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Ambiente, la Curia trentina vara il Consiglio diocesano per l’ecologia: ci sono docenti universitari e l’ad di Dolomiti Energia

Tra le azioni un piano di sostenibilità ambientale della Diocesi e l’adesione delle parrocchie alle Comunità energetiche. Domani preghiera per il creato con il vescovo Tisi a San Michele



TRENTO. Le questioni ecologiche irrompono all’attenzione della Chiesa di Trento. Lo conferma la recente nascita del Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche e della Rete Diocesana per la Custodia del creato.

Il Consiglio diocesano – informa la Curia - è composto da una dozzina di membri, espressione di settori della Chiesa e della società trentina. Si tratta di rappresentanti del laicato attivo e sensibile a tematiche ecologiche (tra gli altri la Comunità Laudato si’ e il Movimento dei Focolari) e di professionisti con varie competenze che stanno portando avanti progetti di studio e di impegno sul fronte della conoscenza e del contenimento dei cambiamenti climatici, dell’uso intelligente delle risorse e più in generale della difesa dell’ambiente.

Questi i membri: don Cristiano Bettega, delegato per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi;

Alberto Conci, docente IRC al Liceo Da Vinci, docente all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bolzano, saggista;

Emanuele Curzel, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia – UniTN

Marco Merler, amministratore delegato di Dolomiti Energia;

Ilaria Pedrini, Movimento dei Focolari, esperta in tematiche ambientali;

Michele Tomasi, docente IRC e coordinatore della Comunità Laudato Si’ del Trentino;

Marco Ciolli, docente di Assestamento forestale e selvicoltura presso il Dipartimento di Ingegneria – UniTN;

Sara Favargiotti, docente di Architettura del paesaggio presso il Dipartimento di Ingegneria Civile – UniTN;

Pier Luigi Novi Inverardi, docente di Statistica presso il Dipartimento di Economia e Management – UniTN;

Roberta Raffaelli, docente di Economia ed estimo rurale presso il dipartimento di Economia e Management, coordinatrice del corso di dottorato Sustainability: Economics, Environment, Management and Society – UniTN;

Marco Ragazzi, professore ordinario di Ingegneria sanitaria-ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, delegato del Rettore alla sostenibilità ambientale – UniTN;

Dino Zardi, professore ordinario di Fisica per il sistema terra e il mezzo circumterrestre presso il Dipartimento di Ingegneria, coordinatore del progetto di laurea magistrale in Meteorologia Ambientale – UniTN.

Il CDQE, in una delle sue prime riunioni, ha incontrato anche l’arcivescovo Lauro e con lui ha discusso di come potrebbe diventare luogo di studio e di promozione di proposte per aiutare la Chiesa di Trento a intraprendere strade di ‘conversione ecologica’.

Tra le prime iniziative pensate dal CDQE c’è un ‘appello vocazionale’, con l’intenzione di rendere noti, soprattutto ai giovani, i numerosi percorsi di studio che potrebbero favorire la scelta della propria professione futura collegandola all’impegno per la questione ecologica.

Si è poi parlato della predisposizione di un piano di sostenibilità ambientale diocesano e dell’ipotesi di incentivo all’adesione delle parrocchie alle comunità energetiche.

Oltre a questo organismo, da qualche mese si è formata una Rete diocesana sulla custodia del creato, composta da Azione Cattolica, NOI Oratori, Terziari Francescani, Comunità Laudato Si’, Movimento dei Focolari, Rete interdiocesana Nuovi Stili di Vita.

Dopo la presenza all’ultima edizione della fiera Fa’ la cosa giusta, la Rete propone un momento di preghiera per il creato a San Michele all’Adige domani, giovedì 24 novembre alle 18, presieduto dall’arcivescovo Lauro Tisi; l’obiettivo è quello di proporre analoghi momenti di preghiera con cadenza bimestrale, in luoghi significativi ed evocativi di una custodia del creato realmente pensata e vissuta.

“Le dimensioni e la gravità della questione ambientale chiedono oggi una grande mobilitazione delle intelligenze e delle migliori qualità umane; in assenza di un’ampia e convinta collaborazione, si sta aprendo per l’intera umanità una lunga e triste stagione”, sottolinea a nome del CDQE e della Rete il coordinatore don Cristiano Bettega, delegato per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi.

“Nessuno può chiamarsi fuori, né dalla responsabilità di quanto sta avvenendo, né dalle sue conseguenze: anche la Chiesa di Trento, nel suo piccolo – aggiunge don Bettega –, vuole fare la sua parte, dando seguito al magistero di papa Giovanni Paolo II, di papa Benedetto XVI e più recentemente di papa Francesco”.

“Il CDQE in particolare vuole essere uno strumento al servizio del discernimento ecclesiale, in vista delle difficili scelte che saremo chiamati a fare – precisa il coordinatore – come singoli e come comunità: a tale Consiglio sarà chiesto di dare il proprio competente parere in materia ambientale al vescovo, ai consigli diocesani e parrocchiali, a tutta la comunità cristiana”.













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