Il sindaco 

«Interrare l’elettrodotto è ancora possibile»

Pergine. L’elettrodotto tiene banco in questi ultimi giorni anche nel dibattito elettorale. Dopo il Polo civico autonomista del candidato sindaco Roberto Valcanover e della coalizione SìAmo Pergine...



Pergine. L’elettrodotto tiene banco in questi ultimi giorni anche nel dibattito elettorale. Dopo il Polo civico autonomista del candidato sindaco Roberto Valcanover e della coalizione SìAmo Pergine del candidato sindaco di Giuseppe Faccchini (con in mezzo la presa di posizione degli Amici della Storia), è di ieri l’intervento della coalizione delle Civiche di Roberto Oss Emer.

«La nostra posizione in merito sulla questione elettrodotto può essere riassunto in pochi punti – scrive Oss Emer -. L’attuale linea di alta tensione deve essere dismessa e in qualsiasi altro tipo di valutazione questo deve essere un punto fermo, inamovibile, indiscutibile ed imprescindibile. Un problema, ed in questo caso anche un danno, si risolve quando viene rimosso o quando il danno viene ridotto possibilmente senza introdurre tutta una serie di nuove maggiori problematiche ambientali, paesaggistiche e sanitarie. Le amministrazioni che si sono succedute negli anni, compresa l’ultima, pur cercando di portare avanti l’iter di realizzazione dell’opera per risolvere il problema dell’attuale tracciato, hanno sempre sostenuto la necessità di valutare soluzioni alternative alla linea aerea». E quindi sottolinea che «la tecnologia si evolve. Il progetto dell’elettrodotto aereo nasce oltre 10 anni fa ed era stato preferito da Terna soprattutto per la differenza di costi rispetto a quello interrato, differenze che ora sono sicuramente più contenute. Sembra, ma è tutto da verificare, che la differenza sia ridotta a 6/7 milioni di euro che riteniamo abbordabili e spendibili per una Provincia autonoma come la nostra soprattutto in considerazione dei risultati e benefici in termini ambientali che un interramento della linea porterebbe. Ricordiamo che la Valsugana è la prima destinazione al mondo che ha ottenuto la certificazione per il turismo sostenibile». Oss Emer quindi sottolinea che «i cittadini che vivono sotto l’attuale linea di alta tensione aspettano da troppi anni e non possono sopportare ulteriori ritardi nell’iter che è già in fase avanzata. Tutto da verificare, ma l’introduzione di una variante nel progetto per l’interramento sembra possa avvenire in tempi molto più rapidi rispetto a quelli che sono stati necessari per la soluzione aerea in quanto non dovrebbero sussistere questioni di valutazione di impatto ambientale. Nel frattempo le parti dell’opera, che prescindono dalla scelta aerea o interrata possono essere realizzate e quindi il progetto non dovrebbe partire da zero ma solo rivisto in alcune parti e magari più semplici e veloci da realizzare. La sinergia con nuovi percorsi ciclabili potrebbe essere vincente e magari abbassare i costi dell’interramento». E Oss Emer conclude: «Sarà impegno mio continuare a portare avanti la questione e interloquire non appena insediato con le parti interessate per risolvere il problema e portare a casa un risultato che soddisfi tutti. Non sarà facile ma non impossibile».













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