Espropri S.Andrea, vincono i privati 

La Provincia aveva chiesto la restituzione di parte del denaro: ora ha deciso di annullare il provvedimento



ARCO. Si è definitivamente conclusa, con il dietrofront della Provincia, la vicenda relativa agli espropri di via S.Andrea. Nei giorni scorsi, infatti, l’ente pubblico ha annullato con una determinazione i provvedimenti con i quali aveva chiesto la restituzione di una parte del denaro già incassato dai privati per l’esproprio di alcuni terreni. Anche il Tar, al quale si erano rivolti i privati (difesi dagli avvocati Gianmarco Zanetti, Paolo Pasolli e Andrea Dalponte), ha preso atto della decisione della Provincia e del venir meno della ragione del contendere: la giustizia amministrativa ha comunque condannato l’ente pubblico al pagamento delle spese legali.

La richiesta di restituzione del denaro già versato nasceva dal fatto che non tutte le opere previste dal progetto originario sono state realizzate e quindi non tutto il terreno espropriato è stato utilizzato. Da qui la richiesta della Provincia di riavere i soldi già spesi (si parla di 170mila euro) per i terreni rimasti inutilizzati. A ricevere la lettera sono stati alcuni privati, aziende, ma anche il Comune di Arco: nello specifico Arcofin (2.068 euro), Benaco Costruzioni (41.789), Giacomo Bonora (3.285), Andrea Bresciani (18.800), Rita Prandi (7.123), Comune di Arco (5.387), Immobiliare Trifoglio di Riva (18.146), Giuseppe Santorum (42.410), Maurizio Santorum (14.561), Lino Santorum (14.724), Zf Srl (5.562) e Valter e Tiziano Girardelli (1.945). Per ricostruire la vicenda bisogna tornare ai primi anni 2000, quando fu avviato l’iter di esproprio dei terreni nell’ambito della realizzazione della circonvallazione Ovest di Riva. Via S.Andrea rientrava nel progetto di potenziamento della viabilità: era prevista una carreggiata più larga (cosa che effettivamente è stata fatta) e una grande rotatoria in corrispondenza del centro commerciale per favorire l’entrata e l’uscita. Tra il 2004 e il 2009 sono state pagate tutte le indennità ai proprietari dei terreni e a dicembre del 2007 la Provincia ha formalizzato con un atto l’esproprio, al quale non è mai seguita l’intavolazione a favore dell’ente pubblico. Nella realtà la rotatoria non è mai stata realizzata e la strada è stata allargata solo in parte rispetto alle previsioni. Una discordanza, rispetto al progetto originale, che è emersa nel corso dei rilievi effettuati nel corso del 2014. Da qui la determinazione dell’11 agosto scorso del dirigente del Servizio gestioni patrimoniali della Provincia, Gianfranco Brigadoi, con la quale venivano ricalcolate le indennità alla luce dei rilievi effettuati. A questa determinazione ne è seguita una seconda, il 29 settembre, con la quale si chiedeva il pagamento entro trenta giorni. Poi il dietrofront.













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