«Ciao Oskar, resterai nella storia del soccorso alpino»

Il presidente Alimonta ricorda l’amico al funerale di Mori Luisa Zappini: «Una corda ci legherà sempre assieme»


di Andrea Selva


MORI. «Ciao Oskar, detto senza retorica: resterai nella storia del soccorso alpino e dell’elisoccorso e ci hai lasciato una pesante eredità, quella di sostituire la tua passione e la tua professionalità, ricordandoci sempre di stare vicini ai tuoi cari». Poche parole, quelle del presidente del soccorso alpino Adriano Alimonta, per salutare un uomo che era di poche parole. Così tanti uomini del soccorso alpino, vestiti delle loro giacche rosse, sono giunti ieri pomeriggio a Mori da tutta Italia per salutare l’amico e collega morto per il terremoto in Nepal. C’era anche Pino Antonini, lo speleologo marchigiano che è tornato dal Nepal orfano dell’amico con cui era partito e dell’amica Gigliola Mancinelli (il cui funerale sarà oggi nelle Marche). Antonini è sempre stato vicino alla madre di Oskar, Gianna, in prima fila sui banchi della chiesa assieme agli altri figli Fulvio, Andrea e Manuela. E naturalmente Luisa Zappini, la compagna di vita e di professione, che ha preso la parola al termine della cerimonia per ricordare, citando le parole che Oskar scrisse una volta per lei, quella “corda che ci legherà per sempre assieme”.

Don Tarcisio ha speso parole appassionate per Oskar: “Uomo generoso, innamorato della montagna e del Nepal, dove la passione per l’alta quota si sposava con l’amicizia pe un popolo povero ma felice”.

C’erano il presidente Ugo Rossi, gli assessori Mellarini e Gilmozzi, l’ex governatore Dellai assieme a tanti dirigenti provinciali tra cui il capo della protezione civile Roberto Bertoldi e il dirigente del 118 Alberto Zini. Ma c’erano soprattutto gli uomini del soccorso alpino, tantissimi, con quei volti bruciati dal sole e le braccia forti come quelle di Oskar quell’angelo custode che scendeva dal cielo (per usare ancora le parole di don Tarcisio). Un funerale con tantissimi alpinisti, medici, infermieri, volontari del pronto soccorso, che si è concluso con un canto di montagna sul cimitero di Mori. Oskar Piazza sarà cremato, sarà il vento a riportare le sue ceneri lassù in alto.

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