Violento nubifragio, centro allagato 

Un centinaio gli interventi dei pompieri, dall’ospedale alla Rsa. Rabbia nei negozi di via Scuole: «Danni come l’anno scorso»


di Giuliano Lott


ROVERETO. È accaduto di nuovo, come lo scorso anno a giugno. Un violento nubifragio si è abbattuto sulla città scaricando in soli sette minuti circa 40 millimetri d’acqua, e non è mancata nemmeno la grandine, che ha sferzato tutta la Vallagarina. Il primo vistoso effetto è che le zone a maggior rischio si sono ritrovate grossomodo nelle stesse condizioni del giugno 2017: poco meno di un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco, chiamati un po’ dappertutto a risolvere piccoli e grandi allagamenti. Flagellate le attività di via Scuole, negozi e Ostello con gli scantinati allagati e molta rabbia per il fatto che gli interventi apportati alla rete di scolo delle acque piovane - in particolare la pulizia delle caditoie, eseguita lo scorso anno da Novareti dopo l’acquazzone di fine giugno - non abbiano migliorato in alcun modo la situazione. Secchi alla mano per svuotare almeno parte degli scantinati, hanno dovuto ricorrere all’aiuto dei pompieri anche i negozi Cabas Sport e Touche la Vie. Allagamenti anche negli scantinati dell’ospedale Santa Maria del Carmine, alla Rsa Vannetti, alla Civica scuola musicale di corso Rosmini e in decine di abitazioni private. Danni anche a tetti e cornicioni: in via Dante se n’è staccato un bel tratto in corrispondenza del bar Bellavita mentre in piazza Indipendenza ha ceduto un grosso ammasso di intonaci, ma per fortuna nessuno si è fatto del male. Nella fase più acuta dell’acquazzone, scatenatosi poco dopo le 16, corso Bettini si era trasformato in un acquitrino e così anche l’ampio parcheggio di piazza Follone e via Cavour, dove i tombini, per effetto della pressione della gran quantità di pioggia caduta in pochi minuti, generavano dei getti di acqua, che dal basso spruzzavano fino a un metro di altezza. C’è stato persino qualche piccolo incidente sulla strada. Allarga le braccia l’assessore ai lavori pubblici Beppino Graziola: «C’è ben poco da fare se cadono 40 millimetri di pioggia in 7 minuti» spiega. «È un dato che da solo spiega la consistenza del fenomeno. Purtroppo la rete idrica cittadina non è in grado di smaltire simili quantità di acqua, che fino a qualche anno fa si presentavano solo in casi del tutto eccezionali, mentre ora stanno diventando normali, con la tropicalizzazione del clima. La pulizia delle caditoie non può da sola risolvere la situazione in casi simili. Servono lavori strutturali di potenziamento della portata, che in parte abbiamo eseguito ma resta ancora molto da fare. Abbiamo già predisposto un piano straordinario di interventi per dimensionare la rete a eventi di questa portata e lo stiamo portando avanti, ma è chiaro che non si realizzano simili lavori dall’oggi al domani. Nel frattempo, speriamo che il clima ci aiuti».

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