Bressan e Olivi tra gli operai

Visita alla Whirlpool: «Qui per darvi speranza»



TRENTO. Le rassicurazioni dell'assessore provinciale Alessandro Olivi, «tuteliamo il lavoro e difendiamo la dignità del lavoratore», e il messaggio di speranza dell'arcivescovo Luigi Bressan, che, per rispondere alla crisi, richiama «allo spirito di unione, fiducia e volontà di ricostruzione del dopo Guerra». Ieri hanno fatto visita alla Whirlpool di Spini: prima un dettagliato "viaggio" nei vari comparti produttivi poi l'incontro finale col mondo operaio, rappresentato dai 500 dipendenti trentini della multinazionale.

«Siamo presenti per manifestare il nostro sostegno in un momento difficile - ha spiegato Olivi - e abbiamo scelto Whirlpool perché oltre ad essere una grande fabbrica è un luogo storico di industria, da anni fonte di lavoro, innovazione e ricadute sociali. Questo compendio industriale è stato acquisito dalla proprietà pubblica con la strategia di un'azione di sostegno, per dimostrare che il Trentino può ospitare la miglior industria. Dobbiamo e vogliamo costruire una economia solidale, inclusiva, con al centro l'uomo e l'etica del lavoro. La difesa della dignità deve essere il fine anche dell'economia politica e la difesa dell'occupazione è una priorità assoluta. Non vogliamo abbandonare l'idea di essere una provincia industriale».

Non è mancata la simpatica provocazione di un operaio («l'ultima volta che si vide un vescovo qui in fabbrica fu 40 anni fa, per il suo "battesimo", ora vi è tornato per il funerale?»). Provocazione che ha trovato risposta nelle parole dell'arcivescovo. «Conoscere è utile per imparare - ha detto monsignor Bressan - e forse anche in curia avremmo dovuto applicare alcuni dei metodi applicati qui. Sono rimasto colpito dalla ricerca tecnologica di questa azienda ed ho voluto esserci per condividere le difficoltà del momento e per una parola di incoraggiamento.

La fede è un motivo di speranza e, come disse Gesù, "non abbiate paura" e non rassegnatevi. Ricordo lo spirito della ricostruzione del dopoguerra: si era uniti, c'era fiducia e volontà di ripartire. Dobbiamo recuperare quello spirito. Ho vissuto per 13 anni nel mondo asiatico ed ho visto l'economia partire da zero e crescere, grazie alla ricerca e al convincimento. Già 15 anni fa si era detto che servivano regole in campo finanziario: l'appello non venne raccolto e purtroppo ora ci troviamo in questa situazione. Ma grazie allo spirito di solidarietà sono convinto che potremo uscirne. Prego per voi.»













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