Psa, il festival si rinnova cercando nuovi sostegni 

Il presidente Pallaoro: «Abbiamo bisogno di energie fresche». Il cassiere Filippi: «Creiamo un indotto per il territorio di 250 mila euro». Spettacoli dal 6 al 15 luglio


di Gianluca Filippi


PERGINE . Nuova immagine, nuova direzione artistica, nuova strada. Pergine Festival, la kermesse estiva di Pergine Spettacolo Aperto, prova a rinnovarsi e a rilanciarsi, dopo più di quarant’anni di storia, durante i quali non ha mai spesso di cercare e di sperimentare vie nuove.

Alla soglia della 43esima edizione, il festival torna, firmato dal nuovo direttore artistico Carla Esperanza Tommasini, che da una parte cerca continuità con le innovazioni degli ultimi anni e, dall’altra, vuole caratterizzare ancora di più in chiave locale le sue diverse anime. Proprio per questa ragione Pergine Festival diventa la kermesse estiva e Pergine Spettacolo Aperto rimane l’associazione che lo allestisce.

Nel corso dell’assemblea dei soci, molto intima peraltro, il presidente Flavio Pallaoro ha illustrato le strategie dell’associazione Pergine Spettacolo Aperto. «Dobbiamo avviare il rinnovamento anche interno del nostro sodalizio, facendo entrare nuova linfa che dia energia e innovazione alla gestione dell’associazione. Ne abbiamo bisogno».

Il riferimento è alla difficoltà che queste manifestazioni incontrano di anno in anno, di fronte a crisi di identità da una parte e criticità finanziarie dall’altra, alimentate da un progressivo assottigliarsi del sostegno pubblico.

E sarebbe un vero peccato perché Pergine Spettacolo Aperto, come ha ricordato l’amministratore Roberto Filippi, viaggia su un bilancio di circa 300 mila euro, l’80% del quale (ovvero 240-250 mila euro) finisce direttamente sul territorio perginese e su quello circostante, tra fornitori, servizi, ospitalità alberghiere, ristorazione e così via. Un indotto non certo trascurabile.

Tra il 6 e il 15 luglio, la città di Pergine, con le sue strade, le sue piazze, la sua comunità sarà al centro del festival, facendone al tempo stesso palcoscenico e centro della sperimentazione artistica, con un forte coinvolgimento anche dei cittadini, che diventeranno veri protagonisti.

«I temi che abbiamo declinato nel programma – anticipa Carla Esperanza Tommasini – sono quelli dell’incontro, della relazione e della partecipazione».

Tre i progetti che più degli altri invitano i perginesi a mettersi in gioco il festival ne ha anticipati tre: “A Manual on Work and Happiness”, “Atlas Pergine” e “Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra”.

Il primo è un progetto internazionale nato dalla collaborazione tra sei organizzazioni europee, che hanno dato vita ad uno spettacolo che nasce di volta in volta nei territori dei partner del progetto, per riflettere sul futuro del lavoro e mettere in discussione i limiti della felicità per creare una performance divertente e provocatoria. Tra il 19 giugno e il 6 luglio, finalizzata alla realizzazione dello spettacolo di apertura del Festival.

“Atlas Pergine” invece è un progetto fotografico che prende spunto dall'idea che la comunità è un'unità viva e complessa e che si pone l'obiettivo di esplorare la mappatura umana della città, scomponendola e ricomponendola, attraverso incontri con le persone e le associazioni. Tutto finirà in una mostra.

Infine, il terzo progetto teatrale è ideato e diretto dalla regista friulana Eleonora Pippo e prevede la formazione di una compagnia locale temporanea composta da ragazze tra i 13 e i 18 anni, che in sette giorni (dal 6 al 13 luglio) lavoreranno insieme alla regista alla creazione di una performance originale.

Per il resto del programma occorrerà attendere la presentazione ufficiale.

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