Controlli sui rifiuti abbandonati in 6 mesi inflitte oltre 120 multe  

La stretta della polizia municipale. Da quando è stata avviata la campagna di verifiche con Dolomiti Ambiente le contravvenzioni si sono impennate: tra il 2017 e il 2018 erano meno di dieci l’anno. «L’obiettivo è però educare»



Rovereto. La campagna di controlli sui rifiuti abbandonati intensificata dalla scorsa primavera sta portando i suoi frutti. In pochi mesi sono state elevate dal comando della polizia municipale oltre 120 contravvenzioni, ma il numero di controlli è molto superiore. Un vero record, dato che nel corso del 2017 e del 2018 le violazioni contestate erano una decina scarsa. La procedura adottata non intende essere però solo punitiva e sanzionatoria: il fine è quello di abituare i cittadini a differenziare conferire i rifiuti nella maniera corretta.

Le verifiche puntuali.

Per ogni caso di rifiuti abbandonati è stata condotta una attenta verifica per individuare il proprietario dell’immondizia. Il quale, una volta identificato, viene invitato al comando di via Parteli per spiegare la ragione dell’abbandono e verificare se ci siano oggettive responsabilità. «A volte l’errore viene commesso in buonafede - spiega l’assessore all’ambiente Carlo Plotegher - e non pare il caso di accanirsi contro il trasgressore “involontario”, quanto di spiegargli con l’aiuto degli operatori di Dolomiti Ambiente quale sia la modalità corretta per lo smaltimento dei rifiuti». A volte non c’è nemmeno una responsabilità diretta del cittadino: di recente, ad esempio, è stato individuato un anziano come autore di un abbandono. È stato poi verificato che l’uomo, ipovedente, si affidava a due giovani che lo assistono nelle faccende di casa, compresa la differenziazione e il conferimento delle immondizie di casa. In questo caso, l’anziano non è stato multato (sono previste contravvenzioni di 50 euro per violazione), ma gli è stato raccomandato di assicurarsi in futuro che i suoi assistenti eseguano i compiti assegnati nel rispetto delle norme. «Il nostro compito è educare a comportamenti virtuosi, non perseguitare i cittadini» spiega Plotegher.

Prevenire le violazioni.

«Al momento siamo all’ 80% di differenziata, e per migliorare bisogna aumentare la qualità degli scarti da riciclare. Purtroppo però i casi di rifiuti abbandonati sono ancora tanti, decine e decine. Per contrastarli sono state messe in campo delle misure preventive, come l’adozione di codici a barre che identificano il proprietario di quel lotto di imballaggi e plastiche, che è anche responsabile del corretto smaltimento. C’è anche il problema del malconferimento, ovvero una differenziata “sbagliata” che vanifica il comportamento corretto della maggioranza della popolazione. Nei casi di malconferimento, si cerca di individuare il responsabile per spiegarli dove ha sbagliato e cosa deve fare, consegnandogli i prospetti di Dolomiti Ambiente con i criteri della differenziata. Su questo aspetto possiamo migliorare». GI.L.













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