Il piano è pronto, ma aspetta il Consiglio 

Un anno di tavolo di lavoro con Dolomiti Energia. Ci vorranno anni e soldi, ma evitare l’alluvione si può



ROVERETO. L’anno scorso Rovereto era finita sott’acqua due volte, la prima a giugno. Quest’anno si parte con un mese e mezzo di anticipo. Dopo i disastri l’amministrazione e Dolomiti Energia si erano messe a tavolino: studiare le criticità e impostare un piano di interventi che partendo dalle emergenze e nel giro di tre anni, mettesse in sicurezza la città da quelle che ormai si chiamano “bombe d’acqua”. Partendo da un principio: la rete è ottima, recente e ben manutentata, ma è figlia di un’epoca in cui 4 centimetri di pioggia in 7 minuti non si potevano nemmeno immaginare. Bisogna ripensare i criteri, si era detto. Anche sfruttando le vecchie rogge e il Leno, magari, perché pensare di triplicare la portata di tutte le tubature della città è impensabile. Quel piano a quanto pare è definito: deve arrivare in consiglio comunale per l’approvazione. Un anno di studio forse è più di quanto si pensasse un anno fa, ma volendo essere ottimisti, meglio di non averci pensato. Ieri quello che un anno fa sembrava già chiaro, si è rivelato lampante. In via Cavour e via Follone dalle caditoie partivano getti d’acqua verso l’alto alti quasi un metro. La collina scarica la sua pioggia, che manda in pressione le condutture che non solo non assorbono la pioggia del centro, ma anzi le aggiungono quella che scende dalle zone più alte della città. Per rognoso e costoso che sia, tocca “tagliare” la discesa a valle della fiumara, deviandola nel Leno. Magari due volte: all’altezza di via Della Terra e poi prima della statale. Adesso quell’acqua deve raggiungere l’Adige. E tutta la parte bassa della città diventa un lago.(l.m)













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle