Furti al Circolo Vela Arco, condanne per 4 anni e mezzo 

Marco Giuliani (2 anni e mezzo) e Alexandru Dinu (2 anni) sono stati condannati con rito abbreviato. Erano i vigilantes pagati per controllare la sede derubata



ARCO. Sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e mezzo e due anni di reclusione Marco Giuliani, arcense di 38 anni, e Alexandru Vasile Dinu, cittadino moldavo di 44 anni, i due vigilantes responsabili dei furti al Circolo vela Arco lo scorso giugno. I due hanno chiuso ieri la vicenda giudiziaria con rito abbreviato di fronte al Gup Riccardo Dies.

L’indagine, portata avanti dai carabinieri della stazione di Arco, aveva suscitato un certo clamore, in quanto i due condannati ieri per i furti al Circolo erano le stesse persone pagate da una società di Modena proprio per vigilare sulla struttura.

Tutto è cominciato il 4 giugno, quando il presidente del Circolo Vela Arco, Luca Nardelli, si era presentato dai carabinieri denunciando una serie di furti, risalenti ai giorni precedenti. Dagli uffici del Circolo erano spariti 300 euro in contanti e un bancomat con relativo codice con il quale erano stati prelevati in giorni diversi (nella filiale della Rurale di via Matteotti a Torbole) 3000 euro in contanti in trance da 750, il massimo consentito. Dettaglio non irrilevante, il ladro aveva avuto la malizia di utilizzare per il prelievo la funzione “estero”, così da posticipare l’addebito di 3-4 giorni. Da subito i carabinieri avevano chiesto informazioni ai cinque vigilantes che operano lungo la fascia lago, anche perché il Circolo è il più frequentato di notte, visto che è dotato di macchinette per il caffè. Tra i vigilantes c’era appunto anche Giuliani, che aveva un ruolo di coordinatore e che era anche in possesso della tessera magnetica per accedere al Circolo. La svolta è arrivata poche ore dopo, quando i militari sono entrati in possesso di tutte le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Da queste si vedeva che i ladri erano entrati in azione anche fra il 4 e il 5 giugno, alle 5 del mattino, trovando però la tapparella utilizzata nei giorni precedenti, sbarrata. Accorgimento preso dal personale dopo i primi furti. Un uomo travisato (che si è poi scoperto essere Giuliani) aveva così scelto un’altra finestra per entrare negli uffici, passando tra due container che non sono ripresi dalle telecamere. Ed è qui che c’è stato “l’errore”. Non riuscendo a forzare la finestra, Giuliani si era fatto aiutare da una seconda persona che per un attimo è stata inquadrata dalle telecamere: era un uomo che indossava la divisa da vigilantes. Non è poi stato difficile, per i carabinieri risalire al cittadino moldavo. Il controllo delle telecamere del bancomat aveva poi consentito di incastrare Giuliani: da un’immagine si notava sulla mano sinistra un anello all’anulare e vicino un tatuaggio, lo stesso che ha il trentottenne.













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