Impianto a goccia Trebi/Pozze si parte da 54 ettari 

Cavedine. Con l’assemblea d’inizio estate del Consorzio di Miglioramento Fondiario Trebi/Pozze (presenti fra l’altro il presidente ed il direttore della Federazione provinciale dei Consorzi di...


Mariano Bosetti


Cavedine. Con l’assemblea d’inizio estate del Consorzio di Miglioramento Fondiario Trebi/Pozze (presenti fra l’altro il presidente ed il direttore della Federazione provinciale dei Consorzi di miglioramento fondiario), il cui perimetro comprende quasi tutto il versante che digrada verso il lago di Cavedine (un territorio di circa 270 ettari), sono stati aggiornati i tempi e le modalità progettuali dei lavori per la realizzazione dell’impianto irriguo a goccia. Se nell’assemblea del dicembre scorso si dava per scontato l’inizio dei lavori a fine inverno, sono state introdotte – come ha spiegato la presidente Beatrice Pedrotti a seguito di una radicale revisione degli elaborati tecnici dell’opera - delle modifiche sostanziali, oltre al completamento di alcune carenze riguardanti l’individuazione delle aree per la costruzione della stazione di sollevamento e la realizzazione di una cabina elettrica.

Per inquadrare meglio la situazione va chiarito che con le elezioni del gennaio 2018 è stato completamente rinnovato il consiglio dei delegati (e di conseguenza la figura del presidente) come pure la gestione tecnica del progetto, affidata nel ruolo di direttore dei lavori all’ingegner Raia, che aveva rilevato – come precisato nel corso dell’assemblea- delle incongruenze riguardo al funzionamento delle pompe di sollevamento.

Di conseguenza si è dovuto rivedere il progetto e di pari passo intavolare una nuova trattativa con l’assessorato provinciale all’agricoltura per quanto riguarda il finanziamento dell’opera, arrivando alle seguenti conclusioni: fermi restando il costo complessivo dell’opera pari a 2 milioni e 400 mila euro ed il contributo provinciale di 1 milione e 586 mila euro (pari all’80% delle spesa ammessa), questo primo lotto riguarderà non più i previsti 92 ettari iniziali, ma solamente 54 ettari, collocati nella parte bassa e mediana della superficie consorziale. I rimanenti 38 ettari circa esclusi da questo intervento saranno ricompresi nel secondo lotto, che secondo le trattative in corso dovrebbe essere finanziato dalla Provincia il prossimo anno. Va comunque precisato che alcuni lavori del primo lotto (stazione e pompe di sollevamento–adduzioni principali ecc…) sono propedeutici anche al secondo lotto.













Scuola & Ricerca

In primo piano