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Cedis, nuovi impianti idroelettrici 

Il presidente Rossi presenta il bilancio da record e gli investimenti


di Stefano Marini


STORO. Il Consorzio Elettrico di Storo (Cedis) ha da poco aperto la stagione delle assemblee. Già svolte le preassemblee di Tiarno (martedì 27) e Darzo (ieri). A stretto giro in arrivo quelle di Storo e Bondone, rispettivamente il 3 e 4 aprile. Gran finale con l'assemblea generale ordinaria del 18 maggio, sempre a Storo. Come da consuetudine questa è l'occasione per il presidente Giorgio Rossi di fare il resoconto su quanto realizzato nell'anno precedente e di dettare le linee di indirizzo per i futuri investimenti. Nonostante le scarse precipitazioni i conti si presentano in ordine e allo studio ci sono investimenti nella costruzione o nell'acquisto di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica.

«Gli eventi più significativi del 2017 sono stati 3 - esordisce Rossi - in primis la "questione Remedello". L'anno scorso il GSE ha mosso alcune contestazioni al Cedis riguardo agli impianti fotovoltaici acquistati nel mantovano. Se quelle di natura edilizia paiono superabili a breve, la mancata voltura dell'autorizzazione unica alla costruzione e all'esercizio dell'impianto pare più complessa da affrontare. Pur confidando di giungere a un esito positivo, in via prudenziale abbiamo quindi deciso di accantonare 400 mila euro, che corrispondono alla massima sanzione che potrebbe esserci inflitta. Seconda grande questione del 2017 è stato l'acquisto impianto fotovoltaico di EcoEnerg per 1 milione e 300 mila euro. Il mutuo è stato acceso il 29 dicembre scorso, ma l'acquisto è scattato solo quest'anno per un disguido informatico verificatosi all'ufficio tavolare. La cosa comunque non causa problemi di sorta. Terzo evento rilevante, i nostri interventi sul debito. Abbiamo estinto un mutuo di circa 400 mila euro. Pagato una maxi rata da 800 mila euro per il leasing degli impianti fotovoltaici di Remedello con conseguente riduzione di mezzo punto del tasso d'interesse. Rinegoziato un mutuo in essere con una Cassa Rurale locale e quindi ridotto i tassi d'interesse. La somma di questi interventi ci ha permesso di mantenere costante il debito nonostante l'esborso da 1,3 milioni di euro per l'acquisto degli impianti fotovoltaici di EcoEnerg. Di conseguenza, gli utili previsti in oltre un milione di euro l'anno scorso si sono ridotti a circa 364 mila euro a bilancio per via del secondo sconto aggiuntivo ai soci, dell'accantonamento prudenziale di 400 mila euro per impianti di Remedello e per il rinnovo del ristorno ai soci per 220 mila euro».

Quanto alle precipitazioni, croce di questi anni, Rossi si mostra cautamente ottimista: «Quest'anno si presenta migliore dei precedenti, se non altro perché c'è ancora un consistente manto nevoso che fa da "serbatoio", con un pregio e un difetto. Non ci costa nulla ma al tempo stesso non abbiamo noi il "rubinetto" del serbatoio e quindi non possiamo stabilire quando la neve si scioglierà e in che quantità. Speriamo che il tutto avvenga gradualmente e ne derivino un mese o 2 di buona produzione e che questi 3 anni di produzione sotto la media siano terminati».

Per il futuro, Rossi ha in mente nuovi investimenti: «Abbiamo messo allo studio la possibilità di realizzare nuovi impianti idroelettrici sul territorio. Ad esempio sul Chiese dove ci sono parecchie vecchie traverse. Pensiamo di utilizzare turbine di nuova generazione. Poi pensiamo a una centralina sul Rio Nero nei pressi del passo dell'Ampola. Ci fossero altri impianti fotovoltaici di dimensioni adeguate li acquisteremmo, inoltre vogliamo fare lo stesso con impianti idroelettrici, ad esempio spero non ci sfugga quello della Baritina a Darzo, che però in questo momento ci viene proposto con tutto il complesso, che non ci serve e costerebbe troppo».

Rossi snocciola con orgoglio i risultati degli ultimi anni: «Il nostro socio l'anno scorso ha pagato il 15% del prezzo dell'energia fissato sul mercato di maggior tutela ricevendo sconti per 513 mila euro, massimo assoluto nella storia del Cedis. In più i soci industriali e commerciali hanno avuto benefici fiscali risparmiando le accise per 117 mila euro, mentre ci sono stati 220 mila euro di ristorno ai soci. Abbiamo investito anche in promozione e contributi a associazioni, borse di studio ecc, per un totale di benefici verso il territorio che ammonta a oltre 900 mila euro e se aumentasse la produzione tutto questo potrebbe ancora migliorare».















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