Ciccolini confessa l’omicidio: «Sì, l’ho uccisa io»

Delitto di Campiglio, l’avvocato di Verona accusato di omicidio volontario premeditato. Ha strangolato e accoltellato Lucia Bellucci dopo una cena al ristorante Mezzosoldo di Mortaso di Spiazzo. L'avvocato veronese aveva scritto delle lettere manifestando l'intenzione di uccidere l'ex fidanzata



TRENTO. «Ho fatto una cazzata. L’ho uccisa io». Con queste parole Vittorio Ciccolini, l’avvocato veronese di 45 anni, ha confessato di avere ucciso l’ex fidanzata Lucia Bellucci dopo la cena al ristorante Mezzosoldo di Mortaso di Spiazzo. Ciccolini non voleva rassegnarsi alla fine del rapporto con Lucia: lei aveva trovato un nuovo compagno e stava cercando di ricostruire la sua vita, lui invece si è lasciato accecare dalla furia. Ciccolini è accusato di omicidio volontario premeditato. Lo si apprende dal Procuratore di Trento Giuseppe Amato. L'uomo è accusato di avere strangolato e ucciso a coltellate la donna e di averne occultato il cadavere. Gli inquirenti avrebbero trovato copia di alcune lettere nelle quali il legale parlava dei rapporti conflittuali con la vittima.

Lucia Bellucci non aveva presentato alcuna denuncia per stalking verso l'ex fidanzato. Lo assicura il questore di Trento, Giorgio Iacobone, che precisa come di conseguenza non ci siano state neppure richieste di ammonimento da parte del questore. Nei confronti dell'ex fidanzato, l'avvocato di Verona Vittorio Ciccolini, accusato dell'omicidio e di occultamento del cadavere, non risultano dunque denunce. Il questore di Trento spiega che le verifiche in tal senso, condotte anche coi carabinieri, non le hanno fatte emergere nè a Trento nè in altre parti d'Italia. Resta dunque da capire, a parere del questore, se la vittima avesse o meno effettuato in qualche modo segnalazioni nei confronti dell'uomo.

Vittorio Ciccolini avrebbe manifestato in alcune lettere l'intenzione di ammazzare l'ex fidanzata Lucia Bellucci, trovata morta in un'auto a Verona. I Carabinieri di Verona - ha detto Giuseppe Amato, il pm che coordina l'inchiesta- hanno trovato nello studio dell'avvocato le copie di alcune lettere indirizzate con raccomandata a due persone vicine alla vittima. Le lettere, datate 7 agosto e quindi due giorni prima del delitto, non sarebbero state ancora consegnate.

Negli scritti si parla chiaramente di «rapporti conflittuali» con Lucia. «Le lettere - ha detto il magistrato - sono scritte con estrema lucidità». In un passaggio Ciccolini evoca «l'omicidio morale» che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l'avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Secondo il Pm, potrebbe essere questo l'annuncio dell'intenzione di compiere il fatto di sangue. Nelle lettere - ha detto Amato - ci sarebbero poi delle minacce rivolte all'ex fidanzata.













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