Uno sciacallo si aggira nei boschi attorno a Fiavé 

La scoperta. Avvistato dalle fototrappole sull’altopiano, tra il biotopo e le colline del Bleggio.  L’esperto: «L’animale, che è assai simile alla volpe ma più grande, qui trova un habitat ideale»


Graziano Riccadonna


Fiavé. Eccezionale riscontro le sere scorse sull’altopiano di Fiavé. Un esemplare di sciacallo dorato, una specie assai rara in Italia ma diffusa nell’Europa sud-orientale (canis aureus), è stato avvistato dalle fototrappole poste sull’altopiano, tra il biotopo e le colline del Bleggio.

L’avvistamento

La presenza dello sciacallo, detto “dorato” per il colore fulvo-rossiccio del mantello è stata documentata lo scorso 27 dicembre dall’Associazione cacciatori di Trento, dopo le precedenti segnalazioni di vari cacciatori della zona Fiavé-Bleggio, grazie alla fototrappola sistemata da personale dipendente.

Hanno avuto riscontro le precedenti segnalazioni della possibile presenza della specie in zona, dal momento che già il 13 giugno scorso un cacciatore locale aveva osservato una possibile presenza della specie in zona, avendo notato sulla piana di Fiavé un animale che non era riuscito ad identificare, molto simile ad una volpe ma più grande, ed il 16 dicembre un altro cacciatore aveva segnalato di aver udito strani ululati ai confini tra le Riserve di Bleggio Superiore e di Fiavé.

Lo sciacallo dorato è giunto solo recentemente in Italia per naturale espansione dalla penisola balcanica, espansione resa possibile dalla decimazione del lupo, culminata nella seconda metà del 900. Le prime segnalazioni in Italia risalgono ai primi anni Ottanta del secolo scorso, mentre il primo evento riproduttivo accertato è avvenuto nel 1985, alla periferia di Udine. Nel 1984 le prime segnalazioni in Veneto, provincia di Belluno; nel 1992 queste anche in provincia di Treviso.

Parola agli esperti

«La presenza dello sciacallo in zona è accertata dalle diverse segnalazioni, segno di una sua presenza, anche se non stanziale – ci informa Michele Rocca, tecnico della Federcaccia –. Il motivo della presenza è sicuramente legato al fatto che l’animale, assai simile alla volpe ma più grande e dalle sfumature fulvo-rossicce, trova qui un habitat naturale, simile a quello delle pianure centro-europee». Anche un appassionato locale di fauna, Aristide Brunelli, ha avuto più di un’occasione per imbattersi nello sciacallo dorato. «Cinque anni fa, mentre ero intento a seguire le tracce della lince, altro animale sicuramente di passaggio da queste parti, mi sono imbattuto nello sciacallo dorato, che ho anche fotografato. Poi però ho saputo dell’investimento mortale sulla strada di Vezzano, e penso che sia l’esemplare da me segnalato, anche se probabilmente vivendo in coppia potrebbe non essersi estinto». La speranza è che l’animale trovi condizioni di vivibilità.«L’area del biotopo è sicuramente l’habitat ideale per lo sciacallo dorato, che qui ritrova il paesaggio e il mondo naturale tipico del Balatòn o delle pianure ungheresi».

Le caratteristiche

Benché simile a un lupo grigio di taglia ridotta, lo sciacallo dorato è più snello, con un muso più stretto, una coda più corta e un passo più leggero. Il suo mantello invernale differisce da quello del lupo per le sue sfumature più fulve-rossicce. Malgrado il suo nome informale, non è strettamente imparentato con gli altri sciacalli, ma costituisce una specie a sé stante. Viene classificato tra le specie a rischio minimo, dato che ha un vastissimo areale dove trova cibo e ripari in abbondanza. Lo sciacallo gioca un ruolo importante nel folclore e nella letteratura mediorientale e asiatica, dove viene spesso raffigurato come un ingannatore, analogo della volpe e del coyote nelle fiabe europee e nordamericane.













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