Base jumper si schianta sul Brento 

Dramma a Dro. Claudio Signorini aveva 64 anni e abitava a Milano. La vittima era un appassionato di volo libero e amava i lanci dal “Becco dell’Aquila». Sul suo profilo social i video delle sue imprese. L’ultimo quattro giorni fa. Il paracadute non si è aperto. Indagini dei carabinieri


Franco Bussola


Dro. Primo tragico volo dell’anno, dopo tre mesi di lock down per l’emergenza Covid-19, sul monte Brento, famoso ormai da un ventennio per il ritrovo di jumper provenienti da tutto il mondo, che provano l' ebbrezza di saltare nel vuoto con le loro vele sgargianti dal Becco dell’Aquila per atterrare nei prati sottostanti, in località Gaggiolo. Ieri mattina, ha perso la vita Claudio Signorini, 64 anni, di origini toscane, era residente a Milano.

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 10 da parte di testimoni che hanno assistito all’incidente. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell'elicottero che, sorvolando la zona, ha individuato il base jumper a terra, alla base della parete. L’équipe medica, il tecnico di elisoccorso e un operatore della Stazione Riva sono stati verricellati sul posto, alla base del monte Brento, ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Una volta ottenuto il nullaosta dalle autorità, la salma è stata ricomposta, recuperata a bordo dell’elicottero e portata alla camera mortuaria di Dro.

Signorini era arrivato in Trentino con due amici. Dopo essersi lanciato dallo sperone di roccia, Signorini non è riuscito ad aprire il suo paracadute ed è finito dopo un volo di seicento metri di schianto sui ghiaioni sottostanti. L’allarme lanciato da due amici che stavano apprestandosi a lanciarsi. Sul posto sono intervenuti immediatamente l’elisoccorso, il soccorso alpino di Riva del Garda con il capostazione Danilo Morandi e alcune squadre, i vigili del fuoco di Dro e per i rilievi di legge una pattuglia dei carabinieri della stazione di Dro.

Claudio Signorini era “innamorato” del monte Brento. La sua pagina Facebook è ricca di video dei suoi lanci dal “Becco dell’Aquila”. Il suo ultimo video risale a quattro giorni fa. Lo si vede in tuta bianconera e casco azzurro, mentre fa conta “3-5-7”, allarga le braccia e si lancia nel vuoto.

Raggiunto dalla notizia in vacanza, del tragico incidente, il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi ha voluto esprimere il più profondo cordoglio di tutta l’amministrazione comunale e della comunità. «Purtroppo convivere con questa pratica estrema non è sempre facile, il vuoto normativo non permette di fare molto al Comune se non sensibilizzare i pericoli per questo sport estremo. Invitiamo a venire a vedere le nostre splendine montagne e paesaggi anche nella nostra valle del Sarca. O a praticare gli altri sport come mountain bike, l'arrampicata o altre attività sportive. Inoltre invito a rifletterci il valore della vita delle persone che l’imponderabile può accadere, come in questo caso dato che era una persona esperta. E queste tragedie devono far riflettere tutti. Il valore della vita è importante per tutte le persone».













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