MEMORIA

Kompatscher ad Auschwitz con gli studenti: "Mai più persecuzioni"

Il presidente in viaggio con ragazzi di Alto Adige e Trentino nei campi di sterminio nazista di Auschwitz e Birkenau: "Costruiamo insieme una società del rispetto" (foto Fabio Gobbato)



BOLZANO. "Visitare i campi di sterminio nazista è un'esperienza che ti segna profondamente, ma vedere che tanti ragazzi da tutta l'Euregio e dal resto d'Italia decidono di vivere un'esperienza così forte dà un forte segnale di speranza". Lo ha detto il presidente della Regione Arno Kompatscher al termine di un'intensa giornata che lo ha visto visitare in mattinata il campo di Auschwitz con un gruppo di giovani della val Pusteria, e, nel pomeriggio il campo di Birkenau con un gruppo di giovani trentini. "Camminare – afferma il presidente – su pietre intrise del dolore che qui è stato provato da centinaia di migliaia di esseri umani indifesi, privati della libertà e della dignità in quanto ebrei, sinti, omosessuali o semplici oppositori politici; vedere gli ambienti luogo della follia genocida, e farlo assieme ad un folto gruppo di giovani molto motivati, è un'esperienza che toglie il fiato e che dà ulteriore forza e convinzione nel portare avanti valori come la democrazia, la libertà, l'uguaglianza, la pace".

A 75 anni dalla liberazione di Auschwitz il ricordo delle milioni di vittime della barbarie nazista, per il presidente Kompatscher "non può che spingerci a credere ancora più fermamente nei valori espressi dall'esistenza stessa dell'Unione europea, e a condannare con decisione le spinte nazionaliste che spuntano qua e là in Europa". Parlando con i ragazzi altoatesini e trentini Kompatscher ha sottolineato l'importanza del viaggio che stanno compiendo. "State compiendo un percorso – ha detto - che vi rende testimoni e portatori di conoscenza di una delle pagine più buie dell'umanità. Con il ricordo di questa esperienza potrete essere a vostra volta testimoni, e ammonire quanti lungo il vostro cammino mostreranno di non rispettare i diritti fondamentali dell'uomo". Quanto all'Alto Adige, ha ricordato il presidente, "la nostra terra si è per molti ritratta unicamente come "terra delle vittime", ma dobbiamo sempre ricordarci che anche da noi ci furono complici e carnefici". Proprio per questo, conclude Kompatscher, "dobbiamo fare nostro e difendere con forza il motto: mai più nazionalismo, mai più razzismo, mai più persecuzione!". Un ringraziamento accorato, infine, il presidente lo ha rivolto agli organizzatori di Deina, ai tutor, ai volontari "che hanno deciso di investire le loro energie e il loro tempo per dare un contributo importante a questa fondamentale operazione di memoria collettiva".













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