Cantinota, l’amarezza del titolare: «Chiediamo solo di poter lavorare»

Parla Filippo Ioniez: «Siamo disponibili a fare tutti i lavori che sarranno richiesti, basta che ci facciano riaprire». I dipendenti in ferie forzate



TRENTO. Alle 11 e un quarto di ieri mattina si sono spente le speranze di Filippo Ioniez e dei suoi dipendenti che hanno dovuto prendere atto di un secondo provvedimento di sequestro di tutte le attività della Cantinota. «Non riesco a spiegarmi tanto accanimento. Il tribunale del riesame aveva da poco respinto il ricorso, che già ci si affrettava a farmi chiudere il locale. Questa volta la motivazione dice che non sono emersi fatti nuovi rispetto al primo provvedimento di sequestro. Ma non è vero: abbiamo documentato come avevamo già insonorizzato il locale tecnico e come oggi sarebbero iniziati i lavori di contro soffittatura».

Mi scusi , ma cosa intende per locale tecnico ?

Il locale nel quale si trovano la caldaia, e gli impianti di areazione e riscaldamento. Il paradosso è che dopo la perizia acustica, l'origine del rumore molesto non è emerso essere nè la musica, nè tanto meno gli avventori. Consideriamo anche che i lavori in cartongesso erano stati tutti già approvati dai Beni Culturali.

Adesso?

Adesso chiederemo di poter entrare a completare i lavori di ristrutturazione e contemporaneamente faremo un altro ricorso.

Che idea si è fatto su quanto le sta accadendo?

C'è una strana coincidenza. Tutti i problemi sono iniziati con l'acquisizione dell' immobile. Prima andava tutto bene, poi improvvisamente il contrario. Non vorrei essere finito in mezzo alla lite in corso tra i proprietari. Pensi che la situazione della caldaia, era la stessa da una trentina d'anni nei quali, nessuno si era mai lamentato.

Il futuro dei suoi dipendenti?

La Cantinota è l'unica fonte di reddito per finanziare l'attività. Banche e fornitori al momento sono comprensivi, ma per quanto lo saranno? Per i dipendenti per quelli che erano a “chiamata” il rapporto di lavoro è finito con ieri. Per gli altri utilizzeremo i permessi retribuiti e poi le ferie. Di certo sarà difficile rispettare le scadenze. Con ritardo, ma la nostra intenzione è quella di pagare tutti.

Filippo Ioniez ci tiene a smentire alcune voci che circolano in città. «La prima è quella secondo la quale non avremmo tutte le licenze. Le abbiamo e sono anche datate, per dire quella del piano bar risale al 1987. Poi non è vero che dopo il dissequestro avremmo ripreso a fare musica col dj, abbiamo ripreso solo la nostra storica attività di piano bar. È vero invece che abbiamo sempre cercato di espandere la nostra attività all'interno, rinunciando ad utilizzare il giardino, che sarebbe stato molto adatto per organizzare aperitivi e qualche serata a tema. Invece proprio per non disturbare il vicinato, ci siamo ampliati all'interno del locale. Nel giardino c'è una fontana nella quale abbiamo avuto da sempre dei pesciolini ed un impianto per ossigenare l'acqua. A qualcuno dava fastidio anche quel rumore ed ha pensato di rompere il motore versando nell'acqua della soda caustica, solo che così ha ucciso anche tutti i pesci». In conclusione? «Chiediamo solo di lavorare. Siamo disponibili a fare tutti i lavori che ci verranno richiesti, basta che ci facciano riaprire». (d.p.)













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