiche locali per evitare che la piaga sociale si estende ancor più a macchia d’olio.

Gli introiti maggiori per lo Stato arrivano dalle slot machines - i trentini a giugno di quest’anno, hanno speso circa 38milioni di euro - seguite dai giochi di abilità a distanza, nove milioni di euro e dalle lotterie (sei milioni di euro).

A gennaio di quest’anno invece i trentini hanno speso 74 milioni di euro (cinquanta milioni per gli apparecchi, 10 per i giochi di abilità a distanza e otto circa per le lotterie).

I numeri non sono confortanti: a gennaio dello scorso anno, ad esempio sono stati spesi 49 milioni di euro, 33,5 milioni di euro alle slot, 5,5 alla lotteria, 2,5 al lotto e due milioni per gli “Skill game”. Dama, scacchi, bridge e poker online: ecco gli skill games, i giochi di abilità online hanno avuto una escalation impressionante nel giro di un anno. Se a febbraio del 2011 i trentini hanno speso 1,5 milioni di euro e a marzo 1,6 milioni di euro, a febbraio di quest’anno hanno sprecato 8 milioni di euro e a marzo 9,2 milioni di euro. A gennaio e a maggio di quest’anno, invece, hanno toccato il record con dieci milioni di euro.

Gennaio, marzo e giugno 2012 sono stati i mesi nei quali i trentini si sono dati alla pazza gioia, spendendo rispettivamente 74 milioni di euro, 66 milioni di euro, 63,5 milioni di euro. Confrontando i dati dello scorso anno, c’è un abisso: a gennaio dello scorso anno lo stato ha percepito 49 milioni di euro, a marzo 55,5 milioni di euro, a giugno 51 milioni di euro.

Un’impennata ha avuto anche il gioco alle slot: 41 milioni di euro spesi a maggio di quest’anno, quaranta milioni ad aprile, 43,3 milioni di euro a marzo, 41 milioni di euro a febbraio, 50 milioni di euro a gennaio. Parecchie le differenze rispetto agli stessi periodi del 2011: a maggio, alle slot, sono state spesi 37,5 milioni di euro, 36,7 milioni di euro ad aprile, 39,15 milioni di euro a marzo, 34,15 milioni di euro a febbraio, 33,5 milioni di euro a gennaio.

Confortanti non sono nemmeno i numeri delle giocate della seconda parte dell’anno scorso. A luglio, i trentini hanno speso 54 milioni di euro (37,5 milioni per le slot, 6,2 milioni per le lotterie, 3,4 milioni per gli skill games), ad agosto 59 milioni di euro (36 milioni di euro per le slot, 7,1 milioni di euro per le lotterie, 9 milioni di euro per i giochi online). A settembre l’introito è stato pari a 58,5 milioni di euro (36,5 milioni di euro alle macchinette, 6,5 milioni alle lotterie, otto agli skill games), ad ottobre pari a 59,5 milioni di euro (38,5 milioni di euro per le slot, 5,75 milioni di euro per le macchinette, otto milioni per gli skill games), a novembre pari a 60,5 milioni di euro (38,5 milioni di euro per le slot, 6,15 per le lotterie, 9,35 per gli skill games).

Stabile invece l’introito derivante dal lotto e dalle lotterie: a gennaio dello scorso anno complessivamente, i trentini hanno giocato otto milioni di euro, a febbraio 8,85 milioni, a marzo 9,8 milioni, ad aprile 8,4 milioni, a maggio 8,5 milioni, a giugno 8,5 milioni .

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