Un bicigrill sta per sorgere ai piedi del Parco del Rastel 

Il progetto. L’associazione che gestisce l’area verde ha trovato dopo oltre 10 anni di attesa  l’accordo col Comune: in cambio di lavori su aree pubbliche realizzerà questa e altre strutture 


ROBERTO GEROLA


Pergine. Attraverso una convenzione con l’amministrazione comunale, Dario Gottardi riuscirà a realizzare nuove e modeste strutture per finanziare il progetto sociale dell’Associazione Rastel della quale è presidente da circa un mese (i soci sono 50). Questo dopo oltre 10 anni di attesa. «Ma forse adesso ci siamo - ci ha detto -. Si tratta di perfezionare un accordo attraverso la formula della perequazione».

Un’oasi verde

Il Parco del Rastel si trova su tre ettari nella parte terminale delle colline che dai Masetti si prolungano verso San Cristoforo sul lato sinistro della piana di San Cristoforo scendendo in direzione del lago. E’ un’eccellenza della biodiversità oltre che a rappresentare un’attrazione turistica non indifferente. Ma come tale è piuttosto sconosciuta. Ed a questo aspetto che Dario Gottardi sta pensando da anni. In sostanza, l’accordo vede a carico dell’Associazione Rastel lavori per 50.000 euro (sistemazione ciclabile e altro) mentre il Comune gli permette di costruire alcune strutture di servizio dentro al verde e altre insieme al bicigrill (area di 2.000 mq) di fronte al capitello al bivio con la strada che sale al Maso Braito e oltre fino al Parco, e quella che raggiunge i Paludi, Sacchi, bicigrill e parco rappresenteranno una fonte di reddito per finanziare il progetto sociale della “Rastel Aps”.

Progetto rallentato

Il fatto è che il progetto è incappato suo malgrado nella vicenda del Piano per la riqualificazione di San Cristoforo dal triste passato e si arenò insieme ad esso. «Ma forse siamo vicini», ribadisce Dario Gottardi e lo dice con soddisfazione. In effetti. Puntava molto sul Parco del Rastel tanto che ci ha investito dei bei soldi fin da subito (nel 2008). Il tutto è nato dalla grande passione che Dario Gottardi ha iniziato ad avere pensando al giardino di casa sua.

Un luogo didattico

L’idea era di realizzare un luogo didattico, di collegare il tutto attraverso una rete di soggetti che avessero come obiettivo l’inserimento lavorativo di adolescenti con leggere disabilità, di tutelare l’ambiente, di promuovere un certo tipo di produzione tanto da arrivare all’autosostentamento. Ora sta portando avanti un progetto dando lavoro ad alcuni “richiedenti asilo”, ma l’obiettivo di Dario Gottardi è quello di «dare lavoro ai nostri - dice - perché anche noi abbiamo soggetti deboli che hanno necessità di lavorare». Sono impiegati in lavori di pulizia dei boschi, nelle coltivazioni, nella manutenzione. Ma ricorda anche che la Rastel Aps sta uscendo da un progetto triennale che la vede impegnata in Etiopia (anche con contributi provinciali) dove opera realizzando orti per scuole e clinica (una casetta a un piano con qualche locale). «Vi abbiamo riversato migliaia di euro, e anche un’Ape che laggiù serve come trasporto infermi».

Il Parco del Rastel è raggiungibile dalla strada che sale al Maso Braito, ma anche da un nuovo ripido collegamento sterrato dalla pizzeria Meridiana. I tre ettari comprendono un bosco coltivato che è diventato parco; coltivazioni di frutta, vite, castagno ed erbe aromatiche curatissime, tanto da sembrare un giardino. Le specie di fiori non si contano; ogni pianta che nasce viene rispettata e curata. Insomma un’attrazione in fatto di biodiversità che è un peccato non aprire al pubblico.













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