Il Festival Contavalle vince il premio Cittàslow 

Il teatro civile è uno dei tasselli del progetto di recupero e di valorizzazione del patrimonio culturale locale per frenare lo spopolamento dei paesi di Altavalle



ALTAVALLE. “Contavalle” è un festival di teatro civile la cui seconda edizione si svolgerà dal 5 a 18 agosto in alta val di Cembra, in particolare nel territorio comunale di Altavalle, nato dalla fusione tra i paesi di Faver, Grauno, Grumes e Valda. Ma “Contavalle” - organizzato dall’associazione di promozione sociale .doc diretta dal filmaker e giornalista Tommaso Pasquini - è, soprattutto, uno dei tasselli di un progetto più ampio di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale locale. Un insieme di “azioni”, per così dire, che tendono ad opporsi, attraverso l’arte e la cultura partecipate, allo spopolamento e all’abbandono dei piccoli paesi di montagna.

È per premiare questa linea di marcia che il Movimento Cittàslow, che si ispira allo Slow Food di Carlin Petrini, ha riconosciuto il lavoro iniziato da un paio d’anni in alta val di Cembra assegnando al festival “Contavalle” il “riconoscimento dell’ospitalità, per la formazione e la consapevolezza”. Per dirla tutta, con i crismi ufficiali, trattasi del premio internazionale di Cittàslow “Chiocciola Orange”. Con la seguente motivazione: “Per un Festival che è concepito partendo dal racconto della storia passata, presente e futura scritto dalla popolazione locale, attraverso performance teatrali, incontri e tavole rotonde pubbliche dislocate nel comune di Altavalle”. “Il festival di Contavalle – riflette Pasquini – vuole essere lo strumento di punta di un processo partecipato dalla gente del posto, ponendosi come vetrina di sperimentazione e come momento di approfondimento di buone pratiche e politiche di sopravvivenza e sviluppo dei piccoli paesi. Anche quest’anno la società civile sarà coinvolta in incontri, dibattiti, confronti e in un processo di ricerca e studio su uno specifico tema che, attraverso varie fonti, porterà alla scrittura di una sceneggiatura collettiva e alla messa in scena di uno spettacolo vero e proprio, di un esempio di teatro civile partecipato”. (pa.pi.)













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