Ledro, alle medie si accende  la polemica sui giorni di scuola 

I genitori furibondi per la decisione dell’istituto Garibaldi di chiedere alla Provincia una deroga per rinviare di un altro anno l’introduzione della settimana corta. Il Comune al fianco delle famiglie


di Aldo Cadili


LEDRO. Si alza la protesta di gran parte dei genitori degli oltre 150 studenti della valle di Ledro che frequentano la scuola media “Giuseppe Garibaldi” di Bezzecca. L’origine del malcontento collettivo è la decisione del Consiglio dell’Istituzione di presentare richiesta alla Provincia per una deroga, valida per il prossimo anno scolastico (da settembre 2018 a giugno 2019), per mantenere le lezioni distribuite nell’arco di sei giorni alla settimana anziché sui cinque, come prevede la nuova normativa.

Vista la portata sempre più ampia del dissenso, il Consiglio dell’Istituzione è stato convocato in seduta straordinaria dalla presidente Elena Minari per giovedì di questa settimana, alle 18, con all’ordine del giorno un solo punto: «Riesame offerta formativa e riesame orario lezioni scuola secondaria di Bezzecca». I genitori sperano che si arrivi ad un ripensamento e quindi ad un adeguamento dell’orario alle disposizioni provinciali che risultano in sintonia con la situazione scolastica europea.

Pure l’amministrazione comunale condivide pienamente la presa di posizione delle famiglie e tramite il sindaco Renato Girardi e l’assessore competente Fabio Fedrigotti (è componente di diritto del Consiglio dell’Istituzione) ha avviato le opportune iniziative al riguardo. Per la giunta municipale tra l’altro esistono anche dei problemi organizzativi e gestionali per fare fronte ad eventuali richieste di interventi manutentivi nella giornata del sabato, ovvero quando gli uffici comunali sono chiusi. Senza contare il risparmio sui costi del riscaldamento e delle altre utenze.

La direzione della scuola media aveva distribuito a tutti i genitori un questionario per chiedere un parere in merito a ed il 63% si era espresso per la settimana corta ed il restante 37% per il mantenimento delle lezioni anche al sabato. Lunedì della scorsa settimana il Consiglio dell’Istituzione è arrivato ad un voto di parità (7 a 7): in tal caso il regolamento prevede che prevalga la decisione del presidente che, a detta di numerosi genitori, «ha disatteso le indicazioni avute deliberando il mantenimento del servizio scolastico sui sei giorni». Tale orientamento derivava da problemi sostanzialmente attinenti al servizio mensa e al trasporto degli studenti. L’assessore Fedrigotti si è dichiarato, invece, favorevole alle lezioni nell’arco dei cinque giorni così come il dirigente scolastico ha sostenuto l’introduzione della settimana corta.

La presidente della Consulta dei genitori Romana Scandolari chiede alle famiglie «di valutare se e quale tipo di intervento si possa fare quantomeno per esprimere il dissenso verso questo modus operandi».













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